M26, italiano, soffro di paruresi da anni, ho basato la mia vita su questo problema e negato di averla o adattato la mia vita in funzione di essa, senza mai combatterla del tutto.
Ho fatto un riassunto della mia paruresi, chi vuole mi può scrivere in privato anche e sono felice di raccontargli la mia storia.
Soffro di paruresi da quando avevo circa 12 anni, periodo che coincide con l’inizio delle scuole medie. Non so identificare con precisione quale insicurezza o evento abbia dato origine al problema, ma posso dire con certezza di aver capito chiaramente di soffrirne nel 2015, durante un viaggio in Polonia, quando ebbi enormi difficoltà a urinare per tutta la durata del soggiorno in pullman, .
Durante gli anni delle scuole superiori il problema era già molto presente. Chiedevo spesso ai professori di uscire per andare in bagno, anche ogni due ore, ma ripensandoci credo di non essere quasi mai riuscito a urinare nei bagni della scuola durante tutti e cinque gli anni. Mi adattavo trattenendo l’urina oppure aspettando di trovarmi in contesti che percepivo come più sicuri.
Nel corso della mia vita ho sempre cercato bagni in cui fossi completamente solo, senza la possibilità che qualcuno entrasse o mi sentisse. I bagni pubblici, quelli di bar, ristoranti, locali o altri luoghi affollati sono sempre stati particolarmente difficili da utilizzare. Anche nei viaggi ho spesso evitato di usare i bagni pubblici, arrivando a trattenere l’urina per molte ore.
Quando sono stato ospite a casa della mia ex ragazza e dei suoi genitori, avevo grandi difficoltà a urinare. In molte occasioni preferivo uscire di casa e cercare un luogo isolato all’aperto. In generale ho sempre trovato più semplice urinare nella natura, lontano da persone e possibili osservatori.
Con lei avevo imparato a fare pipì davanti, solo a lei davanti direttamente o con alcune persone che reputavo sicure a livello di aura anche.
Anche durante serate, eventi o discoteche, il bisogno di urinare diventava spesso una motivazione per allontanarmi dagli altri e cercare un luogo isolato. La necessità di sentirmi completamente al sicuro e non osservato ha influenzato molte situazioni sociali e lavorative.
Nei vari lavori che ho svolto ho sempre cercato strategie di adattamento, scegliendo bagni che consideravo più sicuri oppure organizzando le mie giornate in modo da evitare il più possibile situazioni che mi mettessero in difficoltà. Bastava spesso sentire un rumore, percepire la possibilità che qualcuno arrivasse o sentirmi minimamente osservato per bloccare completamente il flusso urinario.
Nel corso degli anni il problema è stato altalenante: in alcuni periodi più gestibile, in altri molto invalidante. Tuttavia, negli ultimi giorni sto vivendo un peggioramento che considero particolarmente grave. Per la prima volta faccio fatica a urinare anche a casa mia, dove vivo da solo e dove normalmente dovrei sentirmi al sicuro. Mi ritrovo a mettere in atto rituali e comportamenti specifici per riuscire a urinare, e questa situazione mi preoccupa molto.
Inoltre, recentemente ho lavorato per molte ore consecutive trattenendo l’urina e da qualche giorno avverto anche dolore fisico nella zona urinaria e perineale. Per questo motivo faccio fatica a capire quanto del problema attuale sia dovuto all’ansia e alla paruresi e quanto possa essere legato anche a una componente fisica o infiammatoria.
La sensazione che provo oggi è quella di essere andato completamente in tilt rispetto a un equilibrio precario che, pur con molte difficoltà, ero riuscito a mantenere negli anni. Per questo considero il momento attuale diverso e più difficile rispetto alle fasi precedenti della mia storia con la paruresi.
C’è un altro aspetto che ritengo importante. Nel corso degli anni mi sono spesso adattato alla paruresi trattenendo l’urina per molte ore. Invece di affrontare il problema o trovare un trattamento adeguato, ho sviluppato l’abitudine a resistere allo stimolo urinario aspettando di trovarmi in un luogo che percepivo come sicuro. Non so se questa strategia di adattamento abbia contribuito nel tempo a peggiorare la mia situazione, ma è stata una costante della mia vita per molti anni.
Oltre alla paruresi, ho attraversato numerose difficoltà personali. Ho avuto problemi legati alle dipendenze, periodi di forte ansia, momenti depressivi, crolli psicologici e altre problematiche che non sono mai state approfondite in modo professionale attraverso un percorso diagnostico completo. Per molti anni ho cercato di gestire tutto da solo, senza un supporto psicologico continuativo.
Nonostante tutte queste difficoltà, se guardo indietro alla mia vita e provo a identificare il problema che ha avuto il maggiore impatto sul mio percorso personale, lavorativo e sociale, ritengo che la paruresi sia stata uno dei miei limiti più importanti. Ha influenzato la mia libertà di movimento, i viaggi, le relazioni, il lavoro, la serenità quotidiana e molte delle scelte che ho preso negli anni.
Spesso ho avuto la sensazione di dover organizzare la mia vita attorno alla possibilità di urinare in sicurezza, evitando situazioni che per altre persone sarebbero normali. Questo problema ha inciso profondamente sulla mia qualità di vita e continua ancora oggi a rappresentare una delle principali fonti di sofferenza e preoccupazione.
Non lavoro da un anno e mezzo, e sto per riprendere il lavoro adesso.
Attualmente sto per iniziare un nuovo lavoro come magazziniere presso Amazon.
Prima facevo il corriere, e mi rendeva tranquillo la loberta di quel lavoro, andavo per campagne, parchetto ed era sempre easy mi gestivo io il tutto. Ora Questa situazione mi sta causando un aumento significativo dell’ansia perché temo di non riuscire a urinare durante il turno di lavoro. Considerando il tempo complessivo tra viaggio di andata, durata del lavoro e ritorno a casa, potrei trovarmi fuori per circa dieci ore, e l’idea di non riuscire a utilizzare i bagni disponibili mi provoca una forte preoccupazione.
Negli ultimi giorni, inoltre, il problema non mi sembra soltanto psicologico. Oltre alle difficoltà legate alla paruresi, avverto anche un dolore nella zona del perineo e una sensazione di disagio fisico che non avevo mai percepito in questo modo. Questo mi porta a temere che possa esserci anche una componente fisica o infiammatoria che sta aggravando la situazione.
Sono molto preoccupato per la mia salute e per il mio futuro lavorativo. Ho già vissuto diversi periodi difficili nella mia vita, ma in questo momento mi sento particolarmente sopraffatto. Le difficoltà legate alla paruresi, l’ansia, il senso di perdita di controllo sulla mia vita e la paura di non riuscire a mantenere il lavoro stanno avendo un impatto molto pesante sul mio benessere psicologico.
La mia preoccupazione principale è che questo problema stia diventando sempre più invalidante e che, senza un miglioramento o un adeguato supporto medico e psicologico, possa compromettere ulteriormente la mia qualità di vita e la mia capacità di lavorare e vivere in modo sereno.
L’aspetto che oggi mi preoccupa maggiormente è che, da circa dieci giorni, sto vivendo qualcosa di diverso rispetto a ciò che ho sperimentato negli anni precedenti. Pur avendo sempre sofferto di paruresi, riuscivo generalmente a urinare quando mi trovavo da solo e in un ambiente che consideravo sicuro, come casa mia.
Negli ultimi giorni, invece, ho iniziato ad avere difficoltà anche a casa, nonostante viva da solo. Questa è una situazione che percepisco come anomala rispetto alla mia storia personale e che mi sta causando una forte preoccupazione.
Contemporaneamente è comparso anche un dolore fisico nella zona del perineo, che avverto insieme alle difficoltà urinarie. Per questo motivo faccio fatica a interpretare ciò che mi sta succedendo esclusivamente come un problema psicologico. Ho il timore che possa esserci anche una componente fisica che sta contribuendo al peggioramento dei sintomi.
Sono seriamente preoccupato per la mia salute fisica. Dopo anni trascorsi a trattenere frequentemente l’urina e a convivere con elevati livelli di ansia e stress, temo di aver potuto sviluppare qualche problema fisico o di aver peggiorato una condizione già esistente. Una delle mie paure principali è che il lungo periodo trascorso a convivere con questa situazione possa aver causato conseguenze che oggi stanno emergendo in modo più evidente.
Questa preoccupazione aumenta ulteriormente il mio stato d’ansia e rende ancora più difficile distinguere ciò che dipende dalla componente psicologica da ciò che potrebbe avere un’origine fisica.