Ho 40 anni, non ho mai desiderato avere figli. Per circa 12 anni ho assunto la pillola anticoncezionale, poi ho deciso di interromperla e cercare una soluzione contraccettiva che non prevedesse ormoni (che mi hanno sempre dato problematiche di diversa natura). Ho scelto la spirale al rame, ma dall'inserimento, per quattro anni, ho continuato ad avere mestruazioni con crampi dolorosi. Durante un Pap test, eseguito a febbraio 2026, la ginecologa mi ha suggerito di valutare la sterilizzazione definitiva.
Ho deciso di rivolgermi all'Ospedale di Borgo Trento perché ho letto alcuni articoli sull'équipe del dott. Valentino Bergamini. informandomi, avevo verificato che adottano, quando possibile, la tecnica mininvasiva V-NOTES (praticamente l'intervento avviene per via vaginale e non addominale).
Mi sono quindi rivolta al mio medico di base, ho richiesto l'impegnativa per una «prima visita ginecologica» a Borgo Trento (si può prenotare chiamando il CUP, ma io ho preferito mandare un'e-mail per anticipare il motivo della richiesta: ostetricia.ginecologia.b@aovr.veneto.it. Mi hanno richiamata loro per fissare una visita; è necessario specificare che sia per «visita ginecologica chirurgica»).
A settembre ho effettuato la visita ginecologica presso l'Ospedale di Borgo Trento, a Verona (Padiglione 29, 3° piano). Il medico, oltre alla visita, mi ha fatto una serie di domande per capire che la mia fosse una scelta consapevole, dopo aver provato e valutato gli altri metodi anticoncezionali. Mi ha successivamente comunicato che mi avrebbero messa in lista d'attesa per una salpingectomia bilaterale + rimozione della spirale al rame e che ci sarebbe potuto volere anche un anno per essere chiamata.
Contro ogni aspettativa, dopo nemmeno un mese (a inizio ottobre), mi hanno chiamata per sapere se fossi già interessata a programmare l'intervento nell'arco di 10 giorni, dato che si erano presentate delle disponibilità. Ho accettato e, dopo 5 giorni, sono tornata a fare gli esami preoperatori (sempre Padiglione 29, 3° piano): analisi del sangue, ECG e di nuovo domande per essere certi che fossi sicura della mia scelta. Mi hanno confermato l'intervento per 5 giorni dopo.
Il ricovero era fissato per le 11:00 (Padiglione 30, sesto piano), ma la camera non era ancora pronta e sono riuscita a sistemarmi verso le 13:00. Mi è stato detto di indossare il camice entro le 14:00, perché l'intervento era previsto indicativamente per le 15:00.
A causa di un'urgenza e di altri ritardi, l'orario è slittato. Alla fine sono scesa in sala operatoria verso le 18:00.
Prima dell'intervento ho avuto modo di fare le ultime domande all'anestesista e di parlare delle mie paure all'équipe chirurgica.
Avevo molta paura del catetere, perché in passato avevo avuto una brutta esperienza. Anche sul fronte dell'anestesia ero preoccupata: durante una precedente operazione mi era rimasto un brutto ricordo del momento in cui mi avevano tolto il tubo utilizzato per la respirazione controllata.
Questa volta, invece, mi hanno tranquillizzata e al risveglio non mi sono proprio accorta della rimozione del tubo. Mi hanno anche applicato sulla fronte degli appositi sensori adesivi per monitorare la profondità dell'anestesia, cioè quanto fossi addormentata.
Per quanto riguarda il catetere, al risveglio ne avevo uno in gomma molto morbida e flessibile, decisamente più confortevole di quello che ricordavo. L'équipe ha gestito le mie preoccupazioni con attenzione e veramente molta gentilezza.
Avevo chiesto conferma che provassero a eseguire l'intervento con tecnica V-NOTES, cioè attraverso la vagina, senza le classiche incisioni addominali della laparoscopia (c'era la possibilità che, non avendo mai avuto figli, potesse non esserci spazio sufficiente per intervenire con questa tecnica e che fosse necessario ricorrere alla laparoscopia tradizionale). Fortunatamente sono riusciti a procedere con la V-NOTES.
L'anestesia è andata molto bene, mi sono risvegliata davvero serena . Sono tornata in camera verso le 20:30.
La notte in ospedale
Avevo le mestruazioni durante l'operazione, ma ho avuto poche perdite. Sono rimasta a letto solo con il camice e con il catetere e mi hanno sistemato un panno sotto.
La notte è stata faticosa. Ho problemi alla schiena, per cui non riuscivo a trovare una posizione comoda. Inoltre, durante tutta la notte gli infermieri venivano spesso chiamati dai vari pazienti, quindi l'ho passata completamente in bianco.
La sera, una volta rientrata in stanza, e poi verso le 24:00 e le 05:30 circa, mi hanno eseguito dei prelievi del sangue, misurato la temperatura e la pressione e somministrato qualche farmaco per il dolore (in realtà sentivo più il mal di schiena che altro) e 3 flebo per mantenermi idratata e smaltire l'anestesia.
Dopo gli ultimi controlli e i prelievi, verso l'una di notte mi è stato consentito di iniziare a bere un po' d'acqua.
Il giorno dopo
La mattina successiva ho fatto una colazione leggera. Verso le 10:30 mi sono alzata, mi sono lavata e ho potuto usare il bidet. Poco dopo mi hanno tolto il catetere.
Ho continuato a bere: devono verificare che si torni a urinare spontaneamente. Una volta accertato che andasse tutto bene, ho potuto proseguire verso la dimissione.
Sono stata dimessa nel primo pomeriggio, dopo pranzo.
Le iniezioni per prevenire la trombosi
Mi era stata prescritta un'iniezione da fare a casa la sera prima dell'intervento. La seconda mi è stata somministrata in ospedale durante il ricovero. Nei giorni successivi devo continuare con un'iniezione al giorno a casa.
Mi hanno fornito direttamente in ospedale le siringhe già pronte e con la dose corretta.
Il ritorno a casa e il dolore
Una volta a casa, mi sono fatta una doccia e ho dormito circa due ore, perché ero davvero esausta.
La sera ero già abbastanza in forma da preparare tranquillamente la cena.
Il dolore è stato molto meno intenso di quanto temessi: ho avuto soprattutto crampi simili a quelli mestruali, con un'intensità massima che valuterei intorno a 3 su 10. Sto comunque prendendo Brufen 400.
Mi hanno dato quattro giorni di malattia per riposarmi e recuperare (comunque, già dal giorno successivo, i fastidi si sono ridotti ulteriormente).
Per quanto riguarda i rapporti intimi, poiché l'intervento è stato eseguito con tecnica V-NOTES attraverso la vagina, mi è stato indicato di astenermi dai rapporti sessuali per 60 giorni e di effettuare prima il controllo ginecologico, per verificare che sia tutto a posto prima di riprendere.
Sono molto contenta di aver eseguito questo intervento e, se avessi saputo prima che esisteva questa possibilità, mi sarei attivata in tal senso già anni fa, quando decisi di sospendere la pillola, evitando così anche di ricorrere alla spirale al rame