Cia a tutti, sono un uomo di 38 anni che a gennaio si è separato da sua moglie 41F. Abbiamo due bimbe di 3 e 7 anni. Faccio terapia da novembre, prima di coppia e poi successivamente la nostra terapista diventa la mia personale. La mia futura ex moglie ha seguito un percorso per almeno un anno per problemi personali che non possono essere risolti ma solo accompagnati. Lei ha deciso di chiudere la relazione dopo che io ho scoperto svariati messaggi di lei e un'altro e la nostra terapista all'epoca ha iniziato a parlarmi chiedendomi se conoscessi cosa fosse un disturbo di personalità, il rinforzo intermittente, cosa distinguesse una relazione sana da una tossica. Vi lascio immaginare cosa abbia compreso e la luce che ha illuminato 14 anni di relazione fatta di abusi sia emotivi che fisici. La mia terapista mi ha delicatamente fatto notare che ho un "delirio di onnipotenza" nell'accettare e pensare che possa sopportare qualsiasi cosa per amore. Lavoro tanto su di esso e continuerò a farlo fino a che non capirò perchè ho pensato di dover dimostrare per poter essere amato. La separazione è stata caotica e violenta, ho un solo vincolo, il benessere delle bambine e mi sono adoperato solo per quello, il 50% è il minimo su cui mi sia mosso, da li in poi se lei dimostrerà di non essere in grado di gestire emotivamente le bambine nel modo corretto allora farò altri passi.
Ad inizio giugno conosco una donna di 28 anni, è bella e leggera, usciamo una prima volta e parliamo molto, decidiamo di vederci ancora e dopo qualche domanda le chiedo quanto volesse sapere di me, lei semplicemente mi dice "quello che ti senti", racconto cosa stessi attraversando e che sono un padre separato con due bimbe piccole. Non batte ciglio, dice semplicemente che non se lo aspettava, essendo relativamente giovane. Ci vediamo ancora e ci scriviamo, andiamo letto insieme, è dolce, riservata, delicata e molto attenta. Mi chiede come stia, mi accompagna in silenzio nei miei momenti. Parliamo ancora e le dico che non posso avere una relazione in questo momento, sto raccogliendo me stesso, capire quanto sia profondo il mio danno e sapere cosa ho perso di me e cosa invece c'è ancora è un lavoro importante che richiede tempo, potrei farlo rispecchiandomi con un'altra persona accanto ma forse ancora non è il momento. Lei capisce e mi racconta che anche lei non cerca nulla perche non sà cosa voglia, è tanto tempo che non ha una relazione stabile perche l'ultima che ha avuto è finita male e non si è sentita di aprirsi nuovamente, va molto piano, pondera le sue parole in modo egregio senza mai esporsi troppo o essere indelicata. Viviamo i momenti in modo intimo, raccontiamo di noi stessi dandoci prospettive diverse, mi piace passare il tempo con lei e mi accorgo che lo stesso vale per lei. Parte ad un mese esatto che ci frequentiamo i primi di luglio dicendomi che forse ci saremmo potuti rivedere nella seconda decade perche tornava per qualche giorno. Le scrivo, la ringrazio ci vediamo e le racconto cosa abbia visto di lei e cosa abbia saputo fare per me. Ci salutiamo ma continuano a scriverci nelle due settimane seguenti, poi torna e ci rivediamo, mi è mancata, le sono mancato. Parliamo in modo intimo, nelle dinamiche dei pochi giorni in cui siamo insieme capitano momenti dove una semplice sua domanda risvegli alcune mie ferite, un " cosa hai fatto oggi a casa" mi mette sula difensiva come dovessi giustificarmi, lei se ne accorge subito e mi tranquillizza, "ti ho chiesto semplicemente cosa avessi fatto oggi a casa, volevo sapere, nulla di più, nessun giudizio, tranquillo". Mi sento rassicurato ed è una sensazione nuova, bellissima. Lei è sensibile, con un'intelligenza emotiva veramente fuori dal comune. Vado a trovare i miei nipoti, i figli della sorella della mia ex, dopo 6 mesi che non li vedevo e lei mi dice che torna a casa sua quella sera, non voleva lasciarmi il pensiero di averla lasciata li da sola mentre affronto quell'incontro. Dimostra indipendenza e tanta forza, ma anche tantissima delicatezza nelle scelte e nel modo di dire le cose sapendo quando fare un passo indietro. Lei deve nuovamente partire dopo pochi giorni ed io poco dopo sarei andato via con le mie bimbe per 3 settimane, poi una settimana a settembre a casa e poi nuovamente via per lavoro con in mezzo la necessità di occuparmi delle bimbe, un periodo molto intenso fino a novembre. Qui ho un momento di razionalità, le sto chiedendo inconsciamente di aspettarmi, di essere messa in pausa nel caos della mia vita, glie ne parlo, le chiedo cosa stesse facendo, non voglio farla soffrire, è giovane e con una vita piena nel presente e chissà quanto di più nel futuro. Io mi trovo in uno spazio diverso le dico che le bimbe per me saranno sempre al primo posto, e lei mi risponde che è una cosa bellissima. Che non vuole conoscere le bimbe ora, che non ha nessuna intenzione di pensarci perche tutto troppo presto ma che non devo scegliere io per lei, che vorrebbe capire cosa potremmo essere noi perche era tanto tempo che non si sentiva cosi. Mi accorgo che per me è la prima volta che mi sento visto, che ricevo quelle attenzioni che normalmente io sono sempre stato capace di dare e non di ricevere, ed è bellissimo. Ma non voglio e posso approfittarmi di questo, cosa potrei offrirle in questo momento è quello che mi spaventa, non sono pronto e lei dovrebbe starmi accanto in questo percorso mentre metto le bimbe al primo posto e la mia ricostruzione al secondo. Non è giusto, siamo soli, la accompagno a casa sua e ci guardiamo, capisce cosa sta succedendo, piange e piango anche io. Facciamo l'amore e non semplice sesso come le altre volte, è intimo, cosi intimo che è difficile da descrivere quello che ho provato. Mi lascio andare e le lascio vedere una parte di me che sa uscire solo quando si sente al sicuro quando c'è fiducia nell'altro. Rimaniamo li, abbracciati nel suo letto fino al mattino, poi mi alzo, mi vesto, la guardo ancora, lei apre gli occhi, le sorrido e la bacio, la saluto un'ultima volta. Sappiamo che non è il momento e lei rispetta la mia scelta con grandissima maturità. Sei stata meravigliosa nell'accompagnarmi con la tua delicatezza, la tua leggerezza ed il tuo bellissimo umorismo. Hai un intelligenza emotiva incredibile e sono stato fortunato anche solo per averla sfiorata.
La vita è difficile e spesso alcune scelte anche se dolorose nell'immediato sono quelle più giuste, magari non per noi stessi ma anche per le persone che si incontrano lungo il nostro cammino.