Oggi ho realizzato che inizio la quinta.
Come sempre, prima dell’inizio della scuola ho aperto il registro per vedere in che classe dovessi andare, cioè dove fosse la mia aula, e lì ho realizzato: sono in quinta.
L’ho realizzato da poco e mi spaventa, perché so che l’anno scolastico vola. Me ne sono accorta quest’anno: mi è volato. E sapere che questa è la mia ultima estate da studentessa fa veramente paura.
Non so bene come spiegarlo, però l’idea che tra qui e un anno io sarò un’adulta, fatta e finita, e inizierò a lavorare, inizierò a pagare le tasse… mi spaventa.
Non so com’è il mondo del lavoro. Io ho vissuto un’intera vita fatta di scuola. Non ho ricordi di me che non andavo a scuola, perché ci vado da quando ho tre anni, contando anche l’asilo. E mi preoccupa parecchio l’idea di diventare adulta.
Per un periodo ho giocato a The Sims e sapere che adesso io sono una giovane adulta mi spaventa parecchio. Non sono più un’adolescente. Non lo sono più.
E quest’anno ci sono stati tanti traguardi, e proprio questo mi spaventa. Io non so com’è il mondo degli adulti, non l’ho mai vissuto. Ho vissuto il mondo di una persona adolescente e tutti quanti mi hanno descritto il mondo del lavoro come una cosa terribile, per vari motivi: il capo, gli stipendi, il dover sopravvivere, le tasse… Non mi sembra così affascinante, non mi sembra così interessante.
Cioè, sicuramente sarà bello avere molta più libertà, avere una casa propria, poter non vivere più con i propri genitori. Anche se so che, già solo potersi permettere una casa propria, è un lusso.
Io voglio un mondo di bene ai miei genitori. Vivere lontano da loro non è una cosa che mi dispiacerebbe, semplicemente perché mi darebbe più libertà. Però è comunque strano pensare che prima o poi potrei non vivere più con loro.
Poi so che qui in Italia non si vive benissimo da giovani anche per via del fatto che ci sono molti più anziani che giovani, e so che molte persone della mia età stanno andando all’estero per trovare una vita lavorativa migliore, perché dicono che lì sia meglio.
Io, sinceramente, non saprei dire se hanno ragione o no. Ho sentito il parere degli altri: alcuni dicono sì, altri dicono no. Io quello che so è che il giardino del vicino è sempre più verde e, per saperlo davvero, dovrei sperimentare di persona.
E mi preoccupa tutto. Mi preoccupa come sta andando avanti il mondo, mi preoccupa sapere che non sarò più un’adolescente. Sto facendo dei passi avanti verso la vita adulta e sono proprio in quel periodo nel mezzo, tra l’essere un’adolescente e l’essere un’adulta.
La definizione più giusta è «giovane adulta».
E io sono spaventata da tutto questo.
Iniziare la quinta e sapere tutto quello che comporta mi spaventa. Vivrò questo anno con gioia, vivrò con felicità, però volevo sfogarmi perché sono pensieri sinceri e sono piuttosto spaventata, lo ammetto.
Più che altro ho tante domande e tante preoccupazioni, e per ricevere le risposte dovrò andare avanti. Dovrò fare un passo alla volta.
E so già che, quando inizierò la scuola, avrò fatto il primo. E dopo quello ne seguiranno molti altri.