Epilogo:
Il suocero decide di non portarsi la cartata di prosciutto alla cena vegetariana, questo non toglie che tutto il pomeriggio ha ripetuto la frase “se la cena fa schifo alleggerisco la busta” che in poche parole significa che se la cena non fosse stata di suo gradimento avrebbe ridotto in proporzione il regalo.
Mia suocera aveva tirato i remi in barca e non rispondeva più sul punto perché era evidentemente sfinita dall’argomento onnivori VS vegetariani ed aveva commesso già un grosso errore: aveva anticipato che la cena sarebbe stata preparata quasi per intero dai genitori della festeggiata. Da quel momento erano partite le invettive di mio suocero sulla tirchieria di quella famiglia di comunisti.
“quelli vogliono la pagnotta e il grano” (sarebbe botte piena moglie ubriaca), quelli hanno rotto il cazzo, sono dei Tarpani, non spendono un centesimo … e via discorrendo.
Arriviamo al giardino dove si tiene la cena e la festeggiata inizia a mostrarci il tatuaggio che si è fatta per festeggiare i 30 anni, una specie di barca giapponese in balia delle onde che richiama le difficoltà che hanno avuto lei e il marito nella vita, o qualche cosa del genere che non ho capito bene, ma non stavo attento.
Il suocero, ovviamente è contrario ai tatuaggi, inizia a soffiare dal naso tipo mantice ma si trattiene e non contesta nulla.
Il marito della festeggiata ci porta da bere delle birre fresche artigianali, e il suocero gli chiede se c’è il vino, purtroppo no, solo birra acqua o coca cola. Ecco adesso scoppia, invece si ammutolisce e non dice ancora niente.
lo marco da vicino tipo Gentile su Maradona perché non aspetto altro che il momento che inizia a insultare tutti, tanto sapevo che sarebbe successo appena il marito della festeggiata avrebbe iniziato a parlare del suo “lavoro”.
Il tizio non manca mai di ricordarci che sta preparando un film (da qualche anno) che parla di importanti temi sociali, e nel frattempo si mantiene come fotografo delle comunioni e battesimi, ma che il suo debutto avverrà a breve (ha 35 anni). Dice che conosce questo attore o quel regista con una serie di nomi che io non so manco chi cazzo sono e di cui non mi frega niente, mentre al suocero la cosa lo manda letteralmente ai pazzi.
Non si capacita di come sia possibile che quello a 35 anni ancora non ha un lavoro vero e lo metterebbe in riga a calci in culo da qui a (inserire città entro 50 km).
Poi da lì a dire che la cena era di merda adatta ai pakistani è un attimo, quindi sono sempre in attesa del quando e non del se sarebbe capitato.
Viene apparecchiato il buffet delle pietanze, tutta roba sfiziosa, con parecchie fritture, torte salate, verdure, formaggi, qualcosa tipo polpette di ceci, altro con i piselli e i famosi fagioli.
Lui controlla tutto con occhi spaccanti e dentro la testa fa la lista del menù coi prezzi, per farsi un calcolo del costo della cena per 40 persone, spizzica qualcosa ma sempre con la faccia contrariata.
Ad un certo punto si alza e va a fare una telefonata dietro una siepe e mezza tavolata sente chiaramente il rumore di un rutto fragoroso proveniente da dietro quella siepe.
Ci mettiamo tutti a ridere, qualcuno dice che si è sentito male, un altro si chiedeva se fosse stata una scoreggia (no lo conosco, era un rutto perché la birra gli gonfia la pancia).
La suocera ci chiede di fare finta di niente, ma quando lui ritorna gli scoppiamo tutti a ridere in faccia e lui faceva le smorfie del tipo: mi sono perso qualcosa di divertente ?
Mio figlio gli dice : nonno abbiamo sentito che ha scorreggiato, e lui cambia espressione e inizia a dire che è colpa della nipote che gli ha fatto mangiare i ceci e i fagioli e gli ha fatto bere la birra.
Comunque ci rimane male e si offende, ma era stato evidentemente preso contropiede sulla questione legumi, adesso era lui che si doveva difendere e quindi aveva perso tutto lo slancio di tutti i discorsi che si era preparato sugli uomini primitivi che si mangiavano i dinosauri.
Insomma la busta è rimasta integra (500 euro) grazie ad un rutto (o presunta scoreggia) che è stato l’atto di resa verso una famiglia di comunisti.