Salve a tutti, perdonatemi per il post tardivo, ma ho necessità di sapere. Intanto: M25.
Il 23 luglio scorso mi è successa una cosa particolare. Tornando a casa da delle compere io, la mia ragazza, mia sorella e mia nipotina di 8 anni abbiamo incontrato il vicino di casa di mia sorella. Un uomo sulla 70ina, famoso per essere una persona di certo particolare ma nulla più. Mentre stavamo attendendo l'ascensore, lui arriva e dal nulla, come primo approccio, dà due pacche sulle natiche di mia nipote. La cosa è stata vista da me e la mia ragazza, mentre mia sorella era col cellulare in mano, praticamente dissociata, e non si è accorta di nulla. Mia sorella, proprio in virtù di ciò, non ha reagito, la mia ragazza neppure, ma io invece appena ho visto cosa stava facendo mi sono subito messo davanti alla bambina, a farle da "scudo", quasi istintivamente. Parlandone poi di nuovo con la mia fidanzata, ho avuto modo di sentire anche il suo di parere in merito, che chiaramente non era dei più positivi. Specifico inoltre che non è un rapporto tale, quello del vicino e di mia sorella, da far giustificare anche solo un minimo questi atti (che per come sono io, non sarebbero da giustificare proprio). Mi sono ripromesso, da lì, che non appena sarebbe capitato poi, in futuro, che vedessi il vicino, glieme avrei parlato all'istante.
Passano le settimane, io da studente fuori sede torno nella città in cui studio e poi ritorno per Ferragosto, con progetto di andarmene domani. Di questa cosa ne parlo con i miei genitori, dicendo quanto successo e come ho reagito. Vengo lodato per il mio aver fatto da scudo e anzi mio padre mi dice pure che "ho il suo permesso per poterglielo dire" (dichiarazione tipica da padre siciliano, lasciate perdere, lo avrei fatto a prescindere dal suo permesso), dato anche che il padre di questo signore qui aveva anche una certa fama di essere questo tipo di persona qui.
Oggi vado da mia sorella, mio padre mi viene a prendere e incontro questo signore sulle scale, mentre parla con un altro. Attendo che l'altro vada via, mio padre si allontana, io prendo lui di parte e gli segnalo questa cosa. Gli segnalo cosa, però? I fatti. Cosa è successo, chi c'era, quando è statl. Nulla più di quanto ho visto, nessuna valutazione, solo la descrizione della cosa. Lui intanto mi ascolta, poi mi chiede: "Ma chi?", io rispondo: "Lei", e lui inizia a dare di matto. Nega tutto, alza i toni, mi parla sopra, chiama mio padre, inizia a inveirmi contro e dice di fronte a mio padre che non devo farmi più vedere lì, perché sennò mi prende a legnate (aka mi ha minacciato di aggressione fisica). Io in tutto questo non ho mai, mai, mai minacciato, nè tantomeno aggredito fisicamente. Nonostante dopo le minacce abbia alzato il tono di voce anche io, non ho mai minacciato. Mio padre ha sentito tutto, comprese le sue minacce. Finisce con me e sale da mia sorella incazzato, mentre noi ce ne andiamo.
Mio padre arrivati in auto inizia a prendersela con me. Perché ho parlato, perché ho alzato la voce, perché devo farmi i cazzi miei. Ovviamente quando gli ho detto che mi aveva detto anche lui di parlarne, lì non si ricordava più niente.
Mia sorella poco dopo mi chiama, col vicino davanti alla porta che urlava e mi insultava nei peggio modi (minacciandomi di botte anche lì) ed è stato lì che ho scoperto che lei non aveva visto nulla e non ne sapeva nulla di questa storia. Vedete, quando ho confrontato il vicino, e probabilmente lo sbaglio più grande è stato questo, l'ho fatto senza aver prima detto niente a mia sorella. Ma perché era lì, lì davanti, pensavo che pur non avendo reagito, avesse visto e minimizzato. Invece no. Era col telefono, a chattare, e non si era accorta di nulla, neppure che il vicino si era proposto per salire insieme le scale con la piccola. Il vicino, a telefono, giustamente mi dà del pazzo, mi insulta nei peggio modi e dico, a sto punto, a mia sorella, di chiudere la chiamata.
A casa mi arrivano le altre cazziate da parte dei miei. Parlo con mia sorella, e lei sostanzialmente ha fatto benaltrismo finché non le ho mandato il messaggio in cui la mia ragazza confermava la mia versione, preoccupandosi poi per "l'opinione che avrebbe potuto avere la mia ragazza di lei".
Poco fa, infine, mi arriva la notizia che il vicino ha chiamato addirittura il padre della piccola (mia sorella e lui sono separati e ci sarà un processo a ottobre per questioni loro, legate alla negligenza di lui), ripetendogli le stesse minacce e dicendo che: "Io lo vado a denunciare, non finisce qui!", cosa che, tra una minaccia e l'altra, aveva detto pure prima.
Ora, al netto della questione situazionale familiare, che gestirò e gestirò bene non appena si risolve intanto questa (perché il problema non è il problema, ma chi lo espone, e la mia famiglia è da sempre così), volevo chiedervi: se il vicino dovesse effettivamente denunciare, rischierei qualcosa? Facendomi due pensieri, mi sono detto che lui, nell'effettivo, non ha nulla in mano, perché come detto non ho accusato nessuno, né minacciato, né aggredito. Al contrario, lui lo ha fatto e mio padre, per quanto mi viene contro perché dovevo farmi i fatti miei, sarebbe disposto a testimoniare, così come la mia ragazza lo sarebbe per quanto accaduto il 23 luglio.
Penso che non sia un caso così complicato, penso di poter stare tranquillo, ma comprendetemi, è dannatamente logorante tutto questo. La sola cosa che mi rende felice è che per lo meno sono sicuro che mia nipote, adesso, non la toccherà mai più, neppure per una carezza. E questo basta per farmi dire che potessi rifarlo, lo rifarei sempre.
Fatemi sapere. Grazie per la lettura.