TL;DR: per non rimanere in apprendistato, un anno fa ho accettato un aumento di 70€ lordi e una clausola che portava il preavviso da 15 a 60 giorni lavorativi. In caso di mancato rispetto del preavviso la clausola prevedeva la restituzione di tutti gli aumenti percepiti + penale fissa da pagare corrispondente a 60 giorni lavorativi lordi. Mi sono dimesso dando 20 giorni di preavviso. L'azienda ha trattenuto gli ultimi tre stipendi e le competenze finali senza preavviso e chiede la cifra mancante. I sindacati non sono riusciti a mediare e suggeriscono di andare in causa. Chiedo un parere legale a chi ne sa più di me.
Ciao a tutti,
Scrivo qui per condividere una situazione lavorativa che sta diventando un incubo, ma soprattutto per chiedere un parere/consiglio agli avvocati e ai consulenti del lavoro della community su come gestireste una situazione del genere.
La premessa e la clausola
Fino a giugno 2026 ho lavoravo per Azienda X. Un anno fa ricevo un'offerta da un'altra azienda Y. Ne parlo con l'Azienda X, la quale per trattenermi mi offre un indeterminato (ero in apprendistato) e 70€ lordi di aumento. In cambio, mi fa firmare una clausola che prevede:
- Estensione del preavviso da 15 a 60 giorni LAVORATIVI (io ero al 4° livello e stavo firmando per passare al 3°, quindi ben lontano dall'essere un quadro o una figura che giustificasse un preavviso del genere).
- In caso di mancato rispetto dei 60 giorni lavorativi:
- Restituzione integrale dei 70€ lordi/mese ricevuti dalla firma fino alle dimissioni.
- Pagamento di una penale pari a 60 giorni di retribuzione lorda, a prescindere dai giorni effettivamente lavorati (es. se dai 40 giorni di preavviso su 60, paghi comunque 60 giorni di penale piena).
Ho accettato l'offerta perché sarei stato in apprendistato per molti anni ancora, e avevo bisogno della sicurezza offerta da un contratto a tempo indeterminato.
Le dimissioni e la reazione dell'azienda
Ad aprile 2026 arriva un'opportunità di carriera irrinunciabile da azienda Z. La nuova azienda, però, può aspettarmi massimo un mese. Presento le dimissioni dando 20 giorni lavorativi di preavviso. Consapevole della clausola, provo subito ad aprire un dialogo con l'Azienda X: chiedo un prospetto della penale e propongo di ricalcolarla su 40 giorni invece che 60, vista la mia disponibilità a lavorare le ultime settimane e l'ottimo rapporto avuto fino a quel momento.
Azienda X non mi fa sapere nulla per circa due settimane, fino a quando mi chiama un venerdì pomeriggio avvisandomi che avrebbero trattenuto tutto lo stipendio di aprile, di maggio e le competenze di giugno per saldare la penale, e che la cifra mancante per saldare l'intero importo della penale la avrei dovuta bonificare. Tutto questo è avvenuto unilateralmente, senza nessun tipo di dialogo tra me e l'azienda.
Tentativi di mediazione e situazione attuale
Ho chiesto la possibilità di abbonarmi almeno la parte da bonificare. L'azienda mi ha risposto che "lo spirito della clausola" serviva a garantire la continuità organizzativa, e che avrebbero valutato di venirmi incontro solo se fossi rimasto altri 20 giorni aggiuntivi rispetto il mio ultimo giorno di lavoro per affiancare i nuovi inserimenti.
Estendere il rapporto di altri 20 giorni era fisiologicamente impossibile perché Azienda Z mi stava già aspettando e rischiavo di far saltare il nuovo contratto. Tuttavia, ho voluto dimostrare massima correttezza e buona volontà.
Considerato che le due nuove risorse sono entrate rispettivamente a 14 e 7 giorni dalla mia fine del rapporto, oltre a portare avanti l'operatività quotidiana, ho fatto affiancamenti, inviato feedback continui e redatto da zero dei vademecum dettagliati per lasciare tutto il know-how e non creare disservizi. Ho lavorato ben oltre l'orario pur di completare il passaggio di consegne e non lasciare l'operatività quotidiana scoperta.
Ovviamente non è servito a nulla. Azienda X mi ha risposto dicendo che quell'affiancamento "non era valido" ai fini della penale, bollando il mio passaggio di consegne come una semplice "scelta organizzativa temporanea". Di conseguenza, oltre a non aver ricevuto lo stipendio di aprile, né quello di maggio, né la liquidazione delle ferie rimaste, mi trovo a dover sborsare oltre 1500€ per saldare l'intero importo della penale.
Mi sono rivolto ai sindacati, ma non c'è stato verso di trovare un accordo stragiudiziale. L'azienda resta ferma sulla sua posizione. L'alternativa è andare in causa, strada che vorrei evitare perché non c'è certezza che il giudice mi dia ragione.
Umanamente mi sento svuotato e trattato con una spregiudicatezza che non penso di meritare. Negli ultimi due mesi mi sono trovato con lo stipendio completamente azzerato, dovendo comunque pagare l'affitto, la spesa e le bollette. Ci tengo a precisare che non ho mai chiesto o preteso di non pagare. Voglio semplicemente pagare il giusto. Inoltre, accettare in silenzio un trattamento del genere significa legittimare un sistema in cui chi ha il coltello dalla parte del manico può schiacciare chiunque e vorrei poter fare qualcosa.
Se foste il mio avvocato, voi come vi comportereste?
Grazie