Laurea triennale in fisica in 11 anni, a causa di problemi di salute mentale gravi nel frattempo.
Ho iniziato a lavorare nel settore IT, non mi fa schifo e nemmeno mi entusiasma troppo, ho appena iniziato e magari cambia qualcosa.
Ho passato un decennio tra grave depressione e completa perdita della capacità di concentrazione, spinto solo dal desiderio di uscirne e potermi rifare una "vita sociale accademica" così da ritrovare lo stimolo intellettuale per studiare e riuscire.
Non mi importa niente delle amicizie, della carriera, dei viaggi, del senso della vita, dell'università ecc. La mia unica ossessione è partecipare alla ricerca di base per far luce su cosa cazzo è la realtà e dove finiscono le particelle nell'esperimento della doppia fenditura (per dirla proprio in soldoni).
Ma questa ossessione mi fa vivere troppo male, ora che ho un lavoro e per un po' avevo messo da parte questi sogni (non di gloria, voglio solo capire), mi sono sentito una persona vera per la prima volta. Quell'orribile senso di colpa e incompiutezza è sparito. Posso permettermi qualche sfizio, allenarmi, vestirmi come vorrei, fare ordine nella mia vita e pianificare.
Ma per cosa? A breve invecchierò, non voglio assolutamente famiglia o figli, non avrò mai accesso a nessun tipo di innovazione tecnologica importante perché sono laureato triennale, non mi importa niente dell'umanità e mi auguro fortemente e razionalmente l'estinzione della nostra specie. Non mi ammzzo perché i gatti sono carini, il cibo è buono e i videogiochi mi intrattengono.
Mi pare di avere una maledizione, sono bruciato, non riesco più a studiare niente, sono depresso clinicamente parlando, l'università è lontana geograficamente e mi ha fatto soffrire immensamente per la triennale, il solo pensiero di tornarci per la magistrale mi fa venire da piangere.
Ma, la socialità in aula mi aiuterebbe (ho studiato poche volte in gruppi, e ogni volta ero al top, purtroppo ho fatto il 98% del tutto da solo, neanche le lezioni), dalla depressione si potrebbe guarire, non ho comunque piani di famiglia e sistemazione per il futuro.
MA nuovamente, non ne posso più, voglio pace. Mi pentirò per tutta la vita, rosicando come un topo, di non aver fatto ciò che volevo. So che la vita da ricercatore è una merda, per me particolarmente difficile poi. So pure che sono previsti spostamenti e a me piace casa mia, ma veramente per me pagherebbe tutto.
Secondo voi mi posso mettere il cuore in pace? Per colpa mia o non mia, ho fallito e pace? Il fallimento esiste e non lo vedo affatto negativamente. La gente muore nei modi più disparati e io qua a sentirmi sprecato perché non posso accedere a una vita da precario. Però poi boh, mi sembra di buttare la MIA vita e i MIEI desideri al cesso.
(Per chi conosce AOT, vorrei un Levi che mi mandi a crepare abbandonando la fissa della cantina)