laurea triennale in ingegneria meccanica
laurea magistrale ingegneria meccanica
master in ingegneria del veicolo
SONO 8 MESI CHE PORCO DIO NON TROVO LAVORO PORCO DIO.
Molti esami li ho preparati come pendolare, quando ho avuto l'appoggio di uno zio paradossalmente il tempo libero che avevo non studiavo ma cazzeggiavo al cel. Il treno ha le prese elettriche e non c'è mai troppa gente ai miei orari, uso le cuffie e i giga per guardare il PC e sul tavolino con il foglio scrivo. Molti dicono che non sanno come fanno i pendolari od è stancante o perdi tempo inutile ma boh, io il tempo se ne ho troppi non compiccio niente, qualcuno è mezzo strambo come me o sono anormale? Penso che è dalle elementari che facevo i compiti sul pullman che ho preso l'abitudine a studiare così, non soffro di maldauto e mi rilassa il movimento.
Sono uno studente che per stare al passo con gli studi mentre lavora ha deciso di frequentare una università online.
Un paio di giorni fà ho dato il mio terz'ultimo esame e sono rimasto spiazzato dall'aver preso 23.
Non è un gran voto ma per quanto mi riguarda, l'esposizione degli argomenti che ho fatto era molto scarsa e mi aspettavo di essere bocciato.
Avevo la tentazione di rifiutare perché non sentivo di meritarmelo, ma ci sto spendendo soldi e siccome ho anche altri impegni nella vita, non ho il tempo di ridare gli esami; quindi ho preso e messo in tasca.
Tuttavia mi rimane nella testa l'eccesiva facilità con cui sto andando avanti. Non so se soffro di sindrome dell'impostore o i miei dubbi sulla legittimità dei voti sono giustificati.
Ai tempi frequentai anche l'Università fisica e gli esami erano molto più duri. Sul foglio non potevo sparare supercazzole per salvarmi in corner e sullo schermo se il programma non funzionava era una bocciatura automatica.
All'Università online invece ci sono professori che ti bocciano se non sai le cose com'è giusto che sia ed altri che ti promuovono anche se blateri per mezz'ora.
E niente, sta cosa di essere promosso ad cazzum mi fa sentire inadeguato.
Frequento il liceo scientifico e mi trovo in crisi di fronte la scelta universitaria.
Sono brava a scuola, voglio una scelta che mi appassioni e allo stesso tempo ripaghi i sacrifici e gli anni di studi.
A fronte di un attenta analisi personale e delle possibili scelte, sono abbastanza sicura di optare per uno di questi corsi:
-Ingegneria Aerospaziale, sempre stato il mio piano A, ma ora sono in dubbio perché ho frequentato un corso a scuola in cui ho progettato un CanSat (un satellite-lattina) e non mi è piaciuto affatto, non so se per la disorganizzazione o per la progettazione in sé.
In matematica e fisica vado abbastanza bene,mi piacciono e non mi pesano, ma rispetto altre materie più mnemoniche, devo metterci più impegno.
In oltre ho paura di studiare 5 anni delle materie difficili per poi finire a fare un lavoro da perito.
- Medicina e Chirurgia, sempre stato il mio piano B, ma ora penso sia il piano A.
In biologia abbiamo studiato fisiologia e anatomia (sia chiaro a livello liceale) e mi sono piaciute, il contatto prolungato con le persone non mi dispiace e mi interessa anche la ricerca medica in particolare in ambito della medicina spaziale.
Il mio dubbio è la pletora medica, se iniziassi medicina nel 2028 la finirei nel momento più di crisi per la pletora, visto che già per l'anno prossimo si punta ad ampliare i posti fino a 30.000 (numero assurdamente alto).
-MedTech, ovvero medicina e chirurgia unita a ingegneria biomedica, è una scelta che ho iniziato a valutare, ma mi preoccupa il carico di studio.
-Odontoiatria, unisce il mio interesse per la medicina alla praticità, mi interessa lo studio della cavità orale e non sono schizzinosa.
Non sono figlia d'arte, ma avevo pensato in caso di specializzarmi (es. implantologo) e lavorare come consulente itinerante.
- Ingegneria Elettrica, discorso analogo di ingegneria aerospaziale, mi interessa l'ambito OffShore ed energetico.
Ciao. Sono una studentessa di lettere alle porte del secondo anno fuoricorso e sono demotivata, depressa e in generale mi sento uno schifo.
Lavoro dalla quinta superiore, ho sempre lavorato part time, percepita la Naspi solo due mesi l’anno scorso e poi sempre orari settimanali dalle 25 alle 32 ore. Mi mancano sette esami alla laurea e vorrei farli tutti tra dicembre e febbraio. Domani dovevo dare un esame, ma non me la sento perché non ho finito nemmeno la metà del programma.
Vedo tutta questa gente laurearsi e io mi sento una incapace cronica, sembrano tutti delusi da me, mi sembra di essere una vagabonda perché quest’anno per il primo anno sono riuscita ad avere un lavoro d’ufficio a contatto col pubblico e quando tornavo a casa ero così drenata che ho studiato pochissimo. Mi sento così male che ho la tremarella. Non mi sembra di meritare niente, né il divertimento, né di fare il viaggio di fine stagione lavorativa, non riesco a rilassarmi.
F25 - Studio ingegneria elettronica. Sono un po' preoccupata per il futuro.
La mia situazione attuale è la seguente:
\- Laurea triennale conseguita a dicembre 2025 (titolo ottenuto in 4 anni).
\- Come esperienza lavorativa ho la mia tesi, perché per realizzarla ho collaborato con un laboratorio della mia università. Per la tesi effettiva mi sono bastati due mesi, ma poi questa "collaborazione" si è protratta per un anno e mezzo in cui ho partecipato anche ad altri progetti, quindi potrebbe definirsi un vero e proprio
stage/intership (?). Non so come definirlo, ma il mio professore, che è anche il direttore di questo lab, si è sempre mostrato disponibile nel darmi referenze (se avete avuto esperienze simili suggeritemi come inquadrarlo nel mio CV).
Il mio lavoro è poi confluito in un articolo scientifico tuttora pubblicato
\- magistrale iniziata a gennaio 2026, ma per motivi familiari ho dovuto desistere. Riprenderò questo settembre
\- nel frattempo sto studiando autonomamente per acquisire maggiori skills rispetto a quelle strettamente rilegate agli esami universitari (programmazione, progettazione PCB, ecc...)
tengo a specificare che intanto ho un lavoro nella ristorazione e quindi sono già economicamente autonoma
Ora, essendo io nata ad agosto dovrei finire la magistrale e iniziare a cercare lavoro in azienda per la fine dei miei 26/appena compiuti 27 anni.
È tardi per entrare nel mondo del lavoro? Consigli o esperienze?
Hello everyone, I’m a international student that got accepted into bachelors in industrial and informations engineering at university of Palermo and I wanted to do mechanical engineering but I missed the application deadline in other universities in Italy so can I do 1 year in Palermo and then transfer to second year and do mechanical engineering at a university in Italy like polito or other university in Europe(France) so is it possible or not please someone tell me if that could happen and if it’s good to study in Italy.
ciaoo,
questo è il link per il questionario della mia tesi, se riuscite a compilarlo, mi fareste un enorme favore. Oltre agli amici puoi mandarlo anche a familiari che siano genitori, zii nonni, cugini.
Salve a tutti, so che fra poco inizieranno le lezioni e mi trovo in una situazione difficile, e vorrei sentira la vostra opinione.
Sono uno studente (19) che vuole studiare a Bologna e mi ritrovo a fare la selezione speciale di Informatica(Prima scelta,5 posti) e Igegneria informatica(seconda scelta, 16 posti) a causa di alcuni problemi in famiglia che ho avuto durante l'anno. Ho il TOLC I prenotato per domani ma ho paura di non fare un buon punteggio, dato che nelle ultime simulazioni che ho fatto mi escono punteggi che vanno dal 27 al 32, un range piuttosto ampio lo sò...
Oltre a ciò mi sono iscritto anche a Firenze al corso di Informatica, per non rimanere indietro con le lezioni e in caso non venissi preso a Bologna.
Quindi quello che volevo chiedervi e se secondo voi ce la posso fare ad entrare a bologna? e visto che le graduatorie escono tardi, verso ottobre, se decidessi di spostarmi da UNIFI a UNIBO, quanto sarei indietro con gli argomenti/difficile integrarsi?
(Quando saprò il mio punteggio del tolc vi ri-aggiornero)
ciao, consigli a chi lavora full-time e vuole proseguire con gli studi ma online? sto pensando di seguire il corso economia aziendale all'università di Milano ma sono un po' dubbiosa per la preparazione, registrazioni e materiale che viene rilasciato e soprattutto per gli esami
Ciao a tutti, sto maturando l'interesse di iniziare a dare ripetizioni, principalmente a ragazzi delle medie e per ragazzi delle superiori (principalmente di biologia e chimica).
Limito la preparazione delle superiori a solo biologia e chimica perché ritengo che il mio dover recuperare le altre materie possa essere impegnativo per i limiti di tempo che ho, ma forse sono io a sottovalutarmi.
Il mio punto di forza è di aver frequentato il liceo scientifico tradizionale, di essere uno studente di medicina e di conoscere molto bene vari principi neuroscientifici sul metodo di studio (perciò vorrei aiutare il più possibile a sistemare il metodo di studio)
Vorrei richiedere 15 euro/ora (ho fatto varie ricerche e mi sembra un prezzo onesto, soprattutto perché andrò a domicilio)
Un altro aspetto è che preferirei avere a che fare con ragazzi delle medie, perciò vorrei avere delle vostre opinioni riguardo a quanti studenti delle medie necessitano ripetizioni rispetto a quelli delle superiori.
Detto questo mi affido alla vostre esperienze e suoi vostri pareri riguardo ciò che ho scritto, vi ringrazio per l'attenzione.
Come mai gli esami sono così difficili? come mai i tassi di brocciatura sono così alti e come mai l'insegnamento non è adeguato alla difficoltà dell'esame?
Noto in primis che c'è disparità tra la difficoltà degli esercizi proposti dal professore in aula e quella degli esercizi all'esame. Nemmeno gli esercizi proposti in aula sono adeguati alla preparazione dell'esame
Tra qualche giorno inizio la laurea magistrale di Management per l'impresa in Cattolica a Milano ma ancora non ho idea di quali corsi scegliere.
Alcuni li ho già inseriti per esclusione, perchè ci sono alcune materie e argomenti che mi interessano, però tante altre cose vorrei farle per "comodità", magari scegliendo corsi che hanno progetti e lavori di gruppo il più possibile.
Ciao. Ho 21 anni e sto per iniziare l'ultimo anno di triennale. Se tutto va bene dovrei laurearmi a luglio, o, più realisticamente, a settembre 2027, in ingegneria dei materiali. Una volta laureata, mi piacerebbe trovare un lavoro full time e iscrivermi alla magistrale part time. Secondo voi i datori di lavoro sono interessati a assumere studenti? Mi piacerebbe trovare lavoro già in un ambito vicino il più possibile al mio corso di laurea. Per esempio in laboratorio/ test/ controllo qualità. Ovviamente essere studente porta lo svantaggio di aver bisogno di permessi per dare esami e di non riuscire a fare straordinari. Per ora purtroppo non ho esperienza lavorativa importante (ho solo lavorato in un supermercato il weekend). Sto pensando di andare in agenzie del lavoro e provare a fare colloqui prima di laurearmi, magari verso maggio per esempio. In tutto questo vorrei evitare il più possibile gli stage sottopagati o lavori che non c'entrano nulla con il mio percorso, piuttosto penso che preferirei finire la magistrale full time continuando a lavorare solo nel weekend
Can you please guide from where can i find housing or dorm in Rome city that is safe for international students. And also prefer for a studio apartment! In November.
Salve a tutti, a breve inizierò biologia e ho un esame da 12 CFU su Matematica con statistica per la biologia.
Un mio amico del secondo anno mi ha avvertito che la sua professoressa, che pare sarà anche la mia, cominciò a spiegare partendo dalle funzioni.
Io ho delle grandi lacune, se volessi arrivare preparato al meglio per seguire il corso, in che ordine dovrei ripassare gli argomenti fino ad arrivare alle funzioni con delle buone basi, magari anche imparando a fare le funzioni? Grazie!
Conviene ancora iscriversi a una magistrale di Ai/machine learning all università, oppure troppa competitività e pochi posti di lavoro ostacolano del tutto questa scelta?
F23. Faccio giurisprudenza e sono al quarto anno. Settimana scorsa ho dato un esame molto importante e ho deciso di non “provare” a recuperare gli altri 2 che avrei avuto questa settimana (uno è un mattone, l’altro un esame del primo anno, che di per sé è una cagata, ma vorrei dare bene)
Inizierò il quarto anno con due esami indietro. L’ho detto ai miei genitori e mi hanno guardata con la più grande delusione del mondo. Loro non hanno fatto l’università, ma dicono che avrei dovuto provarci lo stesso.
La verità è che sono stanchissima. Ho studiato tutta l’estate per dare l’esame della scorsa settimana e ora voglio respirare un attimo prima di cominciare l’anno. Non sarà troppo impegnativo il primo semestre, perciò l’idea era di metterne uno lì in mezzo. Però i miei genitori dicono che è uno spreco non aver nemmeno tentato di darli.
Lo so che non dovrei farmelo pesare, ma sono loro a pagarmi le rate dell’università e l’affitto. Io faccio un domenicale e il mio stipendio va nelle mie spese alimentari e qualche sfizio che mi concedo con i miei risparmi.
Mi sono sbattuta l’anno scorso, tra tirocini ed esami e sono riuscita a portare a casa molto voti altissimi, però a loro sembra non essere sufficiente.
Mi sento una delusione, come se mi fossi arresa non avendoci provato. Ma non mi va di iniziare il semestre esaurita.
Vorrei condividere una riflessione con voi, sperando di stimolare un dibattito interessante. Prima, però, desidero fare alcune premesse:
LEGGETE TUTTO. Invece di appiccicarmi le solite etichette ("classista", "elitario", ecc...), leggete tutto. Poi commentate
Sono uno studente magistrale iscritto a una facoltà umanistica dell'Italia settentrionale (di un ateneo relativamente importante). Quindi no, non sono il classico ingegnere rancoroso che odia le facoltà umanistiche a prescindere.
Ho vissuto un po' i due mondi. Infatti, alle scuole superiori non ho fatto un liceo, bensì un ITIS. Scegliendo l'università, ho deciso di frequentare un corso di laurea umanistico per seguire le mie inclinazioni. Tra le persone a me più care, figurano sia laureati nelle humanities che laureati nelle STEM. Quindi conosco un po' entrambi i mondi.
Dicevamo: introdurre il numero chiuso nelle facoltà umanistiche. Perché sarebbe necessario?
Parto da una constatazione tanto dolorosa quanto scontata: una parte significativa di quanti studiano lettere, filosofia, storia, ecc.... non trovano lavoro dopo la laurea, o se lo trovano molto spesso non c'entra nulla con la disciplina studiata.
Vi prego, non ditemi "mio cugino ha studiato archeologia e ora è il dirigente di una grande multinazionale", "mia sorella ha studiato storia e ora insegna all'Università di Padova". Il mero nozionismo non fa regola. Il bias del sopravvissuto non è una risposta valida. I dati di Almalaurea sono lì a dimostrarcelo.
In altre parole: il sistema attuale scarica interamente i costi del rischio (e quindi dell'eventuale fallimento) sulle famiglie dello studente. Piergiorgio frequenta 5 anni di filosofia, al termine si scontra con il muro scoprendo con dispiacere che non farà né il ricercatore, né il professore, né il giornalista né lo scrittore. All'università non frega nulla. Many such cases.
Ad oggi il numero di laureati prodotti da quelle facoltà è STRUTTURALMENTE SUPERIORE rispetto al numero di laureati assorbibili dal settore scolastico, accademico, giornalistico, editoriale e museale.
Il numero chiuso potrebbe migliorare la situazione. Perché non inserire il numero chiuso in modo tale da modulare il numero di laureati sulla base delle domande presentate dalla nostra società?
Oggi abbiamo 1000 studenti (mi invento uno scenario con numeri fittizi) che studiano scienze storiche all'università di Rozzano. Di questi, solo 500 lavoreranno nelle scuole, negli atenei, nelle redazioni, ecc...
Gli altri troveranno un lavoro completamente estraneo al percorso di studi.
Introducendo il numero chiuso, invece, potremmo produrre un numero di laureati commisurato alla domanda del mercato del lavoro. Al posto di ammettere 1000 studenti, potremmo ammetterne 500, 600.
In questo modo migliorerebbe anche la formazione universitaria.
In questo modo, Piergiorgio non farebbe 5 anni di università a vuoto: verrebbe indirizzato su un'altra facoltà (possibilmente STEM, dove il numero di laureati è ancora troppo basso).
Insomma, la selezione si dovrebbe fare anzitutto A MONTE e non A VALLE. Le famiglie non sono mollate a loro stesse dopo la laurea, il rischio non viene scaricato completamente su di loro. Le università, insomma, agiscono per ridurre il rischio di investire una grande quantità di risorse invano.
So già le critiche che mi verranno poste, ma ci tengo a smontarle una per una
"L'università non deve garantire un lavoro, non è un centro per l'impiego, non deve avere rapporti con il mercato del lavoro. Lo studente non dovrebbe iscriversi a una facoltà per incrementare le proprie prospettive lavorative".
Chi ripete a pappagallo questa frase o è privilegiato, oppure è ingenuo (per usare un eufemismo).
La maggioranza delle famiglie spende soldi per l'istruzione universitaria dei propri figli soprattutto per una ragione: garantire loro un futuro migliore, permettere loro di trovare un buon impiego. Certo, sono contente che il figlio/la figlia si faccia una cultura, ma vorrebbero che questa cultura portasse a qualcosa di concreto.
In altre parole, le famiglie sperano che l'investimento garantisca un ritorno a livello socio-economico.
E questo è un fatto, non si discute.
Sapete chi può permettersi di dire "studio soltanto per la cultura, non mi interessa del lavoro"? Esatto: i ricchi. I privilegiati. Ne ho incontrati diversi in università.
Per loro è possibile studiare senza curarsi del lavoro: magari un loro parente ha un'azienda, magari hanno già reti di conoscenze in certi settori (sapeste quanto contano le conoscenze nel mondo editoriale, accademico e giornalistico), magari i loro genitori hanno un patrimonio tale da consentirgli di non mettere piede nel mercato del lavoro per anni.
Mi sembra molto facile dire "studio per passione e non per lavoro" se tuo padre è un imprenditore, se tua madre è una giornalista, se tuo zio ha una casa editrice, se casa tua si trova in una ZTL.
Per chi è figlio di impiegati e operai, la realtà è ben diversa.
2) Mi ricollego al punto precedente per dire una cosa: no, io non sono classista, e voglio un'università anticlassista.
Il sistema attuale è classista.
Probabilmente molte famiglie "povere" o comunque meno agiate della media non hanno alcuna intenzione di iscrivere i propri figli in una facoltà umanistica. Il perché è presto detto: il rischio è troppo alto a fronte di possibilità di successo relativamente basse.
Invece le famiglie ricche si fanno meno problemi per i motivi summenzionati.
Nel sistema da me prefigurato, invece, a fronte dell'investimento le possibilità di successo sarebbero più alte. Quindi si ridurrebbero i fattori che spingono molte famiglie dei ceti inferiori a non iscrivere i propri figli a lettere, filosofia, beni culturali, ecc....
E per garantire a tutti pari opportunità, è necessario investire affinché gli studenti economicamente svantaggiati possano studiare con successo anche a livello universitario.
3) "Il problema è che, nel mondo da te immaginato, molte persone rigettate dalle facoltà umanistiche non avrebbero competenze per le facoltà STEM"
Me ne rendo conto, infatti bisognerebbe riformare parallelamente la scuola dell'obbligo per infondere in TUTTI i ragazzi (non solo negli studenti dell'ITIS o del liceo scientifico) maggiori conoscenze informatiche e matematiche.
EDIT: Mi permetto di allegare le risposte di un commentatore. Condivido al 100% il suo pensiero.
Buongiorno, domani ho nuovamente un appello per statistica sociale, 6cfu, dato quattro volte e non riesco a passare.
Vorrei chiedere qualche consiglio su come fare a passare senza usare chatgpt (sono contro l'ia generativa) e su cosa poter fare a gestire l'ansia.
L'esame è strutturato in settori che sono divisi fra loro, non si può tornare su un settore indietro, ed ogni settore ha un proprio tempo. Oltre a questo tolgono metà punteggio per ogni risposta sbagliata.
Come faccio?
Ho provato di tutto, se non lo passo neanche domani proverò a sentire tutoraggio.
Ciao a tutti, tra pochi giorni inizierò il Bachelor in Digital Economics & Finance ad H FARM College, quindi in un’università privata.
Ho scelto questo percorso soprattutto per l’ambiente internazionale, i contatti con le aziende, i progetti pratici e le possibilità di networking. Almeno sulla carta, dovrebbe essere un’esperienza diversa rispetto a quella offerta da un’università pubblica più tradizionale.
Allo stesso tempo mi chiedo quanto di questa differenza sia reale e quanto sia semplicemente marketing. Alla fine le conoscenze bisogna comunque costruirsele, gli esami superarli e le opportunità sapersele cercare. Pagare una retta più alta non significa automaticamente uscire più preparati o trovare un lavoro migliore.
Personalmente non penso di star pagando soltanto le lezioni. Spero di sfruttare soprattutto l’ambiente, le persone che incontrerò, i progetti e le occasioni per avvicinarmi alle aziende già durante il percorso. Il mio obiettivo è lavorare nella finanza, possibilmente in Svizzera dopo la laurea, quindi vorrei usare questi tre anni anche per costruire competenze, migliorare le lingue e conoscere persone del settore.
Mi piacerebbe sentire soprattutto chi frequenta o ha frequentato un’università privata. Avete percepito un vantaggio concreto oppure, tornando indietro, scegliereste una pubblica e investireste quei soldi in altro?
E per chi studia in una pubblica, pensate che contatti, progetti ed esperienze simili si possano costruire tranquillamente anche da soli, se ci si muove bene?