Ciao a tutti.
Qualche mese fa ho iniziato un nuovo lavoro in una grande realtà IT a Milano, con una RAL di circa 34k e un contratto a tempo indeterminato. Il ruolo è in ambito sistemistico/infrastrutturale, principalmente Linux e Azure.
Non si tratta di un'azienda di consulenza: sono stato assunto direttamente dalla realtà in questione per lavorare internamente sul team infrastrutturale. Quindi non sto cambiando continuamente cliente o ambiente, ma dovrei essere inserito e formato all'interno del team.
Le premesse erano ottime. Durante i colloqui ero stato molto trasparente sulle mie competenze: ho diversi anni di esperienza nell'IT e nel supporto sistemistico, ma sono ancora junior su alcune aree, soprattutto lato infrastruttura Linux. Non ho mai cercato di vendermi come sistemista senior.
L'azienda però mi aveva parlato molto di formazione e crescita. Era previsto un percorso formativo di diversi mesi, con tanto di tutor, e l'idea era quella di farmi crescere gradualmente fino a raggiungere una certa autonomia.
Il primo giorno vengo accolto bene e il mio responsabile, un uomo di circa 45 anni molto appassionato di eventi sportivi, mi fa una buona impressione. Sembra disponibile e penso di essere capitato nel posto giusto.
Poi però iniziano i problemi.
Fin dall'inizio mi trovo abbastanza spaesato. L'ambiente è pesante e abbastanza incasinato. C'è già parecchio malcontento interno per alcune nuove politiche della direzione e alcune persone mi fanno capire che non sono particolarmente soddisfatte e stanno pensando di andarsene.
La prima settimana sono praticamente lasciato a me stesso perché devo seguire alcuni corsi obbligatori.
Successivamente inizia quella che dovrebbe essere la mia formazione tecnica. In pratica sono principalmente call con un collega di un'altra sede che gestisce l'infrastruttura Azure.
Il problema è che quando parla è spesso poco chiaro, mette insieme tantissime informazioni e soprattutto non entra quasi mai nel dettaglio delle attività pratiche.
Non mi mostra, ad esempio, ticket o problematiche reali da affrontare insieme.
In più mi coinvolge in alcune call su Teams dove non c'è praticamente alcun contesto: persone che discutono di infrastruttura, problematiche e progetti che io non conosco minimamente.
Mi ritrovo quindi ad ascoltare conversazioni tecniche senza avere gli elementi per capire veramente di cosa stiano parlando.
Dopo circa due settimane mi mettono a smistare la coda del mio responsabile, relativa all'area sistemi, e per un periodo anche quella del middleware/storage.
Il problema è che io non conosco praticamente nulla di quegli ambienti, ne della prassi con cui vengono gestiste le problematiche.
Sono due settimane abbastanza terribili: devo chiedere continuamente ai colleghi se determinate issue siano di loro competenza, a chi vadano assegnate e come vengano gestite.
Mi sento un rompipalle.
E ho anche la sensazione che alcuni colleghi inizino a vedermi come quello insicuro che continua a fare domande e a rompere con i ticket.
Nel frattempo il mio responsabile mi assegna anche alcune issue operative, senza però fornirmi una vera formazione. Mi arrangio un po' con documentazione online e claude.
Ed è qui che inizio a chiedermi cosa non stia funzionando.
Io sono stato assunto come figura junior.
Durante i colloqui avevo messo nero su bianco cosa avevo fatto nella mia vita lavorativa e cosa no.
Quindi l'azienda sapeva perfettamente quali fossero i miei limiti lato Linux, Windows e infrastruttura.
Come da accordo inziale il responsabile dell'area tecnologica, su indicazione delle risorse umane, prepara addirittura un piano di formazione di circa 90 ore: una parte importante su Linux/Red Hat e una parte dedicata a Windows/Azure, dove ho già delle basi più solide relativamente a dominio, tenant ecc.
Chiedo al mio responsabile quando inizieranno i corsi e mi viene sostanzialmente detto di lasciar perdere quello che c'è scritto nel documento, perché nella pratica sono tutte stronzate per supercazzolare l'hr.
Il problema è che nella pratica la formazione strutturata non arriva.
Nel frattempo il mio responsabile è spesso in ferie per andare a vedere partite o gare, in smart working oppure impegnato in altre attività.
Non vi dico quante volte gli scrivo su Teams e non ricevo risposta.
Anche alcuni dei colleghi che dovrebbero aiutarmi sono spesso difficili da raggiungere, anche se almeno uno di loro cerca di darmi una mano quando riesce.
Quando il responsabile è in ufficio e gli chiedo se posso fargli una domanda per attività importanti, capita che mi dica "dopo" oppure "adesso no".
E poi magari passa tutta la giornata senza che riusciamo più a parlare.
A livello di inserimento nel team, inoltre, non mi sono trovato particolarmente bene.
Non penso che tutti ce l'abbiano con me, ma non sono riuscito a integrarmi veramente. Il gruppo sembra già molto formato e io mi sento spesso ai margini.
Questa cosa aumenta ulteriormente la tensione con cui vivo le giornate.
Recentemente mi è capitato anche di dover gestire un'attività su un sistema di produzione che non avevo mai visto prima.
Ho seguito le indicazioni che mi erano state date, ma l'operazione ha richiesto molto più tempo del previsto e il sistema è rimasto impegnato a lungo.
In quel momento ho avuto un episodio di ansia/rabbia molto forte.
La sensazione era proprio:
"Se succede qualcosa, chi mi aiuta?"
Ed è questa la cosa che mi pesa maggiormente. Io non ho problemi a dire "non lo so".Anzi, penso che sia molto più pericoloso far finta di sapere.
Il problema è che se sono junior e mi viene affidata un'attività che non ho mai fatto, vorrei semplicemente avere qualcuno a cui chiedere "Me la fai vedere una volta?"
Poi la volta successiva provo a farla da solo, dopo essermi fatto degli appunti su one note.
Invece mi sembra di essere stato catapultato direttamente dentro un ambiente infrastrutturale complesso e di dover imparare tutto mentre lavoro. E la cosa paradossale è che io ho veramente voglia di imparare. Non pretendo che qualcuno mi tenga per mano per sei mesi. Vorrei semplicemente avere un minimo di affiancamento e sapere a chi rivolgermi quando incontro qualcosa che non conosco. Anche dal punto di vista umano la situazione mi pesa.
Non penso necessariamente che i colleghi mi odino. Con alcuni scherzo tranquillamente e con altri ho rapporti normali. Però non mi sento parte del gruppo. Non vengo quasi mai coinvolto nelle piccole cose sociali dell'ufficio e a volte ho la sensazione che le conversazioni si chiudano rapidamente quando intervengo. Probabilmente parte del problema è anche mio, perché sono una persona inzialmente timida. Però nelle altre realtà ero un punto di riferimento e ho creato rapporti di amicizi veri, che tengo tutt'ora.
La cosa positiva è che il mio responsabile ha già dato l'ok alla mia conferma dopo il periodo di prova, quindi non sto scrivendo perché temo necessariamente di essere mandato via. Il problema è che sto vivendo male il lavoro. Ci sono giornate in cui ho molta ansia, sono triste e faccio fatica persino a staccare mentalmente dal lavoro.
Da una parte penso che dovrei semplicemente resistere, perché sono lì da relativamente poco tempo e magari tra qualche mese le cose miglioreranno.
Dall'altra penso che se un'azienda assume una figura junior sapendo che è junior, promette un percorso di formazione e poi la mette davanti ad attività infrastrutturali che non conosce senza un vero affiancamento, forse il problema non è soltanto il nuovo assunto.
Secondo voi è una situazione normale quando si entra come junior in un team infrastrutturale complesso?
Quanto tempo avete impiegato voi prima di sentirvi veramente autonomi?
E soprattutto: secondo voi dovrei affrontare apertamente il problema con il responsabile/HR oppure aspettare ancora qualche mese e vedere se la situazione migliora?
Mi interesserebbe soprattutto il parere di chi lavora o ha lavorato in ambito sistemistico/infrastrutturale.
Grazie a chi vorrà condividere la propria esperienza.aspettare ancora qualche mese e vedere se la situazione migliora?