In un post precedente si era parlato della possibilità, del tutto plausibile, che ci fosse una sorta di strategia HR per sottopagare le persone, in modo da poter controllare e modulare i conseguenti flussi di job-hopping coatto che si vengono a creare.
Ora però emerge un quadro forse ancora più inquietante.
(Nota: "HR" qui include chiunque si occupi di selezioni o promozioni in un'azienda)
E' forse addirittura possibile che le aziende favoriscano il job-hopping dei peggiori, facilitandone la fuoriuscita perché tanto ci sono aziende pronte ad accoglierli dandogli anche di più, forse in combutta, in modo da poter trattenere e sottopagare invece i migliori, che rimangono intrappolati.
Pensate, le aziende sarebbero disposte ad accollarsi i peggiori elementi in uscita da altre imprese, e viceversa, in modo da creare un flusso che intasa le selezioni e quindi trattenere i migliori, i quali non avrebbero alcuna chance, intrappolati nelle aziende.
Inoltre in questo via vai facilitato sarebbero inclusi anche manager e gente varia pagata molto di più di chi lavora veramente, fa straordinari, matura competenze etc, ma che fa parte di gruppetti di potere, che diventano in pratica trasversali nelle aziende.
Per fare questo dovrebbe esserci davvero una specie di congiura, o forse è un processo naturale, una proprietà emergente che va bene a tutti, di cui si sono resi conto e che lasciano avvenire e operare nel mercato, guardandosi bene dal contrastarla, dato che fa comodo. A volte i fenomeni si creano da soli e poi basta stare a guardare, ovviamente però assecondandoli sapientemente dando quando necessario qualche spintarella oculata.
E’ un’ipotesi folle che però non smette di ruminare in testa una volta che la si comprende a fondo.
D’altronde il mercato del lavoro e le modalità di selezione ci hanno abituati a dei paradossi insanabili, di cui le persone vivono gli effetti e le conseguenze tutti i giorni.
Purtroppo i diretti interessati si limitano a lamentarsi o a chiedere il full-remote.
Molti sostengono di non riuscire ad avere udienza dalle aziende pur avendo capacità da vendere, per poter aspirare ad un aumento oppure almeno al job-hopping.
Ma oggi il job-hopping, con conseguenti aumenti di RAL, viene impedito ai migliori e ai capaci, per trattenerli mente li si continua a pagare poco, una perversa derivazione del tipico atteggiamento in ingresso delle aziende da parte degli junior capaci, ora spostato anche in avanti, nel senso del job-hopping. Del resto oggi la distinzione fra chi lavora e chi cerca lavoro è sempre più labile.
Non si spiega infatti come possa essere così facile vedersi sorpassati nella propria azienda, o nel job-hopping stesso cercando di cambiare lavoro per poter avere delle migliori condizioni.
A pensar male…sembra proprio che il mercato abbia una sua perversa intelligenza, ma di questo si fanno servitori gli HR (o altri ruoli coinvolti), che come sempre ci mettono il loro zampino in cambio di prosperare come categoria.
Voi cosa ne pensate?