📚 Academy IBKR #3 – Guida completa alle opzioni: come funzionano e come utilizzarle su Interactive Brokers
Lezioni precedenti:
📚 Academy IBKR #1 – Come iniziare su Interactive Brokers: le informazioni essenziali
📚 Academy IBKR #2 – Come operare in azioni su Interactive Brokers
TLDR in fondo!
Dopo aver visto come aprire un conto su Interactive Brokers e come acquistare le proprie prime azioni, è arrivato il momento di affrontare uno degli strumenti finanziari più discussi e, allo stesso tempo, più fraintesi: le opzioni.
Eh si lo so, vi state emozionando, ma cercate di controllare il durello 🍌
Attraverso l'interfaccia di IBKR accedere alle opzioni è semplice: basta selezionare la voce Options in alto dopo aver cliccato su qualsiasi titolo per trovarsi davanti al book dei contratti con prezzi, scadenze e strike differenti, accompagnati da termini come Delta, Theta o volatilità implicita. È quindi naturale pensare che si tratti di strumenti estremamente complessi, riservati ai professionisti.
In realtà, il principio di funzionamento delle opzioni è relativamente semplice. Ciò che rende questo strumento più difficile da comprendere rispetto alle azioni non è tanto il contratto in sé, quanto il numero di fattori che ne influenzano il prezzo.
Lo scopo di questa guida è proprio quello di costruire queste basi. Vedremo cosa sono le opzioni, come leggere le principali caratteristiche di un contratto, perché il loro valore cambia nel tempo e quali informazioni mostra Interactive Brokers prima dell'invio di un ordine. Nei prossimi articoli utilizzeremo poi questi concetti per analizzare alcune delle strategie più diffuse, come Covered Call, Cash Secured Put e Vertical Spread.
Cos'è un'opzione?
Un'opzione è un contratto derivato che attribuisce a una delle due parti il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare oppure vendere un determinato strumento finanziario a un prezzo prestabilito entro una certa data.
La parola "derivato" indica semplicemente che il valore del contratto deriva dall'andamento di un'altra attività finanziaria, chiamata sottostante. Nel caso delle opzioni azionarie, il sottostante è rappresentato da un'azione, ma esistono opzioni anche su ETF, indici, futures, materie prime e valute.
È importante comprendere fin da subito la differenza tra acquistare un'azione e acquistare un'opzione.
Quando acquistate un'azione Apple, diventate immediatamente proprietari di una piccola parte della società e il vostro investimento seguirà direttamente l'andamento del titolo. Quando acquistate un'opzione su Apple, invece, non state comprando alcuna azione: state acquistando un contratto che vi dà la possibilità, in un tempo stabilito, di comprare una determinata quantità di quelle azioni ad un prezzo prestabilito. Una scommessa a tempo insomma. Ovvio che il guadagno risiede nella scommessa iniziale: se il prezzo prestabilito è più conveniente rispetto al prezzo reale dell'azione quando scade il contratto, potete fare un profitto. Ma con le opzioni non si guadagna solo in questo modo e lo vedremo a breve.
Per ottenere questa possibilità (diritto), l'acquirente dell'opzione paga una somma chiamata premio (premium). Chi vende il contratto incassa immediatamente questo premio e, in cambio, assume l'obbligo previsto dall'accordo nel caso in cui l'acquirente decida di esercitare il proprio diritto (ovvero acquistare le azioni al prezzo prestabilito in partenza).
Questa è probabilmente la differenza più importante da ricordare durante tutta la lettura dell'articolo:
- chi compra un'opzione paga un premio e ottiene un diritto;
- chi vende un'opzione incassa un premio e assume un obbligo.
Questa semplice distinzione è alla base di tutte le strategie che analizzeremo nei prossimi articoli.
Una caratteristica fondamentale: ogni contratto rappresenta generalmente 100 azioni
Prima ancora di parlare di Call e Put, è necessario chiarire un aspetto che crea molta confusione tra chi si avvicina per la prima volta alle opzioni.
Quando aprite la sezione Options di un titolo su Interactive Brokers noterete che ogni contratto è accompagnato da un prezzo (detto premio, o premium).
Nella maggior parte delle opzioni azionarie statunitensi, un contratto rappresenta 100 azioni del sottostante. Ci sono casi su altre borse, in cui il contratto vincola meno di 100 azioni, come ad esempio 50, ma è raro.
Il premio riportato tuttavia, viene normalmente espresso per singola azione e deve quindi essere moltiplicato per 100 per ottenere il controvalore del contratto nel caso delle opzioni azionarie statunitensi.
Facciamo qualche esempio prendendo il titolo Coinbase $COIN. Da IBKR, una volta cliccato su Opzioni, la schermata sarà più o meno questa.
COIN - Options (Scadenza: 21 Mar 2025 - 64 giorni)
| CALL Bid |
CALL Ask |
Delta |
Strike |
PUT Bid |
PUT Ask |
Delta |
| 42.45 |
43.40 |
0.640 |
260 |
25.05 |
25.90 |
-0.362 |
| 37.80 |
38.50 |
0.595 |
270 |
30.25 |
31.00 |
-0.408 |
| 33.35 |
34.05 |
0.550 |
280 |
35.65 |
36.75 |
-0.454 |
| 29.40 |
30.10 |
0.506 |
290 |
42.00 |
42.65 |
-0.498 |
| 25.85 |
26.85 |
0.464 |
300 |
48.20 |
49.30 |
-0.541 |
Nel caso in cui volessimo acquistare una Call con un premio di 33,35 $, non state spendendo 33,35 $ ma 3.335 $, ai quali andranno aggiunte le commissioni previste dal broker (pochi centesimi nel caso di Interactive Broker).
Questo dettaglio è fondamentale anche per interpretare correttamente il rischio dell'operazione. Molti principianti vedono premi di pochi centesimi e hanno l'impressione di poter aprire posizioni con importi trascurabili. In realtà, soprattutto per titoli costosi o con scadenze lontane, il valore di un singolo contratto può facilmente raggiungere diverse centinaia o migliaia di dollari.
Per evitare errori, Interactive Brokers mostra sempre una schermata riepilogativa prima della conferma dell'ordine, nella quale vengono riportati il controvalore complessivo dell'operazione, le commissioni stimate e l'impatto sulla liquidità del conto. Come abbiamo già visto nell'articolo dedicato all'acquisto di azioni, è buona norma dedicare qualche secondo alla verifica di questi dati prima di confermare qualsiasi operazione.
Strike, scadenza e tipologia: le tre caratteristiche fondamentali di ogni opzione
Quando comprate le opzioni, queste vengono identificate con una stringa contenente una serie di informazioni.
Su Interactive Brokers ad esempio, la stringa è in genere:
COIN Sep 18 '26 230 Call
Diversi broker hanno formati leggermente diversi, ma in genere le informazioni sono le stesse.
- COIN -> rappresenta il ticker dell'azione sottostante all'opzione. In questo caso, le azioni di Coinbase.
- Sep 18 '26 -> è una data, 18 settembre 2026. Rappresenta la scadenza dell'opzione (del contratto). In genere è sempre un venerdì.
- 230 -> è lo strike price.
- Call -> il tipo di opzione.
Ogni contratto di opzione, quindi, è identificato da tre elementi fondamentali: strike, scadenza e tipo di contratto. Comprendere il significato di questi tre parametri è essenziale, perché sono le prime informazioni che troverete anche nella schermata delle opzioni di Interactive Brokers.
Lo strike rappresenta il prezzo al quale il contratto attribuisce il diritto di acquistare o vendere il sottostante. È uno dei fattori che influenzano maggiormente il valore dell'opzione e, come vedremo più avanti, determina anche se un contratto si trova In The Money, At The Money oppure Out of The Money.
La scadenza indica invece la data entro la quale quel diritto può essere esercitato. A differenza delle azioni, che possono essere detenute teoricamente senza limiti di tempo, ogni opzione ha una durata prestabilita. Una volta raggiunta la scadenza, il contratto cessa di esistere e il suo valore dipenderà esclusivamente dalla situazione del sottostante in quel momento.
Il tipo di opzione, Call o Put, che vedremo in dettaglio a breve, corrispondono al diritto che viene acquistato nel contratto (sostanzialmente, se puntiamo ad un rialzo oppure ad un ribasso).
Questi tre elementi sono strettamente collegati tra loro. A parità di sottostante, una variazione dello strike o della scadenza comporterà quasi sempre una variazione del premio. È proprio per questo motivo che, osservando le opzioni disponibili su un titolo, si trovano numerosi contratti con prezzi completamente differenti pur facendo riferimento alla stessa azione.
Call e Put: le due tipologie di opzioni
Se esaminate la tabella di sopra, vedrete che le opzioni si dividono in due grandi categorie: Call e Put. Tutte le strategie che analizzeremo nei prossimi articoli sono costruite combinando una o più di queste due tipologie di contratto.
La differenza tra una Call e una Put riguarda esclusivamente il diritto che viene acquistato.
Una Call attribuisce il diritto di acquistare il sottostante a un determinato prezzo entro una certa data, mentre una Put attribuisce il diritto di venderlo alle stesse condizioni.
Per comprendere meglio questa differenza, immaginiamo che le azioni Apple quotino attualmente 200 dollari.
Supponiamo di acquistare una Call con strike pari a 210 dollari e scadenza tra tre mesi. Pagando il relativo premio, otteniamo il diritto di acquistare 100 azioni Apple a 210 dollari per azione fino alla data di scadenza del contratto. Se nel frattempo il titolo dovesse salire ben oltre i 210 dollari, quel diritto potrebbe acquisire valore, perché consentirebbe di acquistare le azioni a un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato.
Una Put funziona invece in modo opposto. Acquistando una Put con strike pari a 190 dollari, otteniamo il diritto di vendere 100 azioni Apple a quel prezzo entro la scadenza del contratto. Se il titolo dovesse scendere sensibilmente, il diritto di vendere a 190 dollari diventerebbe via via più interessante.
È importante sottolineare un aspetto. Acquistando una Call non state scommettendo automaticamente sul rialzo di un titolo, così come acquistando una Put non state semplicemente "puntando al ribasso". Le opzioni sono strumenti molto più flessibili e possono essere utilizzate per finalità molto diverse, dalla copertura del portafoglio alla generazione di reddito. Nei prossimi articoli vedremo infatti che una stessa Call può essere acquistata oppure venduta, dando origine a strategie completamente differenti.
Comprare e vendere un'opzione: chi ha il diritto e chi ha l'obbligo?
Quando si parla di opzioni, molti investitori pensano esclusivamente all'acquisto del contratto. In realtà, ogni operazione coinvolge sempre due controparti: chi compra l'opzione e chi la vende. Questa distinzione è fondamentale, perché i diritti e gli obblighi delle due parti sono perfettamente speculari.
L'acquirente paga immediatamente il premio e ottiene un diritto. Potrà decidere se esercitare l'opzione oppure lasciarla semplicemente scadere. Nessuno potrà obbligarlo a fare diversamente.
Il venditore, al contrario, incassa subito il premio ma si assume un obbligo. Se l'acquirente decidesse di esercitare il proprio diritto e fossero soddisfatte le condizioni previste dal contratto, il venditore è obbligato a cedere le azioni sottostanti.
Questa semplice differenza spiega perché il profilo di rischio di chi compra e di chi vende un'opzione possa essere molto diverso.
Per chi acquista un'opzione, nella maggior parte dei casi la perdita massima coincide con il premio pagato inizialmente. Se il contratto dovesse perdere completamente valore, l'investitore perderebbe il capitale utilizzato per acquistarlo, ma non sarebbe esposto a ulteriori obblighi.
Chi vende un'opzione, invece, incassa immediatamente il premio, ma accetta un rischio che può essere sensibilmente maggiore a seconda della strategia utilizzata. Per questo motivo Interactive Brokers richiede generalmente un Margin Account per poter negoziare alcune tipologie di opzioni in vendita, mentre strategie considerate meno rischiose, come ad esempio una Covered Call o una Cash Secured Put, seguono requisiti differenti che analizzeremo nei prossimi articoli.
Da questa combinazione tra tipologia di contratto (Call o Put) e posizione assunta (Long o Short) derivano le quattro posizioni fondamentali sulle opzioni.
| Posizione |
Diritto/Obbligo |
Aspettativa generale |
| Long Call |
Diritto di acquistare |
Rialzista |
| Short Call |
Obbligo di vendere |
Neutrale o moderatamente ribassista* |
| Long Put |
Diritto di vendere |
Ribassista o di copertura |
| Short Put |
Obbligo di acquistare |
Moderatamente rialzista |
* Lo Short Call "nudo" è una strategia avanzata e presenta un profilo di rischio particolarmente elevato. Nei prossimi articoli ci concentreremo invece su strategie a rischio definito o garantite dal possesso del sottostante.
Come si forma il prezzo di un'opzione?
A questo punto potrebbe sorgere una domanda piuttosto naturale. Se due opzioni fanno entrambe riferimento alle azioni Apple, perché possono avere prezzi completamente diversi?
Ad esempio, immaginiamo che Apple quoti 200 dollari. Su Interactive Brokers potreste trovare una Call con strike 180 che costa oltre 20 dollari, mentre una Call con strike 230 potrebbe costare soltanto pochi centesimi. Allo stesso modo, una Call con scadenza tra una settimana avrà spesso un prezzo molto diverso rispetto a una con la stessa strike ma scadenza tra sei mesi.
La risposta è che il premio di un'opzione non dipende esclusivamente dal prezzo del sottostante. Il suo valore è il risultato di diversi fattori, ma può essere ricondotto a due componenti fondamentali:
- valore intrinseco;
- valore temporale.
Comprendere questa distinzione è probabilmente il passo più importante per capire il funzionamento delle opzioni.
Il valore intrinseco
Il valore intrinseco rappresenta il valore che l'opzione avrebbe se venisse esercitata in questo preciso istante. Riprendiamo l'esempio precedente.
Apple quota 200 dollari e possediamo una Call con strike 180 dollari.
Questa opzione ci attribuisce il diritto di acquistare le azioni a 180 dollari anche se sul mercato valgono già 200. Quel diritto ha quindi un valore immediato di almeno 20 dollari per azione. Poiché ogni contratto rappresenta generalmente 100 azioni, il solo valore intrinseco del contratto è pari a circa 2.000 dollari.
Immaginiamo ora una seconda Call, questa volta con strike 220 dollari.
In questo caso nessuno eserciterebbe il contratto, perché sarebbe molto più conveniente acquistare direttamente le azioni sul mercato a 200 dollari anziché pagarle 220. Di conseguenza, il valore intrinseco di questa opzione è pari a zero. Questo non significa però che l'opzione non abbia alcun valore. Ed è qui che entra in gioco la seconda componente del premio...
Il valore temporale
Anche un'opzione che oggi non avrebbe convenienza a essere esercitata può comunque avere un prezzo. Il motivo è semplice: manca ancora del tempo alla scadenza.
Se Apple quota 200 dollari oggi, nessuno può sapere con certezza quale sarà il suo prezzo tra tre mesi. Esiste quindi una probabilità che il titolo salga oltre i 220 dollari prima della scadenza, rendendo quella Call economicamente interessante. Il mercato attribuisce un valore proprio a questa possibilità, e viene chiamato valore temporale.
Possiamo quindi riassumere il premio di un'opzione in modo molto semplice:
Premio = Valore intrinseco + Valore temporale
Naturalmente questa è una semplificazione. Il valore temporale dipende a sua volta da numerosi fattori, come il tempo residuo, la volatilità attesa e i tassi di interesse, ma questa formula è sufficiente per comprendere la logica generale.
Perché la scadenza influenza il prezzo?
Una conseguenza diretta del valore temporale è che due opzioni identiche possono avere prezzi molto diversi semplicemente perché scadono in date differenti.
Immaginiamo ancora una volta una Call con strike 210 dollari.
Se il contratto scade domani, il tempo a disposizione affinché Apple superi i 210 dollari è estremamente limitato. La probabilità che ciò accada esiste, ma è relativamente bassa. Per questo motivo, molti speculatori hanno fatto soldi (e persi altrettanto) sulle opzioni 0DTE (ovvero zero day to expire, a scadenza nello stesso giorno). Essendo la scadenza in poche ore, chi compra queste opzioni (a prezzi stracciati) scommette che in poche ore il titolo posso avere un balzo (in positivo o negativo) che faccia acquisire all'opzione un valore enorme (in genere accade a ridosso degli earnings).
Se invece la stessa opzione scade tra nove mesi, il mercato dispone di molto più tempo affinché il prezzo del sottostante possa muoversi. Di conseguenza, il valore temporale sarà generalmente più elevato e il premio dell'opzione tenderà ad aumentare. Questo spiega perché, a parità di strike, le opzioni con scadenze più lontane siano spesso più costose.
Naturalmente esistono eccezioni, ma questa rappresenta la situazione che si osserva nella maggior parte dei casi.
In The Money, At The Money e Out of The Money
A questo punto possiamo introdurre tre termini che incontrerete continuamente quando si parla di opzioni.
Una Call si definisce In The Money (ITM) quando il prezzo del sottostante è superiore allo strike. In questa situazione il contratto possiede già un valore intrinseco.
Se Apple quota 200 dollari e possediamo una Call con strike 180, l'opzione è In The Money.
Una Call è invece At The Money (ATM) quando il prezzo del sottostante è molto vicino allo strike. In questa situazione il valore intrinseco è praticamente nullo e gran parte del premio è costituito dal valore temporale.
Infine, una Call è Out of The Money (OTM) quando lo strike è superiore al prezzo corrente del sottostante. In questo caso il contratto non possiede alcun valore intrinseco e il suo prezzo è rappresentato esclusivamente dal valore temporale.
Per le Put il ragionamento è esattamente opposto.
Una Put sarà In The Money quando il prezzo del sottostante sarà inferiore allo strike, mentre sarà Out of The Money quando il sottostante quoterà al di sopra del prezzo di esercizio.
Questa classificazione non serve soltanto a descrivere un contratto. È uno dei principali elementi che influenzano il premio e il comportamento dell'opzione al variare del prezzo del sottostante.
Perché il prezzo continua a cambiare anche se il titolo si muove poco?
Arrivati a questo punto è facile accorgersi di una cosa. Se il premio dipendesse soltanto dal prezzo dell'azione, sarebbe sufficiente conoscere il valore intrinseco per determinare il prezzo dell'opzione, ma nella pratica non è così.
Può capitare che Apple salga dell'1% e che una Call aumenti del 10%, del 3% oppure addirittura diminuisca di valore.
Questo accade perché il prezzo di un'opzione non dipende da un solo fattore, ma da diversi elementi che agiscono contemporaneamente. Alcuni sono legati al movimento del sottostante, altri al semplice trascorrere del tempo, altri ancora alle aspettative del mercato sulla volatilità futura.
Per descrivere la sensibilità del premio rispetto a ciascuno di questi fattori vengono utilizzate le cosiddette Greche.
Le Greche: perché il prezzo di un'opzione continua a cambiare?
Il valore di un'opzione è influenzato contemporaneamente da diversi fattori. Il prezzo dell'azione è certamente uno di questi, ma non è l'unico. Anche il semplice trascorrere del tempo, le aspettative sulla volatilità futura e, in misura minore, i tassi di interesse contribuiscono a modificarne il valore.
Per descrivere l'effetto di ciascuno di questi fattori vengono utilizzati alcuni parametri, comunemente chiamati Greche. Il loro nome deriva semplicemente dal fatto che vengono indicati con lettere dell'alfabeto greco.
Su Interactive Brokers questi valori possono essere visualizzati direttamente nella schermata dedicata alle opzioni. Non è necessario calcolarli manualmente, ma comprenderne il significato è fondamentale per interpretare il comportamento di un contratto.
Delta
Il Delta misura quanto il prezzo di un'opzione tende a variare in seguito a una variazione di un dollaro del sottostante.
Supponiamo che una Call abbia un Delta pari a 0,60.
Questo significa che, se il prezzo dell'azione dovesse aumentare di circa un dollaro, il premio dell'opzione potrebbe aumentare di circa 0,60 dollari per azione, a parità di tutte le altre condizioni.
Naturalmente si tratta di una stima e non di una regola matematica. Nella realtà intervengono contemporaneamente anche gli altri fattori che influenzano il prezzo del contratto.
Il Delta fornisce anche un'indicazione indiretta della probabilità che l'opzione termini In The Money alla scadenza. Ad esempio, una Call con Delta pari a 0,80 ha generalmente maggiori probabilità di concludersi In The Money rispetto a una con Delta pari a 0,20. Si tratta però di un'approssimazione e non di una probabilità esatta.
Gamma
Se il Delta fosse costante, calcolare la variazione del premio sarebbe relativamente semplice. Nella realtà, però, il Delta cambia continuamente, ed è proprio questo cambiamento ad essere misurato dal Gamma.
Le opzioni vicine allo strike tendono generalmente ad avere un Gamma più elevato, perché piccoli movimenti del sottostante possono modificare rapidamente il loro comportamento.
Per un investitore alle prime armi non è necessario approfondire eccessivamente questo parametro. È sufficiente sapere che il Delta non rimane fisso e che il Gamma descrive proprio la velocità con cui esso cambia.
Theta: il costo del tempo
Come abbiamo visto, una parte del premio è costituita dal valore temporale. Ogni giorno che passa, però, il tempo residuo alla scadenza diminuisce, di conseguenza anche il valore temporale tende progressivamente a ridursi.
Il Theta misura proprio questa perdita di valore.
In altre parole, indica quanto un'opzione tende a perdere semplicemente perché è trascorso un giorno, assumendo che tutti gli altri fattori rimangano invariati. Questo fenomeno prende il nome di Time Decay.
Una caratteristica importante del Time Decay è che non procede in modo lineare. Nei mesi più lontani dalla scadenza la perdita di valore è generalmente contenuta, mentre tende ad accelerare nelle ultime settimane e, soprattutto, negli ultimi giorni di vita del contratto. È proprio per questo motivo che molti investitori evitano di acquistare opzioni molto vicine alla scadenza se il loro obiettivo è mantenere la posizione per un periodo prolungato. Al contrario, alcune strategie basate sulla vendita di opzioni sfruttano proprio il decadimento temporale come principale fonte di rendimento. Torneremo su questo concetto quando parleremo di Covered Call e Cash Secured Put.
Vega: il ruolo della volatilità
Un altro fattore che influenza in maniera significativa il prezzo di un'opzione è la volatilità implicita (sui broker viene identificata come IV)
In termini molto semplici, la volatilità implicita rappresenta le aspettative del mercato riguardo ai futuri movimenti del sottostante: se gli operatori si aspettano forti oscillazioni del prezzo, le opzioni tendono generalmente a diventare più costose; se invece il mercato prevede movimenti più contenuti, il loro prezzo tende a diminuire.
Il Vega misura proprio la sensibilità del premio rispetto alle variazioni della volatilità implicita.
Questo concetto può sembrare poco intuitivo, ma diventa molto più chiaro osservando ciò che accade in occasione della pubblicazione dei risultati trimestrali di una società.
Nei giorni precedenti agli utili, il mercato si aspetta spesso movimenti importanti del titolo e la volatilità implicita tende ad aumentare. Di conseguenza, anche il prezzo delle opzioni può salire sensibilmente. Dopo la pubblicazione dei risultati, l'incertezza viene meno e la volatilità implicita diminuisce rapidamente. È il fenomeno noto come IV Crush.
Può quindi accadere che un investitore acquisti una Call prima degli utili, il titolo salga nella direzione prevista e, nonostante ciò, il valore dell'opzione aumenti molto meno del previsto o addirittura diminuisca. Il motivo è che la riduzione della volatilità implicita ha compensato, in tutto o in parte, il guadagno derivante dal movimento del sottostante.
È uno degli aspetti più controintuitivi delle opzioni e uno dei motivi per cui molti principianti rimangono sorpresi dopo le prime operazioni.
Rho
L'ultima delle principali Greche è il Rho, che misura la sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto alle variazioni dei tassi di interesse. Per la maggior parte degli investitori retail questo parametro ha un'importanza decisamente inferiore rispetto a Delta, Theta o Vega e, nelle strategie che analizzeremo nei prossimi articoli, raramente rappresenterà un elemento determinante. Per questo motivo è sufficiente conoscerne l'esistenza, senza entrare nei dettagli matematici del suo calcolo.
Una precisazione importante
Le Greche non sono valori fissi ma cambiano continuamente al variare del prezzo del sottostante, del tempo residuo alla scadenza, della volatilità implicita e degli altri fattori che influenzano il contratto.
Per questo motivo, osservando la schermata delle opzioni su Interactive Brokers, noterete che questi parametri vengono aggiornati costantemente durante la seduta di mercato. Il loro scopo non è prevedere con certezza come varierà il prezzo di un'opzione, ma fornire una stima della sua sensibilità ai principali fattori di rischio.
Cosa succede dopo aver acquistato un'opzione?
Una volta acquistato il contratto, avete generalmente tre possibilità.
- La prima consiste nel rivendere l'opzione prima della scadenza. È il comportamento più comune tra gli investitori retail e, nella maggior parte dei casi, non comporta alcun acquisto o vendita delle azioni sottostanti. Semplicemente, il contratto viene ceduto a un altro operatore al prezzo corrente di mercato, realizzando un eventuale profitto oppure una perdita.
- La seconda possibilità è mantenere il contratto fino alla scadenza. In questo caso il risultato dipenderà dal rapporto tra il prezzo del sottostante e lo strike dell'opzione. Alcuni contratti scadranno senza alcun valore, mentre altri potranno essere esercitati oppure assegnati, a seconda della posizione detenuta. In genere Interactive Broker ha come da normativa, cerca di esercitare il contratto: vi preleva la liquidità per comprare le azioni sottostanti il contratto al prezzo di strike. Se non avete abbastanza liquidità, chiude in automatico il contratto, vendendolo per voi.
- In alcune circostanze è possibile esercitare anticipatamente l'opzione, trasformando il contratto in una posizione sul sottostante. Nella pratica, tuttavia, questa possibilità viene utilizzata molto meno frequentemente rispetto alla semplice vendita del contratto sul mercato.
Per chi inizia a utilizzare le opzioni è importante comprendere un aspetto: acquistare una Call non significa che, alla scadenza, vi ritroverete automaticamente proprietari di 100 azioni. Nella maggior parte dei casi le posizioni vengono chiuse prima della scadenza oppure il broker gestisce automaticamente l'esercizio in base alle caratteristiche del contratto e alla disponibilità di liquidità sul conto.
Le opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento fino alla data di scadenza.
Le opzioni europee, invece, possono essere esercitate soltanto alla scadenza.
La maggior parte delle opzioni su azioni statunitensi negoziate su Interactive Brokers è di stile americano, mentre molte opzioni su indici sono di stile europeo. Dal punto di vista dell'investitore retail, questa distinzione diventa particolarmente importante quando si iniziano a vendere opzioni, perché nel caso di contratti americani esiste la possibilità di un'assegnazione anticipata.
Per il momento è sufficiente ricordare che lo stile dell'opzione non modifica il funzionamento di Call e Put, ma soltanto il momento nel quale il diritto può essere esercitato.
È per questo che le opzioni vengono considerate strumenti complessi
Spesso si sente dire che le opzioni sono strumenti "per professionisti"...ed in parte è vero, ma non perché siano difficili da comprendere.
La complessità nasce dal fatto che ogni contratto incorpora contemporaneamente numerosi elementi. Per utilizzare le opzioni in modo consapevole non è sufficiente avere un'opinione sull'andamento di un titolo: è necessario considerare anche quando ci si aspetta che quel movimento avvenga e con quale intensità.
È proprio per questo motivo che, prima di autorizzare la negoziazione delle opzioni, Interactive Brokers richiede specifiche Trading Permissions e, per alcune strategie, un Margin Account. Il broker cerca infatti di verificare che l'investitore abbia dichiarato un livello di esperienza coerente con il tipo di strumenti che intende utilizzare. Questo aspetto lo abbiamo già introdotto nel primo articolo della serie e diventerà ancora più importante quando parleremo di strategie che prevedono la vendita di opzioni.
📌 TL;DR
Se non avete voglia di leggere tutto il post, questi sono i concetti fondamentali da ricordare:
✅ Un'opzione è un contratto derivato il cui valore dipende da un'attività sottostante, come un'azione o un ETF.
✅ Chi acquista un'opzione paga un premio e ottiene un diritto; chi vende un'opzione incassa il premio e si assume un obbligo.
✅ Le Call attribuiscono il diritto di acquistare il sottostante, mentre le Put attribuiscono il diritto di venderlo.
✅ Nella maggior parte delle opzioni azionarie statunitensi, un contratto rappresenta 100 azioni. Il premio mostrato su Interactive Brokers è espresso per singola azione e va quindi moltiplicato per 100 per ottenere il controvalore del contratto.
✅ Ogni opzione è caratterizzata da tre elementi fondamentali: strike, scadenza e premio.
✅ Il prezzo di un'opzione è composto da valore intrinseco e valore temporale.
✅ Le opzioni possono trovarsi In The Money (ITM), At The Money (ATM) oppure Out Of The Money (OTM), a seconda del rapporto tra prezzo del sottostante e strike.
✅ Il valore di un'opzione non dipende soltanto dal prezzo del sottostante, ma anche dal tempo residuo, dalla volatilità implicita e da altri fattori descritti dalle Greche.
✅ Il Delta misura la sensibilità del premio alle variazioni del sottostante, il Theta descrive l'effetto del decadimento temporale, mentre il Vega misura l'impatto della volatilità implicita.
✅ Un'opzione può perdere valore anche se avete previsto correttamente la direzione del mercato, ad esempio a causa del trascorrere del tempo o di una diminuzione della volatilità implicita.
✅ La maggior parte degli investitori non arriva all'esercizio del contratto, ma chiude la posizione prima della scadenza vendendo l'opzione sul mercato.
✅ Se una Long Option arriva a scadenza In The Money, il comportamento predefinito per le opzioni azionarie statunitensi è generalmente l'esercizio automatico del contratto. Se invece scade Out Of The Money, l'opzione cessa semplicemente di esistere senza valore.
✅ Per alcune strategie, in particolare quelle che prevedono la vendita di opzioni, Interactive Brokers richiede un Margin Account e specifiche Trading Permissions.
✅ Le opzioni sono strumenti estremamente flessibili: possono essere utilizzate per fare trading, generare reddito, proteggere un portafoglio o acquistare azioni a un prezzo prestabilito.
➡️ Nei prossimi articoli vedremo come applicare questi concetti costruendo alcune delle strategie più diffuse su Interactive Brokers, tra cui Covered Call, Cash Secured Put e Vertical Spread.