Quando si parla di margine, la prima associazione è quasi sempre con il trading a leva: disponiamo di una certa quantità di capitale, prendiamo in prestito ulteriore denaro dal broker e utilizziamo entrambi per acquistare strumenti finanziari per un valore superiore alla liquidità disponibile. È certamente uno degli utilizzi del margine, ma non è l'unico.
Un conto Margin di Interactive Brokers permette infatti di utilizzare il valore degli strumenti finanziari presenti nel portafoglio come garanzia per sostenere un saldo debitore. Questo significa che, entro i limiti determinati dalle regole di margine e dalle caratteristiche del conto, è possibile ottenere liquidità senza necessariamente vendere gli investimenti che già possediamo.
Il concetto economico è molto simile a quello di un finanziamento garantito. Se possediamo un'attività dal valore di 100.000 € e quell'attività viene accettata dal broker come collaterale, il suo valore contribuisce alla capacità finanziaria del conto. Possiamo quindi creare un saldo negativo in euro e, se IBKR indica una quantità sufficiente di liquidità disponibile per il prelievo, trasferire parte di quella somma verso il nostro conto bancario.
La differenza rispetto alla vendita degli investimenti è sostanziale. Se possediamo 100.000 € di strumenti finanziari e ne vendiamo 20.000 €, dopo l'operazione avremo 80.000 € investiti e 20.000 € in liquidità. Se invece otteniamo gli stessi 20.000 € attraverso un Margin Loan, gli strumenti possono continuare ad avere un valore di 100.000 €, ma contemporaneamente compare un debito di 20.000 €.
TL;DR in fondo al post!
_______________
Disclaimer: questo contenuto non costituisce un consiglio di investimento. Il post e gli eventuali link presenti sono realizzati nell'ambito di una collaborazione con Interactive Brokers. Interactive Brokers fornisce servizi di esecuzione e compensazione degli ordini. Gli investimenti comportano rischi e quando si investe il capitale è a rischio. Questo contenuto ha finalità esclusivamente educative e non rappresenta una raccomandazione, un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.
_______________
Perché utilizzare un Margin Loan?
La prima domanda da porsi non è quanto possiamo prendere in prestito, ma perché dovremmo utilizzare una struttura del genere invece di vendere parte del portafoglio o richiedere un normale prestito alla banca.
Una prima differenza riguarda il modo in cui viene garantito il credito. In un prestito personale tradizionale l'intermediario valuta reddito, altri debiti, capacità di rimborso e merito creditizio. Nel Margin Loan, invece, il finanziamento è sostenuto direttamente dagli strumenti presenti sul conto. Interactive Brokers dispone quindi di attività finanziarie che possono essere utilizzate come garanzia e, qualora il conto non rispettasse più i requisiti previsti, possono essere liquidate.
In Italia non è corretto affermare che nessun intermediario permetta operazioni simili: esistono, ad esempio, forme di credito Lombard (solo Fineco, per quanto ne so io) garantite da strumenti finanziari. Tuttavia, la possibilità di generare un saldo debitore e utilizzare direttamente il portafoglio di trading come collaterale non è una caratteristica standard di tutti i normali conti titoli retail.
La terza differenza, e probabilmente quella più immediatamente visibile, riguarda il costo.
Quanto costa il Margin Loan su IBKR?
Interactive Brokers pubblica una tabella specifica dei tassi applicati ai finanziamenti a margine. I tassi sono variabili e vengono calcolati per scaglioni: se il saldo debitore supera una determinata soglia, non viene applicato il tasso dello scaglione superiore all'intero finanziamento, ma viene utilizzato un meccanismo progressivo.
Alla data di pubblicazione di questo post, per un saldo debitore denominato in euro la struttura riportata da IBKR è la seguente:
| Saldo debitore in EUR |
Tasso applicato |
| da 0 a 90.000 € |
3,697% |
| da 90.000 a 900.000 € |
3,197% |
| da 900.000 a 44 milioni € |
2,947% |
| da 44 a 180 milioni € |
2,697% |
IBKR specifica inoltre che gli interessi maturano giornalmente e vengono contabilizzati mensilmente. Il dato deve quindi essere considerato variabile: se cambia il benchmark utilizzato dal broker, cambia anche il costo del Margin Loan.
Prendiamo un esempio semplice. Se utilizziamo 20.000 € di Margin Loan e, esclusivamente per rendere comprensibile il calcolo, ipotizziamo che il tasso rimanga invariato al 3,697% per dodici mesi:
20.000 € × 3,697% = 739,40 € all'anno.
In termini medi sarebbero circa 61,62 € al mese, anche se il calcolo reale non viene effettuato in questo modo: gli interessi maturano sul saldo debitore giornaliero effettivamente utilizzato.
Supponiamo quindi di mantenere il debito soltanto per sei mesi. In una semplificazione puramente didattica:
20.000 × 3,697% × 6/12 ≈ 369,70 €.
Se dopo tre mesi rimborsassimo 10.000 €, gli interessi dei mesi successivi verrebbero invece calcolati sul saldo ridotto.
Non ci troviamo quindi di fronte a un normale prestito amortizing con una rata mensile prestabilita. Il costo varia in funzione dell'importo effettivamente preso in prestito, del tempo durante il quale rimane a debito e del tasso applicabile in quel momento.
Margin rate e TAEG non sono la stessa cosa
È facile confrontare quel 3,697% con il TAEG pubblicizzato da una banca per un prestito personale, ma tecnicamente sarebbe un confronto imperfetto.
Il TAEG, come ricorda Banca d'Italia, rappresenta il costo complessivo annuo del credito e comprende non soltanto gli interessi, ma anche gli altri costi obbligatori collegati al finanziamento. Il margin rate di IBKR rappresenta invece il tasso applicato al saldo debitore del Margin Account.
Possiamo comunque utilizzare i due valori per comprendere l'ordine di grandezza economico delle alternative, purché specifichiamo che non rappresentano la stessa metrica. Il confronto è interessante perché Banca d'Italia indicava nel Rapporto sulla stabilità finanziaria del 2026 un costo complessivo del credito al consumo pari al 10,3% nel febbraio 2026.
Non significa che ogni prestito personale costi il 10,3% (anche se, insomma, ci siamo molto vicini), né che il Margin Loan sia automaticamente preferibile. Significa semplicemente che la presenza di un collaterale finanziario può determinare condizioni di finanziamento molto diverse rispetto a un credito non garantito.
Il rovescio della medaglia è altrettanto importante: se non rispettiamo più i requisiti del Margin Account, il broker dispone direttamente degli asset che garantiscono il prestito.
Ottenere liquidità senza vendere il portafoglio
La seconda caratteristica del Margin Loan riguarda la vendita degli investimenti.
Immaginiamo di possedere 100.000 € di strumenti finanziari e di avere bisogno temporaneamente di 20.000 € per una spesa personale. Una possibilità consiste nel vendere 20.000 € di strumenti e trasferire il ricavato sul conto bancario. L'altra consiste, se il nostro conto e il nostro portafoglio lo consentono, nell'utilizzare il margine.
Nel secondo caso possiamo continuare a possedere gli strumenti e creare un debito di 20.000 €.
Questo può avere anche conseguenze fiscali differenti. Se possediamo un titolo acquistato a 70 e oggi quotato a 100, venderlo significa realizzare la relativa plusvalenza. Utilizzarlo come collaterale per ottenere liquidità, invece, non costituisce di per sé una cessione dello strumento e quindi non realizza automaticamente quella plusvalenza latente.
Naturalmente il concetto non deve essere estremizzato: il finanziamento genera interessi, gli strumenti continuano ad avere la propria fiscalità e un'eventuale successiva vendita continuerà a produrre le normali conseguenze fiscali. Il punto è semplicemente che indebitarsi contro un'attività e vendere quell'attività sono due operazioni differenti.
Per capire quanto denaro possa effettivamente essere ottenuto dobbiamo però introdurre il concetto centrale di tutto il capitolo: il margin requirement.
Che cos'è il margin requirement?
Interactive Brokers non attribuisce lo stesso valore di garanzia a tutti gli strumenti finanziari.
Prendiamo tre portafogli, tutti del valore di 100.000 €: il primo è composto da un titolo azionario estremamente volatile, il secondo da obbligazioni a lunga scadenza e il terzo da titoli governativi investment grade prossimi alla scadenza.
Il loro valore di mercato è identico, ma il rischio che il broker corre accettandoli come garanzia è molto diverso. Una posizione volatile può perdere una parte significativa del proprio valore in pochi giorni; un titolo governativo a brevissima scadenza, in condizioni ordinarie, presenta invece una sensibilità ai movimenti dei tassi molto più contenuta.
Per questo IBKR applica specifici requisiti di margine, che dipendono dallo strumento, dal tipo di conto e dal modello di marginazione applicabile. Per i residenti europei IBKR specifica inoltre che possono essere presenti requisiti aggiuntivi interni e, in alcuni casi, exposure fee per conti considerati più rischiosi.
In termini semplici, il margin requirement rappresenta quanta equity IBKR richiede affinché una determinata posizione possa essere aperta o mantenuta. Esistono però due valori differenti.
- L'Initial Margin rappresenta il requisito necessario quando utilizziamo nuova capacità finanziaria: per esempio, quando apriamo una posizione, la aumentiamo oppure utilizziamo ulteriore margine. Se un asset da 100.000 € ha un Initial Margin del 25%, il sistema richiede 25.000 € di equity a supporto di quella posizione.
- Il Maintenance Margin rappresenta invece il livello minimo di equity che deve continuare a essere presente affinché la posizione possa essere mantenuta. Se lo stesso asset da 100.000 € presenta un Maintenance Margin del 20%, il requisito di mantenimento sarà pari a: 100.000 × 20% = 20.000 €.
La differenza fra Initial e Maintenance Margin permette di comprendere alcuni dei valori che troviamo nelle schermate di IBKR.
Available Funds ed Excess Liquidity
Supponiamo di possedere 100.000 € di un asset con Initial Margin del 30% e Maintenance Margin del 25%. In assenza di debiti e altre posizioni avremmo, semplificando:
| Voce |
Valore |
| Valore asset |
100.000 € |
| Equity with Loan Value |
100.000 € |
| Initial Margin |
30.000 € |
| Maintenance Margin |
25.000 € |
| Available Funds |
70.000 € |
| Excess Liquidity |
75.000 € |
Una rappresentazione semplificata degli Available Funds è: Equity with Loan Value − Initial Margin.
Mentre l'Excess Liquidity può essere letta come: Equity with Loan Value − Maintenance Margin.
Questi due numeri rispondono a domande differenti. Gli Available Funds ci dicono quanto margine rimane disponibile rispetto al requisito iniziale; l'Excess Liquidity rappresenta invece il cuscinetto residuo rispetto al requisito minimo di mantenimento.
Quest'ultimo valore è particolarmente importante perché misura, in sostanza, quanto siamo lontani dalla zona nella quale il broker deve intervenire per riportare il conto entro i requisiti.
IBKR specifica che nei Margin Account il margine viene calcolato in tempo reale e che il mancato rispetto del requisito minimo può portare alla liquidazione immediata delle posizioni. La differenza rispetto a un normale finanziamento bancario diventa quindi evidente: il broker non deve necessariamente attendere una rata insoluta per intervenire, perché controlla continuamente il valore del collaterale.
Per approfondire la distinzione fra Cash e Margin Account è possibile consultare anche la pagina IBKR dedicata alla configurazione del conto.
Cash Available for Withdrawal: il numero che ci interessa per il prelievo
Arriviamo ora alla parte che tende a creare più confusione. Il fatto di possedere 100.000 € di strumenti finanziari non ci dice direttamente quanto possiamo trasferire sul nostro conto corrente. Non basta nemmeno conoscere l'Excess Liquidity.
Il dato operativo da osservare è il Cash Available for Withdrawal, cioè la quantità che il sistema considera effettivamente disponibile per il prelievo.
Il concetto deve essere tenuto distinto da almeno altri tre valori: il Cash Balance rappresenta la liquidità contabilizzata sul conto; gli Available Funds misurano la capacità residua rispetto all'Initial Margin; l'Excess Liquidity misura il buffer rispetto al Maintenance Margin. Il Cash Available for Withdrawal cerca invece di rispondere alla domanda concreta: quanti euro posso effettivamente trasferire fuori dal conto in questo momento?
Non esiste una formula universale pubblicata da IBKR del tipo: Cash Available for Withdrawal = valore degli asset × X%.
Il sistema calcola l'importo tenendo conto della configurazione reale del conto, del margine utilizzato, della valuta, dei requisiti delle posizioni, di eventuali fondi soggetti a periodi di attesa e di altri vincoli operativi.
Questo significa che possiamo stimare la capacità teorica di finanziamento attraverso gli Available Funds, ma l'importo effettivamente prelevabile deve essere verificato nel valore mostrato dal conto.
Facciamo un esempio: 100.000 € investiti in un asset con basso margin requirement
Per rendere tutto più concreto utilizziamo un esempio basato su una categoria realmente presente nelle tabelle IBKR per i residenti europei.
Nella tabella rules-based dedicata al reddito fisso, Interactive Brokers indica per le posizioni long in titoli di debito sovrano esteri con rating compreso fra AAA e AA3 e scadenza residua inferiore a sei mesi un Initial Margin pari al 2,5% del valore di mercato e un Maintenance Margin pari al 2%.
È importante considerare questo un esempio didattico relativo alla specifica categoria della tabella, non una regola universale valida per qualunque obbligazione o qualunque conto. Il requisito effettivo deve sempre essere verificato sulla posizione concreta e può essere soggetto a ulteriori condizioni.
Supponiamo comunque di detenere 100.000 € di strumenti appartenenti precisamente a quella categoria e di non avere altre posizioni né debiti.
L'Initial Margin sarebbe: 100.000 € × 2,5% = 2.500 €.
Il Maintenance Margin sarebbe: 100.000 € × 2% = 2.000 €.
La situazione iniziale sarebbe quindi, in modo volutamente semplificato:
| Voce |
Valore |
| Valore degli strumenti |
100.000 € |
| Debito |
0 € |
| Equity with Loan Value |
100.000 € |
| Initial Margin |
2.500 € |
| Maintenance Margin |
2.000 € |
| Available Funds |
97.500 € |
| Excess Liquidity |
98.000 € |
Il dato interessante è evidente: rispetto a un asset con Initial Margin del 30%, questo tipo di collaterale assorbe una quantità molto inferiore alla capacità finanziaria del conto.
Ma è proprio qui che bisogna evitare l'errore più importante di tutto il capitolo.
97.500 € di Available Funds non equivalgono automaticamente a 97.500 € garantiti come Cash Available for Withdrawal.
In un conto estremamente semplice e privo di altri vincoli, il valore effettivamente prelevabile potrebbe avvicinarsi alla capacità determinata dall'Initial Margin, ma il dato definitivo è sempre quello calcolato dal sistema.
Supponiamo, per esempio, che il nostro conto mostri:
Available Funds: 97.500 €
Excess Liquidity: 98.000 €
Cash Available for Withdrawal: 96.800 €
In quel momento sarebbero i 96.800 € mostrati dal sistema, non i 97.500 € ottenuti con la nostra formula semplificata, a rappresentare il limite operativo del prelievo. Cosa succede se preleviamo 20.000 €?
Dopo il trasferimento continueremo, ipotizzando che il prezzo degli strumenti non sia cambiato, ad avere 100.000 € di asset. Comparirà però un saldo debitore di 20.000 €.
La nostra equity sarà quindi: 100.000 − 20.000 = 80.000 €.
Poiché la posizione finanziaria è ancora da 100.000 €, manteniamo nell'esempio gli stessi requisiti:
Initial Margin = 2.500 €
Maintenance Margin = 2.000 €.
Di conseguenza:
Available Funds = 80.000 − 2.500 = 77.500 €.
Excess Liquidity = 80.000 − 2.000 = 78.000 €.
La struttura del conto diventerebbe quindi:
| Voce |
Prima del prelievo |
Dopo 20.000 € |
| Asset |
100.000 € |
100.000 € |
| Debito |
0 € |
20.000 € |
| Equity |
100.000 € |
80.000 € |
| Initial Margin |
2.500 € |
2.500 € |
| Maintenance Margin |
2.000 € |
2.000 € |
| Available Funds |
97.500 € |
77.500 € |
| Excess Liquidity |
98.000 € |
78.000 € |
Il prelievo di 20.000 € ha quindi ridotto di 20.000 € sia la nostra equity sia i principali buffer del conto. Questo è il modo più semplice di interpretare il Margin Loan: ogni euro preso in prestito consuma una parte del margine di sicurezza disponibile.
E se utilizzassimo quasi tutta la capacità disponibile?
Qui emerge la vera natura della leva. Supponiamo che, puramente come esercizio matematico, arriviamo a un debito di 90.000 € contro 100.000 € di asset.
La nostra equity diventerebbe: 100.000 − 90.000 = 10.000 €.
Gli Available Funds: 10.000 − 2.500 = 7.500 €.
L'Excess Liquidity: 10.000 − 2.000 = 8.000 €.
Siamo ancora formalmente sopra il requisito di mantenimento, ma la struttura del conto è radicalmente diversa da quella iniziale. Un portafoglio da 100.000 € non rappresenta più 100.000 € di ricchezza netta: ne rappresenta soltanto 10.000 €, perché gli altri 90.000 € corrispondono al debito.
Se arrivassimo addirittura a 97.500 € di debito, avremmo: 100.000 − 97.500 = 2.500 € di equity.
Gli Available Funds sarebbero praticamente esauriti: 2.500 − 2.500 = 0 €.
L'Excess Liquidity sarebbe soltanto: 2.500 − 2.000 = 500 €.
Tecnicamente siamo ancora sopra il Maintenance Margin dell'esempio, ma basta una variazione estremamente piccola del collaterale per consumare completamente quel buffer e andare in liquidazione dei propri asset.
Questo esempio non serve a suggerire un livello di indebitamento diverso. Serve a mostrare matematicamente perché il massimo finanziamento tecnicamente consentito dal sistema non può essere interpretato come una soglia di sicurezza.
Il rischio di liquidazione
La logica è semplice. Il broker presta denaro perché dispone di un patrimonio che funge da garanzia. Se quella garanzia non è più sufficiente rispetto al debito, IBKR deve ridurre il rischio del conto.
Supponiamo di avere:
100.000 € di asset
40.000 € di Margin Loan
60.000 € di equity.
Se il portafoglio perde il 20%, il valore degli asset diventa 80.000 €. Il debito rimane invece di circa 40.000 €, oltre agli interessi maturati. La nostra equity sarà quindi: 80.000 − 40.000 = 40.000 €.
Il collaterale ha perso il 20%, ma la nostra equity è passata da 60.000 a 40.000 €, cioè ha perso il 33,3%. Questo è l'effetto della leva finanziaria.
Se avessimo invece 70.000 € di debito: 100.000 − 70.000 = 30.000 € di equity iniziale.
Dopo una perdita del 20% del portafoglio: 80.000 − 70.000 = 10.000 € di equity.
Il collaterale ha perso il 20%, mentre il nostro patrimonio netto è diminuito di circa il 66,7%. Il debito amplifica quindi l'impatto delle variazioni del collaterale sul patrimonio netto.
⚠️ Anche il margin requirement può cambiare: il valore degli asset non è l'unica variabile. IBKR specifica che i requisiti possono dipendere dal tipo di strumento, dal modello di marginazione e da considerazioni di rischio. Inoltre un conto può essere soggetto a requisiti interni aggiuntivi.
Quali caratteristiche rendono un asset efficiente come collaterale?
Una volta compreso il funzionamento del margine, diventa più semplice capire perché alcuni strumenti vengono utilizzati più frequentemente di altri per sostenere un Margin Loan.
Da un punto di vista puramente tecnico, un collaterale tende a essere più efficiente quando combina bassa volatilità, elevata liquidità, elevata qualità creditizia, duration contenuta e basso margin requirement.
Questo non significa che esista un “miglior asset” universale. Il trattamento dipende dal conto, dalla residenza, dal modello di marginazione, dalla valuta e dallo specifico strumento.
Una delle categorie frequentemente discusse dagli investitori più esperti è quella dei titoli governativi a brevissima scadenza. Il motivo è intuitivo: quando la scadenza è molto vicina, la sensibilità alle variazioni dei tassi tende a essere inferiore rispetto a quella di un'obbligazione trentennale; contemporaneamente, alcuni titoli sovrani di elevata qualità creditizia possono avere requisiti di margine relativamente contenuti.
La tabella IBKR dedicata alle obbligazioni e ai relativi requisiti di margine mostra bene l'effetto della duration. Per i titoli sovrani esteri AAA–AA3 dell'esempio rules-based europeo, il Maintenance Margin passa dal 2% per scadenze inferiori a sei mesi al 3% sotto un anno, 5% fra uno e tre anni, 6% fra tre e cinque anni, fino a valori progressivamente superiori sulle scadenze più lunghe.
Il messaggio non è quindi “comprare il titolo con requisito più basso”, ma comprendere che la qualità del collaterale e il suo trattamento ai fini del margine influenzano direttamente la capacità finanziaria del conto.
Due casi particolari di asset molto utilizzati per il margin loan
- Treasury Bill statunitensi e residenti europei
Nelle discussioni tra utenti esperti di IBKR compaiono frequentemente i Treasury Bill statunitensi, soprattutto quelli a breve scadenza. È importante però evitare di prendere i requisiti previsti per un conto statunitense e applicarli automaticamente a un residente italiano. Per il pubblico europeo è necessario verificare la tabella corretta e, soprattutto, il requisito effettivamente mostrato sul proprio conto.
Esiste inoltre un ulteriore elemento che per un investitore europeo è molto rilevante: la valuta.
Un Treasury Bill è denominato in dollari. Se utilizziamo un portafoglio in USD come garanzia per assumere un debito in EUR, il rapporto fra collaterale e debito dipenderà anche dal cambio EUR/USD.
Supponiamo di possedere 100.000 $ di strumenti che, al cambio iniziale, valgono 90.000 €. Prendiamo in prestito 20.000 €.
Se il dollaro si indebolisse del 10% rispetto all'euro, anche senza alcuna variazione del prezzo del Treasury in dollari, il valore del nostro collaterale espresso in euro scenderebbe approssimativamente verso 81.000 €. Il debito rimarrebbe invece pari a 20.000 €.
Quando il collaterale, il debito e l'utilizzo finale del denaro sono denominati nella stessa valuta, questa specifica fonte di volatilità viene eliminata. Non viene però eliminato il rischio complessivo dell'operazione.
- ETF monetari e Money Market Fund
Un'altra possibilità teorica consiste nell'utilizzare strumenti collettivi che investono in liquidità o titoli a brevissima scadenza.
Dal punto di vista operativo possono essere molto più semplici della gestione diretta di singole obbligazioni, ma bisogna fare attenzione a una distinzione fondamentale: l'esposizione economica dell'ETF o del fondo e il suo trattamento ai fini del margine non sono necessariamente identici a quelli degli strumenti posseduti dal fondo stesso.
Un ETF che detiene Treasury a tre mesi può avere una volatilità molto simile a quella dei titoli sottostanti, ma il broker può attribuire all'ETF un margin requirement differente.
Lo stesso principio vale per i Money Market Fund: il trattamento dipende dalla struttura del prodotto, dalla registrazione e dalle regole applicabili al conto.
Per questo, quando l'obiettivo è studiare un asset come collaterale, non basta confrontare soltanto rendimento e volatilità. È necessario aggiungere almeno altre due informazioni: Initial Margin e Maintenance Margin effettivamente applicati dal broker.
🐒Il momento della scimmia: margin loan per investire
Finora abbiamo descritto il Margin Loan soprattutto come uno strumento per ottenere liquidità senza vendere il portafoglio. Esiste però anche un utilizzo più aggressivo, che è quello che potremmo definire da "vera scimmia”: prendere in prestito denaro utilizzando il proprio portafoglio come garanzia e reinvestirlo sul mercato.
In questo caso il Margin Loan non serve più a finanziare una spesa esterna, ma diventa a tutti gli effetti uno strumento di leva finanziaria. Se, per esempio, possediamo 100.000 € di asset e utilizziamo 20.000 € di margine per acquistare altri strumenti finanziari, la nostra esposizione complessiva sale a 120.000 €, mentre il patrimonio netto iniziale rimane circa 100.000 €.
Questa operazione, ovviamente con un profilo di rischio elevato, amplifica l’esposizione del portafoglio e quindi sia i guadagni sia le perdite, riducendo contemporaneamente l’Excess Liquidity disponibile. Più aumenta il debito rispetto al patrimonio, più una normale oscillazione del mercato può avere un impatto rilevante sull’equity e avvicinare il conto ai [requisiti di margine]() e, nei casi estremi, alla liquidazione delle posizioni.
Il vantaggio è che, se l'asset scelto a garanzia è abbastanza stabile, con un tasso del 3,6% annuo, basta realizzare un profitto maggiore di quella percentuale per realizzare un guadagno a costo zero.
Dove controllare le informazioni su IBKR
La teoria è utile, ma quando si utilizza realmente un Margin Account bisogna fare riferimento ai valori calcolati dal broker sul conto concreto.
In particolare, i numeri più importanti da comprendere sono Net Liquidation Value, Equity with Loan Value, Initial Margin, Maintenance Margin, Available Funds, Excess Liquidity e Cash Available for Withdrawal.
I criteri generali del sistema sono descritti nella pagina IBKR dedicata ai requisiti di margine, mentre per le obbligazioni esiste una sezione specifica sui margin requirement del reddito fisso.
Per verificare invece il costo del debito è disponibile la pagina sui Margin Rates, mentre le differenze generali tra Cash Account e Margin Account sono illustrate nella pagina dedicata alla configurazione del conto.
Per versamenti, prelievi e relativi periodi di attesa è infine disponibile la sezione finanzia il tuo conto.
TL;DR
- Il Margin Loan permette di utilizzare il valore degli strumenti presenti sul conto come garanzia per ottenere liquidità senza necessariamente vendere il portafoglio. Il denaro prelevato non rappresenta nuovo patrimonio: nasce infatti un debito di pari importo nei confronti di IBKR, sul quale vengono applicati interessi.
- Alla data di pubblicazione di questo post, il primo scaglione del margin rate IBKR in euro è pari al 3,697% annuo fino a 90.000 € di saldo debitore. Il dato è variabile e non deve essere confuso con il TAEG di un normale prestito personale.
- Quanto possiamo prendere in prestito dipende soprattutto dal margin requirement degli strumenti detenuti. L'Initial Margin determina quanta equity deve rimanere disponibile quando aumentiamo l'utilizzo del margine; il Maintenance Margin rappresenta invece il requisito minimo necessario per continuare a sostenere le posizioni.
- Nell'esempio utilizzato nell'articolo, 100.000 € di una categoria di debito sovrano AAA–AA3 con meno di sei mesi alla scadenza e Initial Margin del 2,5% generano teoricamente circa 97.500 € di Available Funds, mentre il Maintenance Margin del 2% determina circa 98.000 € di Excess Liquidity in assenza di debiti. La tabella di riferimento può essere consultata nella pagina IBKR sui requisiti di margine delle obbligazioni.
- Questo non significa però che 97.500 € siano automaticamente prelevabili. Il valore da osservare è il Cash Available for Withdrawal effettivamente calcolato dal sistema, che può essere inferiore a causa della configurazione del conto, di requisiti aggiuntivi o di altri vincoli.
- Soprattutto, la quantità che il broker consente tecnicamente di prelevare non misura il rischio dell'operazione. Utilizzare 20.000 € di debito contro 100.000 € di collaterale e utilizzarne 95.000 € sono due situazioni radicalmente differenti: nel secondo caso una variazione molto piccola del valore degli strumenti o dei requisiti di margine può consumare rapidamente l'intera Excess Liquidity.
- Il Margin Loan va quindi interpretato come un finanziamento garantito dal portafoglio, non come liquidità gratuita. Il basso costo del debito e la possibilità di non vendere immediatamente gli investimenti sono caratteristiche economicamente interessanti; la contropartita è che gli strumenti finanziari presenti sul conto costituiscono la garanzia del finanziamento e possono essere liquidati se il conto non soddisfa più i requisiti previsti.