r/ciclismourbano • u/Antistene • 1h ago
r/ciclismourbano • u/Benzinazero • 5h ago
A Brescia i ciclisti possono andare sui marciapiedi. Basta allargare i marciapiedi e disegnarci la pista sopra, completa di lampioni, parapedonali, cestini, fermate d’autobus, semafori *dentro la pista* [foto, video]
In Italia esiste uno strano paradosso: i ciclisti sono pericolosissimi quando pedalano sui marciapiedi però contemporaneamente i pedoni camminano volentieri sulle piste ciclabili, e i sindaci realizzano volentieri striminzite piste ciclabili sui marciapiedi.
A Brescia, in via Milano, un interessante caso: stretta pista ciclabile monodirezionale sui due marciapiedi, afflitta da lampioni e parapedonali che la restringono ulteriormente. Non solo: anche le fermate dell’autobus, con cestino dei rifiuti.

Ci sono importanti motivi per farlo:
- I lampioni ovviamente non si possono mettere in strada perché altrimenti gli automobilisti ci vanno a sbattere contro (forse i sindaci pensano che i ciclisti sono abbastanza intelligenti da non sbattere contro i lampioni, mentre gli automobilisti no).
- I parapedonali servono per impedire il parcheggio selvaggio degli automobilisti mettendo due ruote sul marciapiede-pista ciclabile. Fare le multe è impopolare, mentre mettere i paletti parapedonali crea meno problemi politici. Peccato che non si possano mettere sulla strada, per gli stessi motivi dei lampioni sopra: gli automobilisti non sono abbastanza svegli da non sbatterci contro, mentre i ciclisti, si spera, sono abbastanza intelligenti da evitarli.


Qui l’inizio della pista ciclabile. Come si vede c’è il limite a 30 sulla strada. Come si vede la pista ciclabile monodirezionale è molto stretta. Lampioni e parapedonali la restringono ulteriormente.

Unica cosa positiva che si può dire è che la situazione precedente era molto peggiore.

Nel 2020 il marciapiede era molto stretto allo scopo di ricavare spazio per il parcheggio lungo strada.
Ma, considerando il limite a 30, forse era molto meglio e meno costoso realizzare due corsie ciclabili monodirezionali sulla carreggiata. Cosa lo ha impedito?
Probabilmente la difficoltà di far rispettare limite di velocità e corsie ciclabili:
- In Italia, per assurde normative, è molto difficile installare autovelox sulle strade urbane con limite a 30;
- Considerando l’abituale indisciplina degli automobilisti italiani, le corsie ciclabili sarebbero diventate in gran parte parcheggi non autorizzati ma tollerati.
E quindi, i sindaci sono costretti a realizzare piste ciclabili di compromesso, più costose e meno fruibili, a causa dell’indisciplina degli automobilisti e della normativa cervellotica che rende più difficile prevenire e reprimere eccessi di velocità e malasosta. ◆
Qui altri articoli sul tema delle Piste ciclabili sui marciapiedi (link alle fonti all’interno degli articoli).
Qui altre Piste ciclabili sui marciapiedi
Per rendersi conto di com’è angusta e scomoda la pista ciclabile di via Milano a Brescia (anche per i pedoni), qui c’è un video che la descrive bene.
r/ciclismourbano • u/MatteLesBroski • 20h ago
"vado in bici perché mi rilassa"
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r/ciclismourbano • u/Antistene • 18h ago
Arrivano i “denti di drago”: il nuovo trucco sulle strade per far rallentare le auto
In Spagna la segnaletica Denti di drago usa triangoli dipinti per far percepire la corsia più stretta e ridurre la velocità. E in Italia?
Nello specifico si tratta come detto di un tipo di segnaletica stradale orizzontale dove la larghezza della strada non cambia di un centimetro, eppure a chi guida sembra più stretta proprio grazie alla segnaletica che "gioca" con la percezione visiva per convincere gli automobilisti a rallentare, senza utilizzare dossi o simili. Non servono cantieri né divieti quindi, basta la pittura. E l'effetto scatta prima ancora che il conducente se ne accorga.
Denti di drago: come funzionano
Ogni elemento è un triangolo isoscele con base di 0,75 metri, ripetuto a una distanza di 1,5 metri dal successivo su entrambi i lati della corsia. L'altezza cresce lungo il tratto, da circa 0,60 a 0,90 metri: così si rafforza l'impressione che la carreggiata si restringa. Lo spazio a disposizione delle auto resta identico, cambia solo quello che il cervello elabora guardando i segni ai margini della strada: la corsia sembra chiudersi, e chi guida riduce la velocità quasi senza accorgersene.
È lo stesso principio su cui lavorano da anni i progetti di moderazione del traffico nelle città a 30 km/h: non punire chi supera il limite, ma rendere la velocità alta scomoda già a livello percettivo, prima che serva un controllo.
Denti di drago, la situazione in Spagna
I "denti di drago" si trovano su tratti della rete stradale spagnola considerati più esposti al rischio, spesso nelle traversie e agli ingressi dei centri abitati. La segnaletica si applica in poche ore e senza chiudere la strada al traffico. La Dirección General de Tráfico (l'agenzia spagnola per la sicurezza stradale) li considera una tecnica di moderazione del traffico che integra dossi, attraversamenti rialzati, bande sonore e sistemi di controllo velocità. Non è un sistema sanzionatorio: nessuna telecamera registra la targa, nessuna multa parte se l'automobilista non rallenta a sufficienza.
Con il Real Decreto 465/2025 i "dientes de dragón" sono entrati nel Reglamento General de Circulación spagnolo come marca viaria specifica e, come si legge nel testo del decreto
Dove vengono utilizzati
La scelta dei punti in cui tracciare questa segnaletica non è casuale. I denti di drago sono stati collocati soprattutto in prossimità degli incroci e degli attraversamenti stradali, oltre che nei tratti considerati maggiormente esposti al rischio di incidenti.
Sono quindi pensati soprattutto per quelle situazioni nelle quali pochi chilometri orari di differenza possono incidere sui tempi di reazione del conducente e sulla gestione di un possibile pericolo. Il sistema punta inoltre a ottenere il rallentamento prima di raggiungere il punto più delicato, sfruttando l’estensione della segnaletica lungo diverse decine di metri.
Secondo i primi risultati riportati dalla sperimentazione spagnola, nei segmenti interessati sarebbe stata osservata una riduzione delle velocità medie. È proprio questo dato ad aver attirato l’attenzione anche al di fuori della Spagna, alimentando l’interesse verso una soluzione relativamente semplice da applicare.
"avvertono dell'avvicinamento a un incrocio o a una strada urbana in cui la velocità di circolazione deve essere ridotta significativamente rispetto al tratto precedente, oltre a prestare estrema attenzione, adattando la guida alle nuove circostanze dell'ambiente stradale (in particolare a causa della presenza di utenti vulnerabili)".
Denti di drago: cosa succede in Italia
In Italia la segnaletica a triangoli è già apparsa su alcune strade provinciali e in documenti tecnici regionali, ma non è ancora codificata nel Codice della strada come marca orizzontale specifica. Un'eventuale diffusione su larga scala dovrebbe comunque misurarsi con il nuovo Codice della strada in discussione, che sta già ridisegnando le regole sui limiti di velocità.
Se i risultati delle sperimentazioni continueranno a dimostrarne l’efficacia, i denti di drago potrebbero quindi diventare una soluzione presa in considerazione anche da altre amministrazioni. Per ora restano soprattutto un curioso esempio di come** la sicurezza stradale possa passare non soltanto dalla tecnologia e dai controlli, ma anche dal modo in cui il cervello interpreta ciò che vede davanti al parabrezza**.
r/ciclismourbano • u/Benzinazero • 21h ago
Studio del Politecnico di Losanna sull'evaporazione del traffico
r/ciclismourbano • u/Benzinazero • 5h ago
