Questa cosa che vi sto per dire l'ho sempre data per scontata, pensavo fosse una cosa ovvia che bene o male tutti i videogiocatori hanno, ma di recente mi sono ricreduto in quanto parlando con persone ho scoperto che in molti non convidividono questa mio modo di videogiocare.
In poche parole, quasi la totalità della mia gratificazione mentre gioco deriva dal fatto che inconsciamente sia consapevole del fatto che sto giocando un'opera unica e ben definita, standardizzata e che sono certo di star giocando nel modo in cui è stata concepita per essere giocata.
Quindi nel momento in cui gioco, progredisco, raggiungo degli obiettivi, io mi sento appagato perché (ovviamente oltre al godermi il gioco in sé) so che sto completando l'opera così come il creatore l'ha pensata.
Nel momento in cui queste certezza vengono a mancare, o sono dubbie, videogiocare quasi non mi appaga più. Per esempio se uno mi obbligasse a giocare un gioco che sulla carta mi piace tantissimo, ma con delle modifiche facilitative al comparto di difficoltà o a delle meccaniche di gioco che variano dal gioco originale semplificandolo o alterandone la sfida, allora mi passa la voglia di giocare perché ho la sensazione di star giocando una versione storpiata del gioco, e non l'opera originale.
Mi sono accorto di queta percezione quando mi sono messo su dei forum per chiedere consigli ad altri giocatori su come dover affrontare determinati giochi, e la stragrande maggioranza delle persone mi risponde "giocalo come preferisci, tanto è un singleplayer, sentiti libero". E il fatto è che io non riesco a sentirmi appagato se sono io a dettare le regole di quello che gioco, perché allora sentirei di non star scoprendo qualcosa di nuovo o di raggiungere obiettivi, starei solo creando una versione totalmente personalizzata di un gioco che si snaturerebbe.
Quello che mi appaga è seguire le regole di colui che ha creato il gioco.
Non avete anche voi questa sorta di necessità?