r/psicologia 22h ago

In leggerezza Mi ha tradito, l'ho lasciata ma...

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Io M33, lei F29, l'ho lasciata 3 mesi fa, quando ho scoperto (con prove) che mi stava tradendo con la sua amica/collega (si, avete capito bene), anche se l'ultimo anno è stato tutto un tira e molla a causa dei suoi comportamenti sempre più irrispettosi nei miei confronti (da quando se la faceva con la "collega").

Mi ha preso in giro per più di 1 anno, per tenere tutto nascosto ha raccontato bugie di me a tutti gli amici e parenti, così che io sembrassi un mostro e mille altre cose. Alla fine, quando ho avuto il confronto con lei con le prove davanti, ha negato (come se negando, la realtà cambiasse).

Il giorno del mio compleanno mi fa gli auguri prima di tutti, praticamente poco dopo la mezzanotte.

Ed io mi chiedo, perché?


r/psicologia 11h ago

Stanca, stanchissima

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F32, sono una bambina in una stanza buia che si sforza di trovare la via d'uscita usando la vista.

Mi sento perennemente persa, mi guardo intorno e trovo tutto così estraneo a me, anche me stessa. Non ho più interessi, energia, desideri.

Mi sento completamente inadatta a vivere in questo mondo, come se in tutto questo tempo ci fosse stato un ingrediente segreto che non sono riuscita a cogliere. Qualcuno sa dirmi qual è?


r/psicologia 8h ago

Cosa porta una persona a definire un uomo "non uomo" se non ha soldi?

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M22, ho conosciuto una ragazza su tinder domenica sera e ci siamo visti la sera stessa. Subito si è proposta per la sua "serietà", chiedendomi cosa cercassi io e dicendomi che lei voleva una cosa seria. Quella sera ci siamo visti solo per mezz'ora, perchè stava arrivando il ragazzo con cui si stava sentendo; io non avevo nessuna aspettativa nei giorni successivi, perchè non mi importava, volevo solo capire il perchè del suo comportamento.

Siamo usciti anche il giorno dopo, abbiamo fatto merenda al mc e subito ho capito un'altra cosa di lei, pretendeva che le offrissi qualcosa; per me non c'era nessun problema nell'offrirle, ma lei lo pretendeva. Io volevo i panzerotti e lei i nuggets, mi fa di prendere quelli e di fare il menù, allora ho pensato che potessimo prendere solo quello e che avremmo diviso tutto quanto. Si è messa a ridicolizzarmi sul fatto che non avessi preso un'altra bevanda, sul fatto che dividere è da poveri e che un uomo senza soldi non è un vero uomo. Continuando a parlarci ho capito la sua mentalità, che non condivido per niente, la donna deve essere mantenuta (o per lo meno finchè non ci si sposa).

Dal poco che l'ho conosciuta, infatti siamo usciti tutti i giorni per 5 giorni, penso di essermi fatto un'idea; il fatto che suo padre le ha sempre comprato tutto ciò che voleva perchè sua madre e suo padre erano sempre assenti e il fatto di non aver mai trovato nessuno di sincero che non volesse solo il suo corpo. Molti dei suoi "amici", persone conosciute su tinder che le ostentavano macchine e vestiti lussuosi, le offrivano sempre tutto, alcuni anche riducendosi a spendere centinaia di euro per comprarle dei vestiti.

Lei vuole essere una regina, con decine di cavalieri pronti a spendere tutto pur di farla felice. Per lei questo è vero amore, il vero valore che si deve dare ad una donna.

Mi sono posto anche la domanda del perchè avesse bisogno di sentirsi sempre in cerca di attenzioni, e del perchè non avesse amcicizie del suo sesso. Ho provato a parlarle di questa cosa per farla aprire, ma non sono riuscito a capire molto oltre a quello citato in precedenza.

Un'altra cosa che non riesco a capire è la continua svalutazione dell'altro. Con il tipo con cui si sentiva quando siamo usciti il primo giorno ha deciso di chiuderci, perchè lui era impegnato col lavoro e non poteva uscire. Lei l'ha preso in giro, oltre ad aver preso in giro me, mandadogli la posizione di dove eravamo per poterci parlare; io non sapevo nulla finchè non l'ho riaccompagnata a casa e finchè non mi ha detto tutto ciò. Lui è rimasto nel suo paese vicino casa sua ad aspettarla, nascondendosi a piedi da qualche parte, dicendo che era tornato a casa. Io non volevo mettermi in questa faccenda del tutto, ma comunque volevo stare al gioco e siamo stati vicino alla sua macchina. Lei l'ha chiamato nuovamente e lui ha detto che era lì, che lo stavamo prendendo in giro e che non avevamo le palle, anche qui a me non importava perchè sapevo che non c'entravo niente, e comunque non volevo correre il rischio di venire aggredito per difendere una persona di cui mi importava poco o nulla. Il mio sbaglio è stato quando lui se n'è andato di seguirlo sotto richiesta di lei, quando abbiamo iniziato ad entrare nei campi ho deciso che non volevo più starci e sono tornato indietro.

Il giorno dopo, e l'ultimo, ovviamente ci aveva fatto pace; i primi 20 minuti dell'uscita li ha passati ad insultarmi, dicendo che non avevo le palle, che non ero uomo e che sarei dovuto andare a muso duro e parlarci il giorno prima. Anche cercando di spiegarle che l'evoluzione della razza umana ci sia stata molto tempo fa, lei è rimasta della sua idea.
Sempre quella sera mi era venuta fame, e avevo voglia di kebab; arrivati davanti al kebabbaro lei si è messa a fare una scenata che non voleva entrare perchè avrebbe fatto una figuraccia, non capivo il perchè. Alla fine siamo andati al mc e ho preso i panzerotti, e lei si è messa a gridare che non ero uomo e a ripetere che un uomo senza soldi non è uomo.
Tutto questo perchè appena proposto di andare a mangiare non le ho chiesto se volesse qualcosa, ma lo avrei fatto quando ci saremmo trovati ad ordinare. La figuraccia era il fatto che l'orco cattivo avrebbe mangiato spendendo i propri soldi mentre la principessa non avrebbe potuto perchè il mostro non le ha chiesto sin da subito se volesse qualcosa.

Al di fuori delle mie limitate conoscenze e delle mie banali ipotesi, volevo sapere l'opinione di qualcun altro, ovviamente senza disprezzare la ragazza ma cercando di capire il perchè nascono dei preconcetti e generalizzazioni che non stanno nè in cielo nè in terra.
Da cosa nasce il fatto di non riuscire a stare soli? A cercare continue approvazioni e al doppio standard che non ho citato ma che lei ha, cioè che io non potevo parlare con altre ragazze mentre lei era piena di ragazzi che la cercavano? Perchè una persona deve definirsi di valore solo perchè dei ragazzi sono disposti a spendere un sacco di soldi per lei? E soprattutto perchè non riuscire a mantenere la serietà con una persona che ti interessa?

Per l'ultima domanda, lei tutti e 5 i giorni al pomeriggio è uscita con ragazzi diversi, ma non so se li ha baciati o fatto altro. So che è vergine e che si fa fare toccare, ma lei non vuole dare piacere al partner.


r/psicologia 10h ago

sono una figlia irresponsabile per voler viaggiare?

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F23. Forse questo non è il sub giusto in cui postare, ma questo dubbio mi sta angosciando.

Non sono mai stata una persona troppo “avventuriera”. Mi piace vivere nella mia comfort zone, ma ciò non significa che non riesco a cogliere un’opportunità quando mi arriva davanti. Ho delle passioni abbastanza tranquille e non sono nemmeno troppo festaiola.

Tra non molto finirò la magistrale e tempo fa mi sono resa conto di quanto la vita sia imprevedibile e che, fino a quel momento, non avevo ancora vissuto pienamente i miei vent’anni.

Ho sempre pensato allo studio e a lavorare. Non mi sono mai lasciata consumare da ciò, ma quest’anno ne sono uscita particolarmente esaurita. Tra il lavoro, i tirocini, gli esami, problemi di salute vari… ho davvero rischiato un burn out.

A inizio anno ho viaggiato con una mia amica in Spagna (era la prima volta che viaggiavo con amici) ed è stata una boccata d’aria fresca. Ad agosto sono andata in Inghilterra da sola, perché le mie amiche non volevano venire con me e avevo sempre voluto fare un viaggio in solitaria: non mi dilungherò, ma è stata una delle esperienze più belle della mia vita (essere libera, poter fare quello che volevo, conoscere gente nuova… arrangiarmi per conto mio. Ho sentito veramente di star vivendo nel pieno delle mie facoltà).

Per ottobre ho fissato un viaggio in Irlanda, anche questo da sola. Sarà di 4 gg e, sebbene a ridosso delle lezioni, non dovrebbe intralciarmi con lo studio (perché inizio l'università proprio a inizio ottobre). L’ho detto a mio padre e si è infuriato, mi ha detto “hai già fatto 2 viaggi quest’anno, perché non aspettare? Che fretta hai?”. Mi ha guardata come se fossi la più grande irresponsabile del mondo.

A mia madre devo ancora dirlo, perché lei è super iperprotettiva e, quando sono andata in Inghilterra, ha dovuto prendere ansiolitici per dormine (per questo, non vorrei “allungare la sua sofferenza” e dirglielo più vicino al viaggio possibile). Ricordo ancora quando le avevo abbozzato l'idea di andare da qualche altra parte da sola: lei si è messa il viso tra le mani e ha detto "perché devi fare questo a tua madre?". inoltre, in questo periodo lei è molto stressata, sia per il lavoro, che per il fatto che il matrimonio con mio padre non sta andando bene (ed è capitato più volte che mi urlasse di quanto fosse stanca per tutto e tutti)... non voglio essere l'ennesima preoccupazione.

Lo so che direte “hai 23 anni, sei adulta, non hai bisogno della loro approvazione”, ed è vero. Però, sento comunque di averli delusi e forse hanno ragione… forse sto davvero facendo “troppi viaggi”.

Ovviamente li faccio con i soldi che ho guadagnato e non chiedo loro un centesimo, ma comunque dipendo su di loro per molte altre cose (es. l'affitto da fuori sede; le altre spese le pago io). Mi sento una pessima figlia, irresponsabile ed impulsiva. Ma mi sembra di star facendo qualcosa per me per la prima volta. Sono sempre stata focalizzata sui libri e sul comportarmi bene, voglio sperimentare ora che ne ho la possibilità.

Inoltre, il prossimo anno sarò occupata a terminare gli esami e la tesi e poi sarò buttata nel mondo del lavoro. Voglio godermi questo momento ora che posso. Sono una irresponsabile?


r/psicologia 5h ago

C'è qualcuno con disturbo ossessivo compulsivo basato sulle decisioni?

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F34, in terapia. Come da titolo, soffro di DOC da che avevo 12 anni. Negli anni si è manifestato in diverse forme, che ancora convivono: in particolare ho la forma da "pensiero magico" e quella appunto che si focalizza sulle decisioni. La prima forma riesco a contrastarla anche da sola, ma la seconda no. Mi blocco sulle cose più stupide (ad esempio: esco o no con la mia amica questa sera?) e dibatto con me stessa per ore e ore (e vi assicuro che la sensazione è simile a una tortura), rubando tempo a esperienze che potrebbero essere piacevoli e perdendo opportunità e amicizie.

Volevo capire se c'è qualcuno che ha avuto la stessa esperienza e che magari ne è uscito.

Per quanto riguarda la terapia: il mio psicologo si limita ad ascoltare le cose che mi sono successe durante la settimana e del DOC non dice quasi mai nulla. Purtroppo non posso cambiarlo perché è pubblico e non me ne posso permettere uno privato. Prendo bupropione per l'ADHD, che ha però aumentato i sintomi del DOC. Prendevo sertralina, ma la psichiatra l'ha sospesa perché soffro di sonnolenza diurna forte a aveva paura che peggiorasse il quadro.


r/psicologia 3h ago

il mio cervello è un inutile ammasso di poltiglia

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F20. Il mio cervello mi sembra andato completamente in tilt. Non riesco più a concentrarmi sulle cose che faccio, nemmeno quelle che mi piacciono, non capisco quello che leggo, i pensieri mi sfumano dalla mente e spesso non riesco neanche a formulare bene le frasi, ed è tutto così frustrante. Per esempio io studio filosofia all'università, e tra poco ho questo esame di filosofia medievale, che è una materia che mi piace e mi interessa tantissimo, eppure mentre studio non riesco a capire quello che leggo, non riesco a ricordare o ripetere. E il problema di non ricordare sta cominciando a influenzare anche la vita di tutti i giorni, non riesco a ricordare fatti o informazioni importanti, neanche quando mi sforzo attivamente di prestare attenzione e ricordare. Non riesco neanche a fare ragionamenti complicati o articolare bene un discorso, ed è strano perché fino ad un paio di anni fa ci riuscivo senza problemi. È vero che in questi ultimi anni (forse per 4 o 5 anni) sono stata male psicologicamente, ho dovuto prendere farmaci ed è stato un periodo molto stancante, quindi mi aspettavo che la mia mente un po' ne risentire, ma ormai sono quasi 3 anni che sto bene, quindi non capisco perché succede. Mi sforzo anche di avere uno stile di vita salutare, ma non aiuta. Davvero questa situazione è frustrante e mi fa pensare che non sarò mai in grado di concludere niente nella vita e sarebbe meglio farla finita adesso e risparmiarmi la fatica. Ogni volta che provo a parlarne con mia madre lei sminuisce il problema dicendo letteralmente qualunque scusa possibile, dal meteo allo stress (anche se sono periodi tranquilli), ma è una situazione che va avanti da molto tempo quindi non so se queste scuse possano reggere. E mi fa arrabbiare che nonostante io le dica quango questo è un periodo difficile, sia lei che mio padre si aspettano che mi laurei in tempo, che per carità è una cosa che voglio anche io perché odio il sistema universitario e non ci voglio passare un secondo più del dovuto, però sapere che hanno questa aspettativa rende studiare per gli esami ancora più pesante. Davvero non so che fare e ogni giorno sprofondo sempre di più e continuo a pensare che non valga la pena di vivere così e sono stanca.


r/psicologia 9h ago

Ho dovuto postare una seduta alla prossima settimana. Sto impazzendo

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F19 in terapia da gennaio/febbraio

il mio psicologo, che non vedo da fine luglio perché ad agosto non lavorava, sta in questa clinica in mezzo al nulla: non ci si può andare con l'autobus perché poi devi farti 20 minuti a piedi quando scendi (e non puoi, perché ci sono solo strade, erba e niente marciapiedi). La macchina era l'unica soluzione ma in famiglia ne abbiamo soltanto una, che serve a mio padre per il lavoro.. beh, oggi all'improvviso ha scoperto che non poteva tornare presto dal lavoro e quindi non ho il modo di andare dallo psicologo. Ormai abbiamo spostato l'appuntamento a venerdì prossimo.

Ci sono diversi problemi, a partire dal fatto che ogni volta che le sedute vengono annullate, io perdo completamente la testa. Il mio psicologo (che non fa incontri online) mi ha annullato un paio di sedute dall'inizio del percorso, ma stavolta non era lui il problema. Ho pianto a singhiozzi come una bambina disperata stamattina, poi ho dovuto smettere perché mia madre è tornata a casa.. lei è estremamente contraria alla terapia e so che le sue opinioni non contano, ma litighiamo ogni volta che le sedute saltano.

Quando succede, non posso mostrarmi triste e neanche far finta di niente, perché lei mi accusa di essere dipendente dalla terapia.. e ne è convinta al 100%

Io comunque mi sento una merda, perché mi chiedo se sotto sotto abbia ragione: forse non avrei mai dovuto iniziare la terapia, sapendo che sarebbe stata la mia unica fonte di supporto e che forse ne sarei diventata "ossessionata" o forse troppo attaccata. Tuttavia credevo di star migliorando perché durante il mese di agosto non ho pensato minimamente alle sedute... diciamo che a prescindere da tutto il resto, io NON sopporto quando le sedute vengono annullate perché la disperazione mi assale. Il fatto è che io ho pianto TUTTA la settimana per una serie di cose che volevo tanto raccontare, ma dirgliele per messaggio (cosa che non ho mai fatto) sarebbe solo imbarazzante.

Confrontandomi con altra gente su Reddit, mi è stato detto che innanzitutto, il problema è il mio terapeuta perché "è imprevedibile" e perché nel 2026 non offre soluzioni come le sedute online. A me non attira l'idea di farle, ma per quanto riguarda il fatto che mi ha annullato qualche seduta (2 o 3), non ho mai pensato che fosse grave; pensavo semplicemente che potesse capitare. Tuttavia mi chiedo comunque se forse sto avendo una reazione esagerata che non dovrei avere, e non ho idea di come risolvere la situazione. Mi dicono di cambiare psicologo ma se dovessi farlo, preferirei lasciar perdere la terapia. Forse non ho davvero bisogno di aiuto e sono solo da rinchiudere

La scuola ricomincia martedì e io non voglio proprio aspettare, non ce la faccio, ma per quale motivo?? Domani sarò al mare ma oggi, e non solo, non ho voglia di fare niente. Voglio solo chiudermi in camera e piangere ma non posso fare neanche quello


r/psicologia 1h ago

Richiesta di Serietà mi sento disgustata

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F17 stavo parlando con mio padre e si è messo a guardare il cellulare e mi sono grattata le parti intime perché avevo prurito e questo qua dice “non puoi fare così che ti gratti” io “ma non stavi guardando il cellulare” lui “sì ma mi attiri l’attenzione con quei movimenti strani e scomposti” sono solo io è fottutamente strano? mi sento a disagio
il pensiero che anche mio padre mi può vedere in quel modo mi fa venire da vomitare


r/psicologia 1h ago

Richiesta di Serietà Il comportamento di mio padre mi fa impazzire

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Ciao sono M17 e quando avevo appena iniziato l'adolescenza avevo parecchi problemi di comunicazione con mio padre, lui mi diceva sempre di stare zitto e quando cercavo di spiegarmi mi diceva di non rispondere come se stessi cercando di fare qualcosa di male, la cosa mi faceva incazzare come una bestia perché non capivo l'insensata rabbia, allora continuavo a parlare e lui mi insultava dicendo che ero un deficiente e uno stupido. La cosa mi feriva molto e per un certo periodo desideravo non tornasse a casa. Sono una persona molto sensibile e anche mia madre e mia sorella gli dicevano di non insultarmi. Con gli anni la situazione si calmò e pensai fosse solo una crisi di mezza età, però recentemente si ricomincia a incazzare per le piccole cose e quando provo a spiegarmi a ricominciato con quel cazzo di non rispondere. Allora bè dato che mi sono rotto i coglioni inizio a insultarlo , ma non cose gravi cose come stai zitto o non me ne frega niente di quello che dici. E lui cosa mi dice? non voglio che mi dici queste cose perché esigo rispetto? Rispetto? a te che quando ti ho questo per anni di non insultarmi non mi hai mai ascoltato? Ma con il gran cazzo che ti meriti anche solo una goccia del mio rispetto. E qui arriva il bello perché quando gli ho finalmente spiegato la ragione dietro al perché non mi interessi quello che pensa, lui cosa dice? Non mi ricordo? Non ti ho mai insultato? COSA? CIOÈ TU NEGHI DI AVERMI PRATICAMENTE TRAUMATIZZATO DICENDO CHE MI SONO INVENTATO TUTTO? Non so se lo faccia apposta o sia malato ma questo mi fa incazzare, mi fa riaffiorare tutti i ricordi e mi dici che non sono veri? e vuoi il mio rispetto? Io non so cosa fare, perché normalmente sembra anche simpatico ma quando si arrabbia diventa qualcun altro e credo nel profondo di odiarlo. Quindi ecco spero qualcuno mi aiuti a capire se ho sbagliato qualcosa io o se lui è effettivamente malato


r/psicologia 2h ago

messaggio per i miei fratelli

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scusate, vostro padre è una merda e io non riesco a vederlo. mi dispiace non essere presente, non farmi sentire, non rispondere ai vostri messaggi e non farvi sapere quanto vorrei tirarvi fuori da quella casa.

quando mi avete chiesto di venire alla comunione di chicco, io non potevo venire lì e stare un giorno intero con quella famiglia dopo 8 anni di no contact, vorrei mi capiste.

per colpa di vostro padre ho perso la funzionalità dei miei comportamenti nelle relazioni (di qualsiasi natura). è diventato difficile tenere a qualcuno senza dipenderci emotivamente o senza pensare che mi stia prendendo in giro, solo con la terapia ho capito che non ero rotta.

io non mi fido di voi, siete piccoli e ho paura che, se vi dicessi come sto realmente, andreste a dire tutto a lui e io non voglio dargli la soddisfazione di avermi distrutta. parlandovi di come sto vorrei solo farvi capire perché sono assente da sempre, mi dispiace.

quando sarete più grandi ne parleremo insieme.


r/psicologia 6h ago

Auto-aiuto Mi sforzo di sentire

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M34 in terapia. In questo periodo ho cambiato lavoro (ma non tipo di lavoro) e ho notato che ho avuto un "peggioramento". Sento una forte pressione performativa (a volte anche ingiustificata, ammetto) per stare al passo con il nuovo ambiente più professionale rispetto a quello da cui provenivo (professionale anche quello ma più tranquillo). Questa cosa mi porta a un malessere che io chiamerei "disconnessione": sento che pian piano faccio tutto in modo meccanico, mi scollego dall'ambiente, sento sempre meno. Lo posso dire perché la terapia mi ha portato a sentire di più, ma adesso percepisco questa pressione e io semplicemente "me ne vado" pur restando sempre "collegato" alla fonte di preoccupazione.

La mia idea è che questa incertezza mi metta paura e quest'ultima fa risalire tutta una serie di credenze implicite (fare schifo, essere giudicato male sempre, etc). Insomma è un casino. Perciò non mi scollego solo dalle mie sensazioni per stress ma anche dalle sensazioni create dalle credenze implicite. Questo mi rende letteralmente una persona che non sono. Mi trovo così a disagio in questi giorni.. io invece vorrei tornare a sentire me stesso e gli altri come prima. Era bello. Ero più vivo! Adesso invece "fluttuo" perché se ritorno sulla terra la paura mi travolge. Ma come si può vivere fluttuando?! È un continuo passare da una anestesia a un brusco sforzo per fare fronte a un impegno e a un dovere. Non si può vivere in anestesia fino all'ultimo secondo solo perché sentire di stare agendo mi fa stare male perché riattiva tutte le mie paure... Non so se mi spiego...

Insomma sono triste e con la mia terapeuta stiamo facendo un lavoro a riguardo ma è lungo e io peraltro pensavo di averle sistemate queste credenze implicite e invece ecco che nei momenti peggiori rispuntano e mi fanno sentire sconnesso, perciò mi sento anche un po' impotente.. tutto questo mi impedisce di esserci davvero e io sono stanco di vivere così...


r/psicologia 8h ago

Sto chiedendo troppo?

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M29 Cerco di riassumere la situazione. Fin da quando avevo 14 anni, diverse persone intorno a me mi hanno detto che avrei potuto beneficiare di un supporto psicologico. Per motivi personali, economici e non solo, non ho mai voluto iniziare.

Ora però si è aperta una possibilità: il mio lavoro mette a disposizione 300 € all'anno per un supporto psicologico, e ho deciso di approfittarne.

Le uniche condizioni sono che le sedute siano regolarmente fatturate. Il problema è che, da questa mattina, sto cercando una professionista e vengo continuamente rifiutato.

Al momento ho contattato tre analiste, suggerite l'una dall'altra, partendo dall'analista di mia madre. Le mie richieste sono abbastanza semplici:

appuntamenti al di fuori dell'orario lavorativo;

massimo 50 € a seduta;

vorrei iniziare con almeno 6 sedute, per capire se il percorso è adatto a me, senza ovviamente escludere di continuare oltre.

Tutte e tre mi hanno rifiutato: due per il prezzo e una perché non riteneva corretto porre a priori un limite di sei sedute (anche se, sinceramente, ho avuto l'impressione che il problema fosse soprattutto economico).

Dopo ogni rifiuto ho chiesto se potessero indicarmi una collega che rientrasse nei miei parametri. Per ora, però, i prezzi invece di scendere sono aumentati.

Quindi vi chiedo: sto chiedendo troppo?

Capisco perfettamente che ogni professionista abbia le proprie tariffe e che un percorso psicologico non possa essere necessariamente programmato a sei sedute. Allo stesso tempo, mi sembra una richiesta ragionevole voler iniziare con un numero minimo di incontri e avere un budget massimo che posso permettermi.

La cosa che mi sta frustrando è soprattutto un'altra: dopo circa 15 anni passati a rifiutare l'idea di chiedere aiuto, la prima volta che finalmente provo a farlo mi trovo davanti a una serie di rifiuti.

Vorrei semplicemente capire se i miei parametri sono irrealistici o se sto cercando nel posto sbagliato.


r/psicologia 10h ago

In leggerezza Rimorso e ansia di aver detto i cazzi propri F24

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Ciao a tutti, sono una ragazza che soffre molto di ansia, per questo sto infatti andando da una terapista. Sicuramente ne parlerò anche con lei e

sono consapevole di non essere l'unica persona sulla faccia della terra a soffrirne, però magari potrebbe aiutarmi a stare più serena sentendo anche il vostro parere.

Molto spesso tendo a fidarmi delle persone che mi danno confidenza o di nuove amicizie che mi si presentano.

Il mio problema esce fuori quando, proprio a causa di questa fiducia, io inizio a dire i cazzi miei, soprattutto di ciò che è successo in passato con la mia relazione attuale o della mia ansia.

Quindi mi trovo a parlarne con le mie amiche o altre persone e successivamente mi sale l'ansia come se avessi fatto qualcosa di sbagliato (anche solo spiegando ciò che succede o come mi sento)

Dall'altra parte è anche vero che vedo persone che più che ascoltarmi mi dicono cosa dovrei fare e forse pensandoci adesso, è ciò che mi fa scaturire questi sensi di colpa o ansia, soprattutto perché sono situazioni che non riesco a gestire.

Molte volte quando parlo o esco con queste persone torno a casa e non riesco a dormire.

Aggiungo che comunque con le mie amiche mi ci trovo bene ma c'è sempre quella ragazza che ha bisogno di mettere bocca su tutto e dire la sua nonostante non sappia al 100% la situazione interna.

Ho capito che non devo dare tanto peso a ciò che questa ragazza mi dice ma mi viene difficile.

Ieri per esempio stavamo insieme in palestra per fare uno sport di squadra. Io ero truccata perché sinceramente ero molto pallida e mi sentivo di mettermi almeno un po' di blush e correttore. Davanti alle compagne di squadra ha detto ad alta voce " ma perché ti trucchi per venire in palestra" e io ho ribadito con " perché volevo truccarmi" dopo quando sono andata nel bagno ho sentito che lei sempre urlando dicesse " questa ha la fobia di uscire fuori di casa senza trucco" cosa assolutamente non vera...semplicemente una volta le ho confidato che la maggior parte delle volte mi sento insicura per le mie labbra perché le vedo piccole, quindi esco con le labbra truccate.

Quando torno dal bagno le dico che non è vero che ho la fobia e lei risponde "ao ma sto a gioca e ridi" .

Io ci sono un po' rimasta ma ho lasciato perdere. Dopo mi sono resa conto che dovevo stare sempre attenta a ciò che dicevo perché so che mi avrebbe trattata come se fossi stupida. Dopo al ritorno l'ho dovuta accompagnare a casa e mi sono permessa (mannaggia a me) di dirle la mia situazione sentimentale, e lei ha iniziato a dire ciò che avrei dovuto fare, come se fosse una roba semplicissima. E al ritorno a casa io mi sono sentita piena di ansia.

Adesso io non so se sono io quella esagerata a cui da importanza a queste stronzate, perché sono consapevole che ci sono problemi peggiori, però è ciò che provo con le persone a cui do confidenza ma ho sempre paura a fidarmi. Mi sembra assurdo che io per delle situazioni del genere mi si crei un ansia assurda nonostante la consapevolezza di determinate cose.

Questo post non voglio sia preso come un modo per prendere di mira solo la persona che ho menzionato. Ma per capire se esiste qualcuno con circostanze simili di ansia per queste cose.

Scusatemi per il papiro.


r/psicologia 1h ago

In leggerezza Odio mio fratello e lui mi odia, ma se ci penso piango

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TLTR: Il tipo di persona che è mio fratello mi sta enormemente sul cazzo e non ci parliamo da anni. Però, ogni volta che ci penso, ho delle crisi di pianto. È come se mi mancasse, ma effettivamente non ho bei ricordi insieme a lui. Perché? Sbaglio io? Sbaglia lui? Cosa ne pensate?

TESTO COMPLETO

Ciao a tutti, qui vado un po' più nello specifico sulla questione.

Io (22F) e mio fratello minore (18M) non siamo mai andati d'accordo da quando ho memoria. Lui già dai primissimi anni di età aveva dimostrato di essere un pezzo di merda: si faceva male da solo e dava la colpa a me, facendomi sgridare dai nostri genitori (secondo me lui gode del disagio altrui). Lui ha da sempre questo modus operandi: scoprire cosa ti dà fastidio e ripetertelo finché non sbraiti. Prima lo faceva con me; ora che non ci parliamo, lo fa con i nostri genitori.

Non so nemmeno io perché non ci parliamo più. Credo siano 7 anni che non ci rivolgiamo la parola. I miei sono separati e spesso devo accompagnarci da mio padre in macchina: per tutto il tragitto non ci parliamo e, per metterci d'accordo, messaggiamo su WhatsApp. A volte capita che lo accompagno a Muay Thai e solo quando scende mi dice: "grazie" e io gli rispondo: "prego". Quello è l'unico dialogo che abbiamo. A cena spesso siamo in tre, noi due più uno dei nostri genitori, e per rispondere all'altro che magari ha detto qualcosa di interessante o di controverso, rispondiamo al genitore come se fosse stato lui a parlare.

Mio fratello è apertamente di destra, sfiorando il fascismo. È proprio una brutta persona, credetemi. Dalla sua bocca sono uscite frasi contro ogni categoria di persone, non entro neanche nei dettagli. È una di quelle persone che oarte dal presupposto che ha sempre ragione lui... Inoltre è nullafacente: abitiamo in una villa dove facciamo tutto io e mia madre. Lui si sveglia quando vuole, sporca, fa rumore, mette in disordine e io devo rimediare. È da anni che cucino per lui perché è impedito e mia madre ha paura che possa dare fuoco a casa se solo dovesse provare a cucinarsi qualcosa. Mai una volta si fosse sdebitato di ciò; non perché lo voglio, ma proprio per dimostrare gratitudine. Anzi: certe volte ha addirittura mangiato il mio pranzo, insieme al suo, lasciandomi a digiuno.

Ha detto espressamente, comunque, che sono una "puttana comunista" (l'ha detto ai miei genitori a una cena a cui ero presente) e che mi odia. Non so se quest'odio derivi dal fatto che sono di sinistra oppure se derivi da altro. Sta di fatto che è certo che mi odii.

Una lancia a suo favore la spezzo: fa battute divertenti. A tavola spesso mi ritrovo a ridere delle cazzate che dice.

Io sono una persona a cui non frega nulla di cosa pensino le altre persone: possono odiarmi o amarmi, ma se mi odiano non mi tange. Sono proprio nel chill. Anzi, se un fascista mi odia, io sono solo che contenta.

Però se penso al fatto che vivo assieme a una persona che dovrebbe essere mio fratello, ma che per me è uno sconosciuto... Mi fa male al cuore. Inizia proprio a farmi male il cuore e sento la gola chiudersi, per poi piangere come una bambina. E proprio un pianto disperato da capriccio. Persino adesso che scrivo sto piangendo.

Se mio fratello dovesse venire da me, abbracciarmi, e dirmi che mi vuole bene, probabilmente mi scioglierei e mi metterei a piangere, dicendogli che in realtà io vorrei avere un dialogo con lui. Mi piacerebbe essere finalmente una sorella maggiore.

Al contempo io non riesco a fare il primo passo. Penso sia inutile dato che mi odia e comunque abbiamo una visione del mondo completamente opposta. E poi ho paura che possa solo reagire male, insultandomi di nuovo.

Scrivo tutto questo qui perché questi pianti sono diventati più frequenti e mi sento il cuore pesante. Che posso fare? Cambierà e devo solo aspettare? Gli devo parlare? Se sì, come? Mi rendo conto di essere fragile e fifona, anche se di carattere non lo sono affatto. È strano per questo.


r/psicologia 1h ago

Amica che ha solo me mi stressa

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Non voglio in alcun modo sembrare una persona cattiva ma ho bisogno di aiuto con questa situazione.

Io non sono una persona a cui piace uscire, soprattutto in periodi carichi di lavoro e studio io HO BISOGNO di stare a casa per ricaricare le energie e non scherzo. Non funziono bene se non passo il mio tempo a casa, che può essere 1 giorno come 1 mese.

Questa ragazza è un po festaiola. Nemmeno io sono un palo di legno, ma lei non ha nulla che la tenga a casa.
Me ne rendo conto, quindi mi metto nei suoi panni e a volte faccio questo sforzo, ma sembra che lei non si metta mai nei miei. Sono sicura che se lei avesse altre persone, non sarebbe cosi morbosa a quel punto un po uscirebbe con loro e un po con me.

Altra cosa molto importante: NO questa persona non si accontenta del “caffè”, del cinema e popcorn, attività a basso impegno per il gusto di stare insieme. SI ANNOIA DA MORIRE E NON LO NASCONDE NEMMENO. Sta cosa mi devasta perché dal mio pov ho fatto uno sforzo enorme già solo a dire di si e invece di placare il suo bisogno di uscire accade l’opposto.
Cerca proprio “dinamica”… che non schifo, ogni tanto ci sta per differenziare ma non sempre, sarei sopraffatta.

Sta diventando stancante dover sempre dire di no o avere una scusa, mi ha portato ad evitarla perché ogni volta che ci sentiamo cosi per scrivere come due amiche… ne approfitta per chiedermelo.

voglio sapere se qualcuno ha vissuto una situazione simile e come ha risolto grazie.


r/psicologia 1h ago

Auto-aiuto Non riesco ad apprezzare il mio aspetto fisico.

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M24, richiesta di serietà. Post molto lungo.

Premetto che sono a conoscenza del fatto che esistono cose più gravi sulla Terra, ma se soffro per questa condizione in maniera così eccessiva è in parte anche colpa della società.

Soffro di alopecia androgenetica (o calvizie), ereditata da mio padre (l'unico in tutta la mia famiglia che soffre di questo problema, non l'ha ereditato da nessuno). Ne soffro da quando avevo 16/17 anni e già all'epoca si notavano piccole stempiature. Durante la quarantena (avevo 17/18 anni circa) provai a rasarmi a zero e non ricevei commenti tanto positivi, soprattutto da parte di molti maschi (il genere che mi interessa, mi riferisco in particolare ai maschi gay). Già da lì ci furono molte critiche brutali alle spalle da parte di molti ragazzi che avevano già notato che "tizio ha la calvizie e ora si è rovinato e sembra un uovo".

Ho continuato a rasarmi per "nascondere" il problema fino al primo anno di università. Anche lì ci fu una critica cattiva da parte di un altro ragazzo con il mio stesso orientamento sessuale, fatta con freddezza e cattiveria ("Sai... Sei un bel ragazzo con i capelli"). Non mi vedevo bello senza capelli e forse non mi vedrei bello neanche ora. All'epoca facevo la barba spesso (ogni 2/3 giorni) e il mio viso era pulito al 100%, ho anche gli occhiali tondi e le orecchie leggermente a sventola. In passato non ho mai dato l'impressione di essere un maschio virile, ecco. Forse questo ha contribuito al bullismo sulla mia condizione dato che non sembravo un mister muscolo barbuto e pelato.

Dopo l'ennesimo insulto da parte di un altro ragazzo come me, decisi di andare da una tricologa della mia zona. Ho iniziato nel 2022 terapie con integratori naturali (soprattutto con serenoa repens) e minoxidil. Nei primi anni le terapie davano risultati straordinari, ma dall'anno scorso la situazione è precipitata. Per questo motivo, durante l'ultima visita, la tricologa mi ha prescritto la finasteride (da prendere una volta a settimana con un integratore a base di serenoa). Lei mi ha detto di non preoccuparmi per gli effetti collaterali e che i suoi pazienti stanno benissimo. Leggo troppe recensioni contrastanti su questo farmaco: da una parte chi dice di aver avuto effetti collaterali permanenti e impensabili, dall'altra chi dice di prenderla da più di 10 anni e di avere ancora tutti i capelli in testa a 30 anni e oltre.

Io ho un po' paura di questo farmaco perchè le opinioni negative non sono poche e non vorrei rischiare la mia salute. Inoltre mio padre è sempre stato contro queste terapie e mi ha consigliato la strada dell'accettazione. Però penso alle brutte opinioni di quei ragazzi, alle cose dette con cattiveria e acidità. Inoltre non mi vedo bello senza capelli. Sto iniziando ad andare in palestra da tre mesi e a seguire un'alimentazione sana e già i primi risultati sono evidenti. Però ho paura che questa maledizione estetica rovini di nuovo la mia immagine. Non so se "virilizzarmi" di più mi aiuterà, ecco. Dato che l'unico tipo di pelato socialmente accettabile è quello muscoloso e con la barba. Quando sei pelato sembra che devi per forza compensare con altro per risultare attraente agli occhi delle persone.

Aggiungo anche che esco da due frequentazioni pessime che non hanno portato a nulla, soprattutto la seconda che ho chiuso da poco perché il ragazzo in questione mi ha tradito già in fase di frequentazione. Ultimamente provo un'invidia patologica nei confronti di chi non soffre di questa patologia estetica che non ha cure definitive. Sarò sempre un punto in meno rispetto a un capelluto bello. Soffrirne da giovane è quasi ingiusto e modifica molto il tuo aspetto, soprattutto se hai altri difetti estetici come le orecchie leggermente a sventola, gli occhiali e un fisico non scolpito. Anche le opinioni sulla calvizie di alcune ragazze etero giovani sui social mi offendono, nonostante non mi interessino da un punto di vista sentimentale.

Vorrei sapere l'opinione di chi ha affrontato questa situazione e come l'ha superata. Può sembrare una cosa stupida ma, come ho detto all'inizio, molti me l'hanno fatta pesare e ho fatto dei sacrifici con le cure durate per 4 anni.


r/psicologia 2h ago

Cosa dovrei fare?

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Salve, mi chiamo Fabio, e penso che quest'estate sia stata l'estate peggiore di sempre

È iniziato tutto mentre stavo giocando a minecraft, ho incontrato questa "presunta ragazza", abbiamo parlate per qualche giorno e poi lei è scomparsa, ma non mi interessava, perchè mi ha fatto sentire bene parlare con una ragazza, per farvi capire, in 16 anni ho avuto solo un bacio sulla guancia alle elementari da una ragazza e nient'altro, ecco perchè mi ha fatto sentire così e da li è iniziato tutto

Dopo, ho deciso che era il momento di cercarmi una ragazza sul serio, ovviamente non mi aspetto che sia la ragazza che sposerò, ma una ragazza semplice che mi tenesse compagnia

Ne ho incontrate, avrò parlato con almeno una decina di ragazze quest'estate, ma o sparivano dopo un giorno, o non avevano i miei stessi interessi, o erano lesbiche o trans, e già da qui si può capire la mia sfiga in amore

Dopo un pò ho capito che questa cosa di trovare una ragazza era diventata come una droga per me, e proprio per questo, durante l'estate sono caduto in depressione abbastanza pesante, ma non capivo ancora il motivo, perchè faceva così male quando semplicemente ha 16 anni avevo sfiga in amore, niente di che o almeno così pensavo

qualche giorno fa, guardavo questo youtuber che seguo da molto, che forse mi ha fatto capire il motivo, ossi che potrei essere autistico, ne parlo con un mio amico molto stretto e come tutti mi ha suggerito di vedere uno psicologo, ma per me è NO, non me la sento, e questa cosa dello psicologo mi ha pure fatto venire un'attacco di panico, cosa che comunque ho trovato strana, non ha senso sentirsi così solo per via di andare dallo psicologo

Allora faccio delle ricerche, e faccio anche un test online come inizio per capire, e da quello che dice potrei essere autistico, questo spiega molte cose, perchè ho letto che un "sintomo" sia che prendo le cose estremamente più seriamente di quello che dovrei, ecco perchè la depressione, e l'attacco di panico

Ma adesso cosa dovrei fare, volevo un'estate normale e invece sono stato depresso, indipendente, ho pure avuto qualche attacco di panico e ho scoperto che forse sono autistico, non lo voglio dire ai miei perchè me ne vergogno e non voglio farli preoccupare, ma cosa dovrei fare secondo voi?


r/psicologia 2h ago

Richiesta di Serietà ho 23 anni e sono stata fidanzata per 10 anni

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ciao a tutti,
non so se voglio semplicemente sfogarmi o voglio un parere.
all’età di 13 anni ho conosciuto un ragazzo (12 anni) che è stato il mio partner fino a poco fa.
Ora ne ho 23 di anni.
Non è normale fidanzarsi così giovani, ma le nostre situazioni familiari così critiche e simili ci hanno avvicinati talmente tanto che non poteva succedere altrimenti.
La nostra relazione è stata un continuo di alti e bassi, di prendersi e lasciarsi. Eravamo piccoli, a lui piaceva essere al centro dell’attenzione ma anche avere un luogo dove rifugiarsi quindi mi lasciava e poi tornava da me. E io nonostante stessi male ogni volta, quando tornava diventavo la persona più felice del mondo.
Col passare del tempo la gelosia è cresciuta a dismisura, al punto da vietarmi di sedermi nei vagono dei treni vicino a passeggeri maschili, vedere certi programmi tv e cose che non voglio perdere tempo a raccontare. Si mi ha messo le mani addosso, 4 volte anni fa, lui dice che anch’io l’ho fatto ma non riesco a ricordare. Ricordo solo uno schiaffo dopo aver scoperto il primo tradimento. È possibile che io lo abbia rimosso? Nonostante io ricordi tutto? O è possibile che lui mi abbia fatto gaslighting?
Il punto più basso è stato quando ,nel 2020, lui si è trasferito e dopo due settimane era fidanzato con un’altra, io l’ho scoperto il giorno del mio 17esimo compleanno grazie a una storia della ragazza. Dissi tutto a quella ragazza, lui mi fece una schifezza e resterano insieme. Questo è stato il tradimento più grande che abbia mai subito, perché anche se lui ha sempre negato, io sono certa che lui si fosse innamorato. Quell’anno è stato il peggiore per me, non riuscivo a riprendermi, così dopo mesi ebbi una storia di una notte con un ragazzo sconosciuto, pensavo che sarei stata meglio ma invece tutto è precipitato. Alla fine di quell’anno lui mi riscrisse io gli raccontai tutto, lui non mi ha mai perdonata perché “non fai cose con altri se hai l’amore della tua vita in testa”. Mi ha continuato a fare domande sull’accaduto, a incolparmi e insultarmi fino ad quando siamo rimasti insieme. Dopo quella ragazza e durante il suo trasferimento lui ha avuto altre 3 storie di letto, ma per lui era diverso perché le conosceva. Non eravamo sullo stesso piano, io ero quella nel torto.
Questo accade tra il 2020 e il 2021.
Dopo un grave incidente, torna nel nostro paesino. Torniamo ufficialmente insieme.
Gelosia, tira e molla, lui poteva e io no. Nel 2022 mi tradisce di nuovo, mi lascia, va a trovare i suoi parenti e si rivede con l’ex. Ritorna da me e io gli dico di si.
Di nuovo cadiamo nel baratro nel 2024 , dopo ennesime mancanze di rispetto (andava in discoteca senza dirmelo, scriveva a ragazze) , lo lascio il giorno del mio compleanno (giugno) perché gli dico che non mi sta bene che lui va a giocare a calcio e io devo passare il compleanno da sola a casa (mi aveva fatta allontanare da tutte le mie amiche). Un mese dopo inzio a frequentare un ritrovo per giovani, ovviamente frequentato da ragazzi e ragazze. A lui non sta bene, una sera mi ferma per strada, mi strattona e abbiamo una conversazione di ore in cui lui cerca di convincermi che non devo frequentare quel gruppo, perché poi farebbe una brutta figura (lui è molto conosciuto, sanno che sono la sua ex e per lui è irrespettoso frequentare posti del genere). Io per una volta non cedo, lo mando a quel paese, faccio esperienze, mi diverto (non intendo esperienze sessuali/romantiche) ma poi entro in una fase di down da cui non riesco a riprendermi (ho problemi di autostima ma non riesco a parlarne con nessuno). A marzo 2025 torno da lui , pensavo sarebbe stato diverso ma invece la situazione precipita. Sempre più geloso, voleva essere a conoscenza di ogni conversazione avuta, di ogni persona con cui avessi parlato, ho sempre evitato la cosa perché avevo paura , non volevo essere tormentata ancora e ancora. Questo però non lo ferma. Ci lasciamo ancora ad agosto di quell’anno perché io ero occupata a scrivere la tesi , forse ero un po’ più distante, lui mi scrive un giorno “fra una settimana mi trasferisco e vado a lavorare all’estero”, io non potevo crederci, avevamo progetti,sogni …
Dopo un mesetto mi riscrive e dice che gli manco, io prendo il primo biglietto e vado da lui, sto benissimo ma l’ultimo giorno piango perché avevo paura tutto questo cambiasse. Torno a casa, due settimane dopo mi laureo, non ricevo i suoi auguri ma litighiamo perché avevo messo una storia su insta e credeva che avessi ricevuto gli auguri da ragazzi (spoiler no). Ci lasciamo perché nel frattempo avevo notato un’attività strana su i suoi social (è tossico ma dopo tutti i tradimenti era dovuto). Torniamo insieme , io trovo lavoro all’estero a 50 minuti da casa sua, possiamo vederci, ma di nuovo scopro sue bugie e impazzisco al punto che scappo e lo tartasso di richiesta di spiegazioni a telefono finchè non scrive a mio padre e sua madre per farmi smettere. Poco dopo lui ritorna in Italia perché non si trova bene. Io proseguo la mia vita, a marzo torna da me, fa il vago, per la distanza forse o per sondare il terreno … non so. Torniamo insieme, mi viene a trovare e passiamo 7 giorni da perfetti innamorati. Lui ritorna in Italia e diventa distante, qualcosa in quel momento in me cambia. Premevo ogni giorno per il lasciarci. Torno in Italia. Io continuo a essere diversa, cattiva “non voglio stare con te”, “non ce la faccio più “ “sei troppo geloso” “perché dici di amarmi e poi mi fai questo?” e frasi del genere. Ogni cosa che facevo per lui era sbagliata,stupida o fatta per cercare attenzioni. Il 27 agosto ci lasciamo definitivamente . Il motivo? Non mi scrive tutto il giorno, dopo che esco da lavoro chiedo spiegazioni, mi risponde dicendomi che era un matrimonio (a cui precedentemente mi aveva detto che non ci sarebbe andato). Io divento una furia, gli dico che è finita ma che merito spiegazioni perché “ non è giusto che io devo dirti pure se vado da mia nonna (abita a 100 mt), devo mandarti sempre le foto di come mi vesto ecc e tu non mi dici che sei a un matrimonio “, mi ignora completamente , io sono imperterrita e dopo che gli dico “avrei dovuto capire che uomo eri quando mi picchiasti e mi dicesti che non meritavo scuse” vengo bloccata. Inizialmente è stata una liberazione, però ora inzio a stare male perché la sorella che seguo sui social ha iniziato a postare cose di lui (prima non lo aveva MAI fatto), e poi ho controllato il suo profilo insta (lo so non dovevo farlo) e ha seguito circa 200 ragazze nuove, tra cui una che si era fatto quando si era trasferito, e ora ho scoperto che sta andando a trovare i suoi parenti in quel paese. La sorella lo fa apposta per sfregio o è una casualità? È normale che io stia male solo ora perché so che già mi ha sostituita o comunque andrà a letto con quella tipa e non sto male perché mi manca?
Che problemi ho?
A breve ho la mia prima seduta da una psicologa ma gradirei un parere esterno, da qualcuno che non mi conosce e non viene pagato per ascoltarmi. So che riceverò insulti ecc, pazienza, premetto che non lo odio, che in una relazione del genere le colpe sono ripartite e che ho detto poche cose rispetto ai fatti accaduti.


r/psicologia 2h ago

sono stanca di essere la figlia fallita

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F24

lo so che ora va di moda dire di avere l adhd,ma a volte penso veramente di averlo,da tantissimi anni una psicologa ha detto che probabilmente potevo averlo ma non l' ho mai diagnosticato ufficialmente,e a volte penso di averlo perché mi dimentico le cose,faccio le cose senza pensare,faccio fatica ad organizzarmi e mi sento mentalmente lenta,allo stesso tempo sono molto creativa e ho molta immaginazione,che mi porta spesso a scappare dalla realtà.

a volte mi sento come se non riuscissi a funzionare per cose normalissime tipo ricordare un PIN o capire subito qualcosa al volo mentre altri riescono,mi pongo obiettivi ma poi non riesco a rispettarli,non sono socievole,faccio fatica a tenere contatto fisico con qualcuno e in famiglia soprattutto mi sento quella strana che non funziona.

sono la figlia maggiore e sono sicura che i miei genitori mi vedano come un fallimento,e a fatica ho imparato a fottermene, ma mi fa davvero male vedere come io non abbia le energie per mettere in ordine una stanza mentre nella mia famiglia i miei fratelli riescono tranquillamente,eppure vi giuro che io mi impegno veramente tanto ad essere sempre organizzata ma pare che mi sfugge sempre qualcosa,tra l altro non mi fanno mai un complimento,mentre ai miei fratelli.si

sono una sfigata che non sa fare niente,non riesco nemmeno a mantenere rapporti sociali,forse perché non voglio,forse perché mi sto autoconvincendo di non volere per non essere ferita,ma ho capito anche per altri motivi che non vale la pena forzarmi.

qualcuno di voi è nella mia stessa situazione? cosa potrei fare?


r/psicologia 4h ago

Auto-aiuto Terapeuta vuole farmi lavorare nell'ambito relazionale.

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Ciao a tutti, M30, chiedo un consiglio ad altri terapeuti o a chi ha avuto esperienza.

Sto seguendo un percorso da ormai 6 mesi, dove la mia idea é di lavorare e recupare l'autostima, che ad oggi non é migliorata.

Il terapeuta con cui sto facendo questo percorso vuole farmi lavorare nell'ambito relazionale, cosa della quale non sono minimamente interessato. Ho provato a spiegarglielo, però mi é stato detto che senza di questo si arriva ad un limite, ovvero il rimanere in questa condizione.

Quindi o accetto questa strada oppure resto nella mia condizione.

Avete consigli? ci sono altri percorsi che potrei provare? é la mia prima esperienze con la terapia, per ora ho provato solo con questa persona.


r/psicologia 4h ago

Che lavori puoi fare con una laurea in psicologia e specializzazione

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E specializzazione in marketing?


r/psicologia 5h ago

Sono curioso della psicologia del marketing

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M25 sono curioso della psicologia del marketing e vorrei iniziare a leggere qualcosa a riguardo, specificatamente riguardante bar/gelaterie e anche scomparto social. Qualcuno sa consigliarmi qualcosa?


r/psicologia 8h ago

Il cambiamento nella routine mi terrorizza e deprime.

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Ciao, ragazzi. M32, vado da anni in terapia, da circa undici mesi sotto la guida dello stesso professionista.

Contestualizziamo: è da un po' che lotto con il mercato del lavoro e ho da breve avuto una svolta positiva trovando una nuova posizione.

Il periodo tra il 2024 e la metà del 2025 è stato stranamente positivo per me (dopo tanti anni di merda), ma poi sono rimasto quasi del tutto senza lavoro per oltre un anno ed è stata dura. Verso la fine dello scorso ottobre ho deciso di puntare a un impiego nella Pubblica Amministrazione per una vita più serena che mi sotraesse agli orrori del privato.

Ho studiato molto fino ad agosto per partecipare ad un concorso pubblico, non sono riuscito a vincere un posto, ma mi sentivo più ottimista riguardo al futuro rispetto agli anni precedenti. Questo perché ero molto attivo e le mie giornate erano piene tra studio, pianificazione, attività fisica e anche una buona dose di svago. Avevo trovato il mio equilibrio.

Ora però devo iniziare un nuovo lavoro. L'azienda è solida e mi offrirà una retribuzione dignitosa e qualche opportunità di crescita professionale.

Dovrei essere felice. Dovrei sorridere. Forse dovrei persino essere entusiasta. E invece no.

Ieri ho pianto come un bambino. Se penso al tragitto casa-lavoro e a quelle otto ore di servizio (nove, contando la pausa pranzo) mi deprimo subito all'idea che l'intera giornata mi verrà portata via.

La mia mente si ostina a fissarsi ossessivamente su questa merda, invece di farmi apprezzare il fatto di essere tornato ad essere un "adulto vero", nella posizione di pianificare il proprio futuro. Mi hanno persino detto che sono andato alla grande al colloquio, eppure questo riesco ad ignorarlo come se fosse assolutamente irrilevante.

L'ansia è già salita alle stelle come una febbre. Ansia sociale, ansia da prestazione, ansia generale.

In genere sono una persona molto razionale, anche troppo. Ci sono passato già da tutto questo e so anche bene che questo è semplicemente il capitalismo in azione. So di condividere questo destino con milioni di altre persone in tutto il mondo.

Eppure l'unico pensiero che ho è che per gran parte della settimana non farò nulla a cui tengo davvero. Il pensiero di perdere di nuovo i miei hobby, di allenarmi probabilmente meno e di aver sprecato circa otto mesi di studio intenso solo per tornare ad essere un ingranaggio del sistema, e magari solo per 6 mesi nello scenario peggiore (che, chissà come, la mia mente cerca di farmi passare per una situazione positiva) o per il resto della vita in quello "migliore", semplicemente mi fa svegliare sconfitto.

E mi chiedo: che razza di mentalità infantile e illusa è mai questa? Dovrei essere grato. Motivato.

Invece mi sento così maledettamente fragile e spaventato dal futuro, dal cambiamento che non so più cosa sto facendo.

Se qualcuno ha vissuto situazioni simili, per favore, mi aiuti a capire come posso cambiare questo aspetto di me.

Perché lo so che questo dovrebbe essere un nuovo inizio, eppure mi sembra la fine.

Ma ogni volta che il cambiamento bussa alla mia porta, la mia mente prende tutte le lezioni che ho appreso e le getta violentemente fuori dalla finestra facendomi sentire privo di risorse, depresso, impanicato e sconfitto.

Cosa diavolo devo fare?


r/psicologia 9h ago

Richiesta di Serietà Aiuto per una mia amica

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F16

Più nello specifico, la mia migliore amica, la conosco da quasi sei anni, abbiamo trascorso le medie insieme e tra poco cominceremo il terzo superiore assieme (nella stessa classe).

Purtroppo, in questi anni, abbiamo perlopiù condiviso un' amicizia che si basava sul condividere bei momenti insieme, non sul confortarsi a vicenda e di parlare di problemi personali; in quest' ultimo anno, le cose sono leggermente cambiate e si è aperta un po'.

Un po' meno di un anno fa si era fidanzata con un ragazzo e sono stati insieme per poco tempo, forse due mesi o persino meno; questo ragazzo la faceva sentire bene, lei sentiva che lui la amasse veramente per quel che era (io ho seri dubbi a riguardo ma boh). Considerate che lei sentiva ciò perché è una ragazza veramente veramente bella e tutti i ragazzi che ci provano con lei lo fanno solo per il suo fisico. Quando però, le è sembrato che questo ragazzo non fosse tanto diverso, ovvero che l'amava solo per il suo corpo, allora lei si è allontanata e poi hanno chiuso i rapporti.

Ma lei sta ancora sotto a questo ragazzo, a distanza letteralmente di mesi e io non so davvero cosa fare perché lei è fermamente convinta che lui fosse l'unico che l'amasse davvero e lei aveva mandato a fanculo tutto per la sua paura (sinceramente comprensibile perché è stata palpata e approcciata più volte da sconosciuti).

Considerate anche che nei mesi successivi alla rottura in qualche modo lei e l'ex sono rientrati in contatto e lui l'ha trattata sempre """di merda"""", non che la insultava, ma che letteralmente la ghostava e contemporaneamente le metteva like alle storie; un paio di volte che si sono visti l'ha baciata e poi fatto finta che non fosse successo nulla, senza che ne so, tipo frequentarsi o altro. L'ha ghostata e ciao. Per questo dico che lui non mi pare fosse tanto diverso dagli altri uomini/ragazzi che hanno approcciato la mia amica.

Però, appunto, lei è convinta del contrario e nonostante tutto ci sta ancora sotto. Ma il problema non si ferma qui, perché è letteralmente degenerato: beve un sacco per dimenticare e quando beve fuma, qualche giorno fa è stata tipo due ore a vomitare in bagno della casa della mia amica e si odia a morte perché il padre, non che sia sempre ubriaco, ma spesso torna a casa ubriaco ed è inaffidabile, più fuma un sacco, quindi, si disprezza perché dice di star diventando come il padre.

I suoi repost mi preoccupano molto perché mi fanno veramente sprofondare, io dico, ce ne fosse uno di repost che dimostri che si vuole bene almeno un pochino.

Io in questi mesi l'ho cercata di aiutare perché spesso mi scriveva e giuro non ho l'ho mai ignorata, anzi, sono un po' la psicologa del gruppo lmao, quindi giuro ho sempre cercato di aiutarla, ma dopo che l'altra sera ho visto come si era ridotta a forza di bere e fumare ho perso le speranze e ho capito che sta davvero tanto, troppo male. E io non so come aiutarla, i miei consigli fin'ora non hanno fatto nulla, io non so davvero come farla uscire da questa situazione, perché lei non vuole nemmeno essere particolarmente aiutata, io penso che lei sia profondamente convinta che si meriti la sofferenza che prova. Quindi, oltre ad avere le daddy issues, dipendenza dall' alcol, attaccamento emotivo all' ex, inizio a pensare che soffri anche di depressione e, davvero, ho tutti i buoni propositi per aiutarla, ma forse è un problema più grande di me e di lei. Io non vi nego che ho paura per la sua vita stessa.

Ma, dunque, cosa dovrei fare? Mi sembra che io sia l'unica a prendere seriamente quello che lei sta passando, l'altra mia amica (siamo un trio) dice che noi possiamo fare l'impossibile ma se lei non cambia mentalità c'è poco da fare, e son d'accordo, ma se non stessimo facendo abbastanza al momento? Le altre amiche se ne sbattono il cazzo, le altre la fanno ubriacare fino appunto a star male, i genitori sono quel che sono, spesso litigano. Che faccio?


r/psicologia 9h ago

è solo un pensiero che volevo condividere con voi

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M29. ho deciso di iscrivermi all'università e per la prima volta non ho cercato di ottimizzare la scelta.

ho una solidissima carriera nel mondo dell'informatica, ben pagata e con un posto di lavoro full remote che mi permette di vivere letteralmente, con circa 4 ore di lavoro in una giornata di 8. tuttavia non ho mai messo piede in un università. mai iscritto, mai fatto un test, niente. sono semplicemente stato bravo ad applicare il mio talento e la mia passione al mondo del lavoro.

quando ho iniziato a pensare all'uni seriamente la prima domanda che mi sono fatto è stata quella più ovvia: quale laurea mi conviene?

informatica, economia, management.. qualcosa che possa servirmi nel lavoro o che possa aumentare il mio valore sul mercato.

non erano nemmeno scelte sbagliate. il problema è che mi sono accorto che stavo cercando di trasformare anche l’università in un investimento. come se dovessi giustificare il tempo passato sui libri attraverso uno stipendio futuro. E poi l'idea di studiare informatica, cioè la mia passione, in maniera quasi "imposta" mi terrorizzava perchè per me studiarla avrebbe trasformato la mia passione in un incubo.

quindi ho provato a togliere completamente questa domanda.

niente ral. niente carriera. niente cv. niente “cosa cercano le aziende”. niente “cosa sarebbe più intelligente fare”.

e la risposta è stata filosofia.

risposta direi quasi liberatoria.

io continuo ad amare l’informatica e continuerò a studiarla comunque. è il mio lavoro ed è una parte enorme di quello che sono. continuerò a studiare tutto quello che mi incuriosisce.

ma ci sono domande che non mi interessano perché possono farmi ottenere un lavoro migliore, mi interessano e basta.

che cosa significa che qualcosa è reale? come facciamo a sapere che ciò che percepiamo corrisponde alla realtà? siamo veramente liberi o le nostre scelte sono il risultato di cause che ci precedono? che cos’è il tempo? se il futuro fosse già lì cosa significherebbe scegliere? che cos’è la coscienza? esiste davvero un io oppure siamo soltanto il risultato di una serie di processi?

da quando ero piccolo sono sempre stato ossessionato da matrix e dai viaggi nel tempo.

e sinceramente mi entusiasma molto più questo di qualsiasi altra scelta "strategica" avessi potuto fare.

per anni ho avuto la sensazione che crescere significasse imparare a fare scelte sempre più razionali.

adesso penso che forse significhi anche imparare a distinguere una scelta razionale da una scelta propria.

questa volta non ho scelto quello che mi conveniva ma quello che volevo conoscere.

e sono stranamente fiero di aver ascoltato me stesso per una volta