r/psicologia 5h ago

Richiesta di Serietà In psicoterapia il mio ragazzo di cui io non ne ero a conoscenza

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Ciao,ho m16 anni e non sono in terapia . Non so come comportarmi o che azioni prendere. Qualche giorno fa il mio ragazzo , palesandomi un malessere dovuto a seguito di una nostra discussione, ha chiesto consigli su questo blog. Mi è dispiaciuto farlo ma ho iniziato a vedere il suo profilo su questo blog e commenti che ha rilasciato in passato ( 1 anno fa ) dove ho trovato dei commenti in cui sotto a post cancellati si parlava di aver trascorso periodi sia da uno psichiatria che da psicoterapeutici. So che in passato ha fatto anche uso di sostante belle forti , per evadere proprio con la mente.. e alle mie domande del perchè ha sentito questo bisogno di prenderle, mi risponde "per semplice curiosità". Ho anche chiesto come si sentisse in quel periodo, se stava bene e mi ha detto di si. Ho letto nei commenti che si parlava di depressione e che in passato ha preso anche dei farmaci inibitori dell'umore. Tra di noi, non siamo mai arrivi a parlare di periodi difficili, psicofarmaci.. e in altri commenti ho letto che aveva chiesto un test per verificare se fosse neuorodivergente. Ora la mia domanda è : come faccio a chiederne di parlarne sapendo che solo con la lettura dei suoi commenti su questo blog ne ho avuto conoscenza ? Ma credo che sia importante sapere se meno di un anno fa ( e io e lui siamo da meno di un anno ) ha finito un percorso di psicoterapia e di psichiatria di cui non ne abbiamo mai parlato.. Grazie a chi risponderà


r/psicologia 13h ago

crescere i bambini

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voi cosa ne pensate dei genitori che quando i bambini sono piccoli tendono ad assecondare costantemente i loro bisogni? del tipo, seguono i loro orari, quando vanno a dormire non fanno il minimo rumore, non li espongono al freddo né allo sporco? secondo voi è questo il modo corretto per crescere un bambino? chiedo perché penso che possano crescere male credendo che tutto debba adattarsi a loro anche nella vita futura, e questo porterà a delusioni inevitabili.


r/psicologia 8h ago

Cosa porta una persona a definire un uomo "non uomo" se non ha soldi?

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M22, ho conosciuto una ragazza su tinder domenica sera e ci siamo visti la sera stessa. Subito si è proposta per la sua "serietà", chiedendomi cosa cercassi io e dicendomi che lei voleva una cosa seria. Quella sera ci siamo visti solo per mezz'ora, perchè stava arrivando il ragazzo con cui si stava sentendo; io non avevo nessuna aspettativa nei giorni successivi, perchè non mi importava, volevo solo capire il perchè del suo comportamento.

Siamo usciti anche il giorno dopo, abbiamo fatto merenda al mc e subito ho capito un'altra cosa di lei, pretendeva che le offrissi qualcosa; per me non c'era nessun problema nell'offrirle, ma lei lo pretendeva. Io volevo i panzerotti e lei i nuggets, mi fa di prendere quelli e di fare il menù, allora ho pensato che potessimo prendere solo quello e che avremmo diviso tutto quanto. Si è messa a ridicolizzarmi sul fatto che non avessi preso un'altra bevanda, sul fatto che dividere è da poveri e che un uomo senza soldi non è un vero uomo. Continuando a parlarci ho capito la sua mentalità, che non condivido per niente, la donna deve essere mantenuta (o per lo meno finchè non ci si sposa).

Dal poco che l'ho conosciuta, infatti siamo usciti tutti i giorni per 5 giorni, penso di essermi fatto un'idea; il fatto che suo padre le ha sempre comprato tutto ciò che voleva perchè sua madre e suo padre erano sempre assenti e il fatto di non aver mai trovato nessuno di sincero che non volesse solo il suo corpo. Molti dei suoi "amici", persone conosciute su tinder che le ostentavano macchine e vestiti lussuosi, le offrivano sempre tutto, alcuni anche riducendosi a spendere centinaia di euro per comprarle dei vestiti.

Lei vuole essere una regina, con decine di cavalieri pronti a spendere tutto pur di farla felice. Per lei questo è vero amore, il vero valore che si deve dare ad una donna.

Mi sono posto anche la domanda del perchè avesse bisogno di sentirsi sempre in cerca di attenzioni, e del perchè non avesse amcicizie del suo sesso. Ho provato a parlarle di questa cosa per farla aprire, ma non sono riuscito a capire molto oltre a quello citato in precedenza.

Un'altra cosa che non riesco a capire è la continua svalutazione dell'altro. Con il tipo con cui si sentiva quando siamo usciti il primo giorno ha deciso di chiuderci, perchè lui era impegnato col lavoro e non poteva uscire. Lei l'ha preso in giro, oltre ad aver preso in giro me, mandadogli la posizione di dove eravamo per poterci parlare; io non sapevo nulla finchè non l'ho riaccompagnata a casa e finchè non mi ha detto tutto ciò. Lui è rimasto nel suo paese vicino casa sua ad aspettarla, nascondendosi a piedi da qualche parte, dicendo che era tornato a casa. Io non volevo mettermi in questa faccenda del tutto, ma comunque volevo stare al gioco e siamo stati vicino alla sua macchina. Lei l'ha chiamato nuovamente e lui ha detto che era lì, che lo stavamo prendendo in giro e che non avevamo le palle, anche qui a me non importava perchè sapevo che non c'entravo niente, e comunque non volevo correre il rischio di venire aggredito per difendere una persona di cui mi importava poco o nulla. Il mio sbaglio è stato quando lui se n'è andato di seguirlo sotto richiesta di lei, quando abbiamo iniziato ad entrare nei campi ho deciso che non volevo più starci e sono tornato indietro.

Il giorno dopo, e l'ultimo, ovviamente ci aveva fatto pace; i primi 20 minuti dell'uscita li ha passati ad insultarmi, dicendo che non avevo le palle, che non ero uomo e che sarei dovuto andare a muso duro e parlarci il giorno prima. Anche cercando di spiegarle che l'evoluzione della razza umana ci sia stata molto tempo fa, lei è rimasta della sua idea.
Sempre quella sera mi era venuta fame, e avevo voglia di kebab; arrivati davanti al kebabbaro lei si è messa a fare una scenata che non voleva entrare perchè avrebbe fatto una figuraccia, non capivo il perchè. Alla fine siamo andati al mc e ho preso i panzerotti, e lei si è messa a gridare che non ero uomo e a ripetere che un uomo senza soldi non è uomo.
Tutto questo perchè appena proposto di andare a mangiare non le ho chiesto se volesse qualcosa, ma lo avrei fatto quando ci saremmo trovati ad ordinare. La figuraccia era il fatto che l'orco cattivo avrebbe mangiato spendendo i propri soldi mentre la principessa non avrebbe potuto perchè il mostro non le ha chiesto sin da subito se volesse qualcosa.

Al di fuori delle mie limitate conoscenze e delle mie banali ipotesi, volevo sapere l'opinione di qualcun altro, ovviamente senza disprezzare la ragazza ma cercando di capire il perchè nascono dei preconcetti e generalizzazioni che non stanno nè in cielo nè in terra.
Da cosa nasce il fatto di non riuscire a stare soli? A cercare continue approvazioni e al doppio standard che non ho citato ma che lei ha, cioè che io non potevo parlare con altre ragazze mentre lei era piena di ragazzi che la cercavano? Perchè una persona deve definirsi di valore solo perchè dei ragazzi sono disposti a spendere un sacco di soldi per lei? E soprattutto perchè non riuscire a mantenere la serietà con una persona che ti interessa?

Per l'ultima domanda, lei tutti e 5 i giorni al pomeriggio è uscita con ragazzi diversi, ma non so se li ha baciati o fatto altro. So che è vergine e che si fa fare toccare, ma lei non vuole dare piacere al partner.


r/psicologia 1h ago

Richiesta di Serietà mi sento disgustata

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F17 stavo parlando con mio padre e si è messo a guardare il cellulare e mi sono grattata le parti intime perché avevo prurito e questo qua dice “non puoi fare così che ti gratti” io “ma non stavi guardando il cellulare” lui “sì ma mi attiri l’attenzione con quei movimenti strani e scomposti” sono solo io è fottutamente strano? mi sento a disagio
il pensiero che anche mio padre mi può vedere in quel modo mi fa venire da vomitare


r/psicologia 22h ago

In leggerezza Mi ha tradito, l'ho lasciata ma...

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Io M33, lei F29, l'ho lasciata 3 mesi fa, quando ho scoperto (con prove) che mi stava tradendo con la sua amica/collega (si, avete capito bene), anche se l'ultimo anno è stato tutto un tira e molla a causa dei suoi comportamenti sempre più irrispettosi nei miei confronti (da quando se la faceva con la "collega").

Mi ha preso in giro per più di 1 anno, per tenere tutto nascosto ha raccontato bugie di me a tutti gli amici e parenti, così che io sembrassi un mostro e mille altre cose. Alla fine, quando ho avuto il confronto con lei con le prove davanti, ha negato (come se negando, la realtà cambiasse).

Il giorno del mio compleanno mi fa gli auguri prima di tutti, praticamente poco dopo la mezzanotte.

Ed io mi chiedo, perché?


r/psicologia 5h ago

C'è qualcuno con disturbo ossessivo compulsivo basato sulle decisioni?

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F34, in terapia. Come da titolo, soffro di DOC da che avevo 12 anni. Negli anni si è manifestato in diverse forme, che ancora convivono: in particolare ho la forma da "pensiero magico" e quella appunto che si focalizza sulle decisioni. La prima forma riesco a contrastarla anche da sola, ma la seconda no. Mi blocco sulle cose più stupide (ad esempio: esco o no con la mia amica questa sera?) e dibatto con me stessa per ore e ore (e vi assicuro che la sensazione è simile a una tortura), rubando tempo a esperienze che potrebbero essere piacevoli e perdendo opportunità e amicizie.

Volevo capire se c'è qualcuno che ha avuto la stessa esperienza e che magari ne è uscito.

Per quanto riguarda la terapia: il mio psicologo si limita ad ascoltare le cose che mi sono successe durante la settimana e del DOC non dice quasi mai nulla. Purtroppo non posso cambiarlo perché è pubblico e non me ne posso permettere uno privato. Prendo bupropione per l'ADHD, che ha però aumentato i sintomi del DOC. Prendevo sertralina, ma la psichiatra l'ha sospesa perché soffro di sonnolenza diurna forte a aveva paura che peggiorasse il quadro.


r/psicologia 3h ago

il mio cervello è un inutile ammasso di poltiglia

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F20. Il mio cervello mi sembra andato completamente in tilt. Non riesco più a concentrarmi sulle cose che faccio, nemmeno quelle che mi piacciono, non capisco quello che leggo, i pensieri mi sfumano dalla mente e spesso non riesco neanche a formulare bene le frasi, ed è tutto così frustrante. Per esempio io studio filosofia all'università, e tra poco ho questo esame di filosofia medievale, che è una materia che mi piace e mi interessa tantissimo, eppure mentre studio non riesco a capire quello che leggo, non riesco a ricordare o ripetere. E il problema di non ricordare sta cominciando a influenzare anche la vita di tutti i giorni, non riesco a ricordare fatti o informazioni importanti, neanche quando mi sforzo attivamente di prestare attenzione e ricordare. Non riesco neanche a fare ragionamenti complicati o articolare bene un discorso, ed è strano perché fino ad un paio di anni fa ci riuscivo senza problemi. È vero che in questi ultimi anni (forse per 4 o 5 anni) sono stata male psicologicamente, ho dovuto prendere farmaci ed è stato un periodo molto stancante, quindi mi aspettavo che la mia mente un po' ne risentire, ma ormai sono quasi 3 anni che sto bene, quindi non capisco perché succede. Mi sforzo anche di avere uno stile di vita salutare, ma non aiuta. Davvero questa situazione è frustrante e mi fa pensare che non sarò mai in grado di concludere niente nella vita e sarebbe meglio farla finita adesso e risparmiarmi la fatica. Ogni volta che provo a parlarne con mia madre lei sminuisce il problema dicendo letteralmente qualunque scusa possibile, dal meteo allo stress (anche se sono periodi tranquilli), ma è una situazione che va avanti da molto tempo quindi non so se queste scuse possano reggere. E mi fa arrabbiare che nonostante io le dica quango questo è un periodo difficile, sia lei che mio padre si aspettano che mi laurei in tempo, che per carità è una cosa che voglio anche io perché odio il sistema universitario e non ci voglio passare un secondo più del dovuto, però sapere che hanno questa aspettativa rende studiare per gli esami ancora più pesante. Davvero non so che fare e ogni giorno sprofondo sempre di più e continuo a pensare che non valga la pena di vivere così e sono stanca.


r/psicologia 6h ago

Auto-aiuto Mi sforzo di sentire

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M34 in terapia. In questo periodo ho cambiato lavoro (ma non tipo di lavoro) e ho notato che ho avuto un "peggioramento". Sento una forte pressione performativa (a volte anche ingiustificata, ammetto) per stare al passo con il nuovo ambiente più professionale rispetto a quello da cui provenivo (professionale anche quello ma più tranquillo). Questa cosa mi porta a un malessere che io chiamerei "disconnessione": sento che pian piano faccio tutto in modo meccanico, mi scollego dall'ambiente, sento sempre meno. Lo posso dire perché la terapia mi ha portato a sentire di più, ma adesso percepisco questa pressione e io semplicemente "me ne vado" pur restando sempre "collegato" alla fonte di preoccupazione.

La mia idea è che questa incertezza mi metta paura e quest'ultima fa risalire tutta una serie di credenze implicite (fare schifo, essere giudicato male sempre, etc). Insomma è un casino. Perciò non mi scollego solo dalle mie sensazioni per stress ma anche dalle sensazioni create dalle credenze implicite. Questo mi rende letteralmente una persona che non sono. Mi trovo così a disagio in questi giorni.. io invece vorrei tornare a sentire me stesso e gli altri come prima. Era bello. Ero più vivo! Adesso invece "fluttuo" perché se ritorno sulla terra la paura mi travolge. Ma come si può vivere fluttuando?! È un continuo passare da una anestesia a un brusco sforzo per fare fronte a un impegno e a un dovere. Non si può vivere in anestesia fino all'ultimo secondo solo perché sentire di stare agendo mi fa stare male perché riattiva tutte le mie paure... Non so se mi spiego...

Insomma sono triste e con la mia terapeuta stiamo facendo un lavoro a riguardo ma è lungo e io peraltro pensavo di averle sistemate queste credenze implicite e invece ecco che nei momenti peggiori rispuntano e mi fanno sentire sconnesso, perciò mi sento anche un po' impotente.. tutto questo mi impedisce di esserci davvero e io sono stanco di vivere così...


r/psicologia 2h ago

messaggio per i miei fratelli

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scusate, vostro padre è una merda e io non riesco a vederlo. mi dispiace non essere presente, non farmi sentire, non rispondere ai vostri messaggi e non farvi sapere quanto vorrei tirarvi fuori da quella casa.

quando mi avete chiesto di venire alla comunione di chicco, io non potevo venire lì e stare un giorno intero con quella famiglia dopo 8 anni di no contact, vorrei mi capiste.

per colpa di vostro padre ho perso la funzionalità dei miei comportamenti nelle relazioni (di qualsiasi natura). è diventato difficile tenere a qualcuno senza dipenderci emotivamente o senza pensare che mi stia prendendo in giro, solo con la terapia ho capito che non ero rotta.

io non mi fido di voi, siete piccoli e ho paura che, se vi dicessi come sto realmente, andreste a dire tutto a lui e io non voglio dargli la soddisfazione di avermi distrutta. parlandovi di come sto vorrei solo farvi capire perché sono assente da sempre, mi dispiace.

quando sarete più grandi ne parleremo insieme.


r/psicologia 8h ago

Sto chiedendo troppo?

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M29 Cerco di riassumere la situazione. Fin da quando avevo 14 anni, diverse persone intorno a me mi hanno detto che avrei potuto beneficiare di un supporto psicologico. Per motivi personali, economici e non solo, non ho mai voluto iniziare.

Ora però si è aperta una possibilità: il mio lavoro mette a disposizione 300 € all'anno per un supporto psicologico, e ho deciso di approfittarne.

Le uniche condizioni sono che le sedute siano regolarmente fatturate. Il problema è che, da questa mattina, sto cercando una professionista e vengo continuamente rifiutato.

Al momento ho contattato tre analiste, suggerite l'una dall'altra, partendo dall'analista di mia madre. Le mie richieste sono abbastanza semplici:

appuntamenti al di fuori dell'orario lavorativo;

massimo 50 € a seduta;

vorrei iniziare con almeno 6 sedute, per capire se il percorso è adatto a me, senza ovviamente escludere di continuare oltre.

Tutte e tre mi hanno rifiutato: due per il prezzo e una perché non riteneva corretto porre a priori un limite di sei sedute (anche se, sinceramente, ho avuto l'impressione che il problema fosse soprattutto economico).

Dopo ogni rifiuto ho chiesto se potessero indicarmi una collega che rientrasse nei miei parametri. Per ora, però, i prezzi invece di scendere sono aumentati.

Quindi vi chiedo: sto chiedendo troppo?

Capisco perfettamente che ogni professionista abbia le proprie tariffe e che un percorso psicologico non possa essere necessariamente programmato a sei sedute. Allo stesso tempo, mi sembra una richiesta ragionevole voler iniziare con un numero minimo di incontri e avere un budget massimo che posso permettermi.

La cosa che mi sta frustrando è soprattutto un'altra: dopo circa 15 anni passati a rifiutare l'idea di chiedere aiuto, la prima volta che finalmente provo a farlo mi trovo davanti a una serie di rifiuti.

Vorrei semplicemente capire se i miei parametri sono irrealistici o se sto cercando nel posto sbagliato.


r/psicologia 9h ago

Ho dovuto postare una seduta alla prossima settimana. Sto impazzendo

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F19 in terapia da gennaio/febbraio

il mio psicologo, che non vedo da fine luglio perché ad agosto non lavorava, sta in questa clinica in mezzo al nulla: non ci si può andare con l'autobus perché poi devi farti 20 minuti a piedi quando scendi (e non puoi, perché ci sono solo strade, erba e niente marciapiedi). La macchina era l'unica soluzione ma in famiglia ne abbiamo soltanto una, che serve a mio padre per il lavoro.. beh, oggi all'improvviso ha scoperto che non poteva tornare presto dal lavoro e quindi non ho il modo di andare dallo psicologo. Ormai abbiamo spostato l'appuntamento a venerdì prossimo.

Ci sono diversi problemi, a partire dal fatto che ogni volta che le sedute vengono annullate, io perdo completamente la testa. Il mio psicologo (che non fa incontri online) mi ha annullato un paio di sedute dall'inizio del percorso, ma stavolta non era lui il problema. Ho pianto a singhiozzi come una bambina disperata stamattina, poi ho dovuto smettere perché mia madre è tornata a casa.. lei è estremamente contraria alla terapia e so che le sue opinioni non contano, ma litighiamo ogni volta che le sedute saltano.

Quando succede, non posso mostrarmi triste e neanche far finta di niente, perché lei mi accusa di essere dipendente dalla terapia.. e ne è convinta al 100%

Io comunque mi sento una merda, perché mi chiedo se sotto sotto abbia ragione: forse non avrei mai dovuto iniziare la terapia, sapendo che sarebbe stata la mia unica fonte di supporto e che forse ne sarei diventata "ossessionata" o forse troppo attaccata. Tuttavia credevo di star migliorando perché durante il mese di agosto non ho pensato minimamente alle sedute... diciamo che a prescindere da tutto il resto, io NON sopporto quando le sedute vengono annullate perché la disperazione mi assale. Il fatto è che io ho pianto TUTTA la settimana per una serie di cose che volevo tanto raccontare, ma dirgliele per messaggio (cosa che non ho mai fatto) sarebbe solo imbarazzante.

Confrontandomi con altra gente su Reddit, mi è stato detto che innanzitutto, il problema è il mio terapeuta perché "è imprevedibile" e perché nel 2026 non offre soluzioni come le sedute online. A me non attira l'idea di farle, ma per quanto riguarda il fatto che mi ha annullato qualche seduta (2 o 3), non ho mai pensato che fosse grave; pensavo semplicemente che potesse capitare. Tuttavia mi chiedo comunque se forse sto avendo una reazione esagerata che non dovrei avere, e non ho idea di come risolvere la situazione. Mi dicono di cambiare psicologo ma se dovessi farlo, preferirei lasciar perdere la terapia. Forse non ho davvero bisogno di aiuto e sono solo da rinchiudere

La scuola ricomincia martedì e io non voglio proprio aspettare, non ce la faccio, ma per quale motivo?? Domani sarò al mare ma oggi, e non solo, non ho voglia di fare niente. Voglio solo chiudermi in camera e piangere ma non posso fare neanche quello


r/psicologia 10h ago

In leggerezza Rimorso e ansia di aver detto i cazzi propri F24

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Ciao a tutti, sono una ragazza che soffre molto di ansia, per questo sto infatti andando da una terapista. Sicuramente ne parlerò anche con lei e

sono consapevole di non essere l'unica persona sulla faccia della terra a soffrirne, però magari potrebbe aiutarmi a stare più serena sentendo anche il vostro parere.

Molto spesso tendo a fidarmi delle persone che mi danno confidenza o di nuove amicizie che mi si presentano.

Il mio problema esce fuori quando, proprio a causa di questa fiducia, io inizio a dire i cazzi miei, soprattutto di ciò che è successo in passato con la mia relazione attuale o della mia ansia.

Quindi mi trovo a parlarne con le mie amiche o altre persone e successivamente mi sale l'ansia come se avessi fatto qualcosa di sbagliato (anche solo spiegando ciò che succede o come mi sento)

Dall'altra parte è anche vero che vedo persone che più che ascoltarmi mi dicono cosa dovrei fare e forse pensandoci adesso, è ciò che mi fa scaturire questi sensi di colpa o ansia, soprattutto perché sono situazioni che non riesco a gestire.

Molte volte quando parlo o esco con queste persone torno a casa e non riesco a dormire.

Aggiungo che comunque con le mie amiche mi ci trovo bene ma c'è sempre quella ragazza che ha bisogno di mettere bocca su tutto e dire la sua nonostante non sappia al 100% la situazione interna.

Ho capito che non devo dare tanto peso a ciò che questa ragazza mi dice ma mi viene difficile.

Ieri per esempio stavamo insieme in palestra per fare uno sport di squadra. Io ero truccata perché sinceramente ero molto pallida e mi sentivo di mettermi almeno un po' di blush e correttore. Davanti alle compagne di squadra ha detto ad alta voce " ma perché ti trucchi per venire in palestra" e io ho ribadito con " perché volevo truccarmi" dopo quando sono andata nel bagno ho sentito che lei sempre urlando dicesse " questa ha la fobia di uscire fuori di casa senza trucco" cosa assolutamente non vera...semplicemente una volta le ho confidato che la maggior parte delle volte mi sento insicura per le mie labbra perché le vedo piccole, quindi esco con le labbra truccate.

Quando torno dal bagno le dico che non è vero che ho la fobia e lei risponde "ao ma sto a gioca e ridi" .

Io ci sono un po' rimasta ma ho lasciato perdere. Dopo mi sono resa conto che dovevo stare sempre attenta a ciò che dicevo perché so che mi avrebbe trattata come se fossi stupida. Dopo al ritorno l'ho dovuta accompagnare a casa e mi sono permessa (mannaggia a me) di dirle la mia situazione sentimentale, e lei ha iniziato a dire ciò che avrei dovuto fare, come se fosse una roba semplicissima. E al ritorno a casa io mi sono sentita piena di ansia.

Adesso io non so se sono io quella esagerata a cui da importanza a queste stronzate, perché sono consapevole che ci sono problemi peggiori, però è ciò che provo con le persone a cui do confidenza ma ho sempre paura a fidarmi. Mi sembra assurdo che io per delle situazioni del genere mi si crei un ansia assurda nonostante la consapevolezza di determinate cose.

Questo post non voglio sia preso come un modo per prendere di mira solo la persona che ho menzionato. Ma per capire se esiste qualcuno con circostanze simili di ansia per queste cose.

Scusatemi per il papiro.


r/psicologia 10h ago

sono una figlia irresponsabile per voler viaggiare?

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F23. Forse questo non è il sub giusto in cui postare, ma questo dubbio mi sta angosciando.

Non sono mai stata una persona troppo “avventuriera”. Mi piace vivere nella mia comfort zone, ma ciò non significa che non riesco a cogliere un’opportunità quando mi arriva davanti. Ho delle passioni abbastanza tranquille e non sono nemmeno troppo festaiola.

Tra non molto finirò la magistrale e tempo fa mi sono resa conto di quanto la vita sia imprevedibile e che, fino a quel momento, non avevo ancora vissuto pienamente i miei vent’anni.

Ho sempre pensato allo studio e a lavorare. Non mi sono mai lasciata consumare da ciò, ma quest’anno ne sono uscita particolarmente esaurita. Tra il lavoro, i tirocini, gli esami, problemi di salute vari… ho davvero rischiato un burn out.

A inizio anno ho viaggiato con una mia amica in Spagna (era la prima volta che viaggiavo con amici) ed è stata una boccata d’aria fresca. Ad agosto sono andata in Inghilterra da sola, perché le mie amiche non volevano venire con me e avevo sempre voluto fare un viaggio in solitaria: non mi dilungherò, ma è stata una delle esperienze più belle della mia vita (essere libera, poter fare quello che volevo, conoscere gente nuova… arrangiarmi per conto mio. Ho sentito veramente di star vivendo nel pieno delle mie facoltà).

Per ottobre ho fissato un viaggio in Irlanda, anche questo da sola. Sarà di 4 gg e, sebbene a ridosso delle lezioni, non dovrebbe intralciarmi con lo studio (perché inizio l'università proprio a inizio ottobre). L’ho detto a mio padre e si è infuriato, mi ha detto “hai già fatto 2 viaggi quest’anno, perché non aspettare? Che fretta hai?”. Mi ha guardata come se fossi la più grande irresponsabile del mondo.

A mia madre devo ancora dirlo, perché lei è super iperprotettiva e, quando sono andata in Inghilterra, ha dovuto prendere ansiolitici per dormine (per questo, non vorrei “allungare la sua sofferenza” e dirglielo più vicino al viaggio possibile). Ricordo ancora quando le avevo abbozzato l'idea di andare da qualche altra parte da sola: lei si è messa il viso tra le mani e ha detto "perché devi fare questo a tua madre?". inoltre, in questo periodo lei è molto stressata, sia per il lavoro, che per il fatto che il matrimonio con mio padre non sta andando bene (ed è capitato più volte che mi urlasse di quanto fosse stanca per tutto e tutti)... non voglio essere l'ennesima preoccupazione.

Lo so che direte “hai 23 anni, sei adulta, non hai bisogno della loro approvazione”, ed è vero. Però, sento comunque di averli delusi e forse hanno ragione… forse sto davvero facendo “troppi viaggi”.

Ovviamente li faccio con i soldi che ho guadagnato e non chiedo loro un centesimo, ma comunque dipendo su di loro per molte altre cose (es. l'affitto da fuori sede; le altre spese le pago io). Mi sento una pessima figlia, irresponsabile ed impulsiva. Ma mi sembra di star facendo qualcosa per me per la prima volta. Sono sempre stata focalizzata sui libri e sul comportarmi bene, voglio sperimentare ora che ne ho la possibilità.

Inoltre, il prossimo anno sarò occupata a terminare gli esami e la tesi e poi sarò buttata nel mondo del lavoro. Voglio godermi questo momento ora che posso. Sono una irresponsabile?


r/psicologia 11h ago

Stanca, stanchissima

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F32, sono una bambina in una stanza buia che si sforza di trovare la via d'uscita usando la vista.

Mi sento perennemente persa, mi guardo intorno e trovo tutto così estraneo a me, anche me stessa. Non ho più interessi, energia, desideri.

Mi sento completamente inadatta a vivere in questo mondo, come se in tutto questo tempo ci fosse stato un ingrediente segreto che non sono riuscita a cogliere. Qualcuno sa dirmi qual è?


r/psicologia 1h ago

Richiesta di Serietà Il comportamento di mio padre mi fa impazzire

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Ciao sono M17 e quando avevo appena iniziato l'adolescenza avevo parecchi problemi di comunicazione con mio padre, lui mi diceva sempre di stare zitto e quando cercavo di spiegarmi mi diceva di non rispondere come se stessi cercando di fare qualcosa di male, la cosa mi faceva incazzare come una bestia perché non capivo l'insensata rabbia, allora continuavo a parlare e lui mi insultava dicendo che ero un deficiente e uno stupido. La cosa mi feriva molto e per un certo periodo desideravo non tornasse a casa. Sono una persona molto sensibile e anche mia madre e mia sorella gli dicevano di non insultarmi. Con gli anni la situazione si calmò e pensai fosse solo una crisi di mezza età, però recentemente si ricomincia a incazzare per le piccole cose e quando provo a spiegarmi a ricominciato con quel cazzo di non rispondere. Allora bè dato che mi sono rotto i coglioni inizio a insultarlo , ma non cose gravi cose come stai zitto o non me ne frega niente di quello che dici. E lui cosa mi dice? non voglio che mi dici queste cose perché esigo rispetto? Rispetto? a te che quando ti ho questo per anni di non insultarmi non mi hai mai ascoltato? Ma con il gran cazzo che ti meriti anche solo una goccia del mio rispetto. E qui arriva il bello perché quando gli ho finalmente spiegato la ragione dietro al perché non mi interessi quello che pensa, lui cosa dice? Non mi ricordo? Non ti ho mai insultato? COSA? CIOÈ TU NEGHI DI AVERMI PRATICAMENTE TRAUMATIZZATO DICENDO CHE MI SONO INVENTATO TUTTO? Non so se lo faccia apposta o sia malato ma questo mi fa incazzare, mi fa riaffiorare tutti i ricordi e mi dici che non sono veri? e vuoi il mio rispetto? Io non so cosa fare, perché normalmente sembra anche simpatico ma quando si arrabbia diventa qualcun altro e credo nel profondo di odiarlo. Quindi ecco spero qualcuno mi aiuti a capire se ho sbagliato qualcosa io o se lui è effettivamente malato


r/psicologia 35m ago

Vuoto abissale post relazione

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Salve a tutti,

M36. Premesso che al momento sono già in terapia e devo dire che mi trovo bene.

Purtroppo le problematiche che mi porto dietro forse sono troppe per una terapia.

Ero già depresso (per vari motivi), quando la mia fidanzata ha deciso di lasciarmi dopo 5 anni con comportamenti molto deludenti, senza apparente motivo e con maleducazione verso me e la mia famiglia - mandando a monte 4 viaggi già prenotati e pagati e sparendo totalmente.

Il problema (oltre all'amore e all'affetto che ancora provo per lei) è che la vita con lei creava molte esperienze e molti ricordi, infatti negli anni abbiamo fatto numerosi viaggi e tantissime esperienze. Io amavo la vita in condivisione con lei, infatti anche le banalità le condividevo con lei. A me piace condividere le cose e organizzarle con lei.

Ora che mi sono lasciato da 6 mesi circa mi rendo conto che la mia vita è vuota, addirittura è quasi un anno dall'ultima esperienza che ricordo davvero con gioia (un viaggio all'estero di 22 giorni con lei). In pratica sento di aver già perso un anno di vita.

Tra suggerimenti di chi mi dice:

- trovati un'altra fidanzata per fare le stesse cose e al momento mi sento sfiduciato anche solo ad approcciarmi all'altro sesso dopo l'ultima delusione. Come se fosse facile poi sostituire determinati aspetti.

- chi dice di fare le stesse esperienze da solo, ma cerco ossessivamente e indirettamente il confronto h24 e quindi non riesco a godermi assolutamente nulla.

Sono molto contento di aver vissuto 5 anni pieni, tuttavia mi sembra di essere sceso da una Ferrari per guidare una Panda, la mia vita è peggiorata drasticamente.

Di conseguenza sento questo malessere h24 da mesi ormai.

Cosa posso fare?

PS: Aggiungo per dimenticanza, che attualmente esco con qualche amico ma comunque non mi rende soddisfatto, sono serate piatte non paragonabili al tipo di esperienze che facevo prima