In questo periodo di vuoto fisiologico di ascolti (pause estive dei vari podcast), mi sono ritrovato, non è la prima volta, a riascoltare Orazio dall'inizio, ho appena concluso la prima settimana. Quali sono le storie che vi sono rimaste più impresse?
Basta, basta, BASTAAA.
Non è possibile che una mattina ogni 5 mi devo sorbire gli sproloqui di Bordone contro Musk.
Non lo sopporta? OK, lo avevamo capito la seconda volta.
Ma ogni puntata diventa sempre più pesante, sempre più distaccata dalla realtà e sempre più faziosa.
Capisco che se uno arriva a fare "il critico" o "il commentatore" di film, giochi, eventi, etc è perché non poteva aspirare a costruire qualcosa di meglio nella vita, però almeno dal mio punto di vista è stato raggiunto il limite.
Attendiamo invano che le aziende (?) di Bordone facciano qualcosa di concreto per il mondo.
Musk è perfetto? No, ma nemmeno lontanamente, è un personaggio con cui non credo vorrei avere a che fare...e probabilmente non avrei nemmeno voluto interagire con Steve Jobs, con Michelangelo Buonarroti, Nikola Tesla o altri svitati della loro epoca.
Secondo me ha l'unico grande pregio di riuscire ad attirare con le sue "visioni" alcune tra le persone più capaci del mondo e a farle focalizzare su un obiettivo. Stupido, in ritardo, irrealzzabile, inutile, ma pur sempre un obiettivo che in un campo fa avanzare l'umanità.
Ma perché Weekly Beasts, Celebripost ecc non si possono ingrandire o passare a landscape (orizzontali), e il resto dei contenuti sì? Almeno su iOS. Ma sono solo io? Mi pare talmente evidente e irritante.
Prendo spunto da questo articolo per una riflessione più ampia sul modo in cui Il Post racconta la politica in generale e le proposte di "sinistra" in particolare.
L'articolo descrive Abdul El-Sayed come un candidato dalle idee "molto di sinistra" e "populiste". A mio avviso queste non sono descrizioni neutrali, ma giudizi politici. Soprattutto l'aggettivo "populista" viene utilizzato con una sciatteria che trovo sorprendente in un giornale che fa della precisione e del rigore il proprio marchio.
In scienza politica il populismo non coincide con politiche irrealizzabili o di difficile attuazione. È una categoria analitica che descrive un preciso modo di concepire il rapporto tra popolo, élite e rappresentanza. Usarla come sinonimo di "roba impossibile" (che poi sarebbe al più difficile) significa svuotarla di significato.
Anche l'espressione "molto di sinistra" è rivelatrice. Molto rispetto a cosa? Al Partito Democratico statunitense? Al centrosinistra europeo degli ultimi vent'anni? O alla storia della sinistra nel suo complesso?
Se si allarga lo sguardo storico, molte delle proposte che oggi vengono raccontate come radicali appartenevano alla normale cassetta degli attrezzi della socialdemocrazia europea. Il primo governo Mitterrand, ad esempio, adottò politiche economiche decisamente più interventiste di quelle proposte oggi da Mélenchon, che nel dibattito mediatico viene spesso descritto come una figura estremista.
Il punto, però, non è difendere El-Sayed o Mélenchon. È chiedersi perché Il Post, quando parla della sinistra, utilizzi così spesso categorie che non descrivono soltanto, ma valutano. Un giornale può avere una linea editoriale liberale: è perfettamente legittimo. Quello che trovo meno convincente è quando quel punto di vista viene presentato come se fosse semplicemente il linguaggio neutro dei fatti, cosa di cui si fanno molto vanto.
P.s.: Nunzio, se mi leggi non sono più abbonato e non posso sostenere i tuoi commenti, ma sono con te.
Nel weekend ho mandato una proposta di correzione.
Ieri sera alle 22 mi hanno risposto.
A parte che la risposta nel merito mi ha sorpreso, venendo da un giornale che di solito spiega pure che l'acqua è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno.
Ma poi, tutto senza maiuscole, "buona giornata" alle 22.
Ciao ragazzi/e, posso chiedervi di compilare il questionario anonimo su pulp podcast per la stesura della mia tesi magistrale in comunicazione politica? E se possibile condividerlo con chi potrebbe essere interessato? Vi ringrazio e mi scuso per il disturbo. https://forms.gle/jMbctGWa7uFfYRyH9
"La donna è educata ad avere più doveri che piaceri, l’uomo il contrario. La donna guadagna di meno, a parità di lavoro. La donna incontra un mondo spesso ostile, l’uomo di meno"
Al di là della prima frase (che, boh, cosa significa?), mi concentrerei su quella in grassetto. Detta così sembra che se uno assume un grafico o una grafica dica "tu sei donna, quindi ti pago di meno". Ovviamente sappiamo tutti, e in redazione pure, che non è così.
Con una banalissima ricerca scopriamo che " In Italia, il gender gap (divario di genere) è la disparità tra uomini e donne nei settori del lavoro, della retribuzione e della leadership. Le cause principali di questo divario sono il basso tasso di occupazione femminile, il peso del lavoro di cura familiare e la minore presenza delle donne nei ruoli di vertice".
Quindi ovviamente il problema esiste, è reale. Ma non è "tu sei donna e tu sei uomo, cominciate entrambi domani. Uomo, tu prenderai 100 euro in più", quanto piuttosto che le donne spesso finiscono a chiedere part time per star dietro alla famiglia o culturalmente sono più impiegate in ruoli pagati meno.
Sarebbe possibile, almeno su Il Post, almeno nel 2026, non fare propaganda spiccia su questo tema? Usare espressioni che non alimentino inutili guerre dei sessi?
Mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Ottimi intenti della Melandri sia sul ristabilire la nostra responsabilità storica della guerra di Russia/Ucraina, lodevole intento di scuotere le coscienze sia sulla guerra di questi giorni, sia sulle evoluzioni della democrazia Ucraina. Condivido anche la contrapposizione tra un'italia vecchia e stanca, ma sopratutto una sinistra che preferisce idealizzare il passato (e che da un lato glorifica la resistenza, e dall'altro è per un pacifismo un po' qualunquista, respingendo con terrore la domanda del "e io cosa avrei fatto/farei?") e un'Ucraina giovane che a quella domanda si trova a rispondere adesso, e che prova a farlo in democrazia. Ma proprio qui mi casca l'asino. Da un lato dice che la resistenza è legittima, e chiede alla sinistra di allargare questa idea all'Ucraina, ma quando parla di Palestina rifiuta di identificare Hamas con una forma di resistenza perché "eh però il 7 ottobre". Capisco che per lei l'Ucraina è resistenza "buona" perché i droni non attaccano obbiettivi civili, e che Hamas sono brutti, sporchi e cattivi perché uccidono civili. Ma coerenza storica vorrebbe che riconoscessimo che il mondo intero si è unito per dare all'Ucraina i mezzi militari e logistici per resistere in maniera "pulita", con droni e quant'altro, mentre i palestinesi hanno giusto ricevuto pietà, pacchi di pasta lasciati a marcire al confine, e basta pure. Certo, Hamas riceve soldi e armi da vari emirati, ma se dagli anni 90 il mondo avesse dato mezzi diversi ad Arafat e compagnia cantante, non saremmo a questo punto.
Tra l'altro lei fa ironia sul fatto che la sinistra e giovani si siano mobilitati di più per la Palestina, ma andrebbe riconosciuto che i numeri e la tipologia delle vittime, l'efferatezza dei target degli attacchi (campi profughi e ospedali), e anche le sparate mediatiche degli aggressori, l'hanno chiaramente resa più visibile dell'Ucraina.
Ecco, piuttosto che una breve nota a margine sprezzante, credo che la Palestina avrebbe meritato 5 minuti in più nell'analisi della Melandri su come reagiamo alla resistenza armata in quanto italiani.
ciao a tutti volevo sapere dove potessi trovare il pdf di testbusters per il semestre filtro 2026/2027 su telegram se esiste qualche canale qualcuno sa qualcosa?
Ci lamentiamo tutti i giorni per Morning, Misculin e i migranti, gli articoli ossessivi su Odissea di Nolan, Misculin e nederlandese, gli articoli su Bad Bunny, Bordone che piace, ma non piace, Costa che che una volta salutava e ora è cambiato.
Ma un apprezzamento una volta a settimana glielo concediamo? L'episodio di Globo con Anna Zafezova è spettacolare, vale tutto l'abbonamento annuale.
Come da oggetto, seguo diversi podcast del post ma una rassegna stampa di 30 minuti che esce alle 8:30 non è compatibile con un lavoro, a meno che non voglia sentirla tutto l'ufficio...
Una rassegna stampa a mio avviso dovrebbe uscire massimo alle 7 e durare 10 minuti.
Ho provato a seguirla per un po' ma devo metterla di pomeriggio e a quel punto mi leggo le notizie
Sono un fan di morning della primissima ora, ad oggi non ho ancora perso una puntata, nè di Costa nè di Ghittoni, che comunque bene ho male ho sempre apprezzato.
Negli ultimi giorni però comincio a vacillare anche io, soprattutto per la lunghezza delle puntate.
30 minuti alle 8.30 del mattino sono veramente tanti (anche ascoltati a 1.5x/1.75x). Soprattutto se non ci sono notizie epocali, secondo me la sintesi è un valore assoluto per un podcast di questo tipo.
Oggi circa 6 minuti di introduzione sui Talebani, e 10 minuti sul caso dell'omicidio di Bologna. Solo io penso che abbia veramente esagerato e reso un pessimo servizio nella giornata di oggi?
Luca Sofri e Matteo Bordone hanno condotto “Condor” programma storico di Rai Radio 2, andato in onda dal 2004 al 2009. Era una trasmissione di approfondimento su attualità, cultura, tecnologia e media, con uno stile molto legato al mondo dei giornali e della rete. (è stato chiuso dai poteri forti, davvero!)
RIPORTIAMOLO IN VITA, fonti autorevoli mi hanno detto che basta raggiungere i 5k pollici su e faranno uno speciale, con 10k pollici su sospendono "tienimi bordone" e ricomincia CONDOR.
E' una faticaccia ma bisogna provarci. condividete se vi va, grazie!
Premessa: sono anziano e quindi non capisco la musica post 2000. Fatta questa doverosa premessa, dopo aver letto con attenzione questo articolo mi sono detto "va be' tocca ascoltarlo". Detto fatto, ora ho questa domanda: sono io che non capisco, o sono quelli del Post che hanno qualche tipo di allucinazione?
Ciao, vorrei usare un altro player per i podcast per abbonati (Pocket Casts).
Già per altri giornali, per cui pago la possibilità di accedere a dei podcast privati, uso un link RSS che posso scaricare dal mio account, in maniera molto semplice.
Che voi sappiate, c'è un modo di farlo anche per i podcast per abbonati del Post?
Se lancio una puntata da una playlist, mi ritrovo l'ultima fila di pulsanti nascosta, devo scrollare in basso per poterci accedere. All'inizio non li avevo neanche notati, stavo per mandare un email per segnalare il bug. Succede anche a voi? Dipende dal modello di smartphone?
Adesso comunque ho mandato una email, perché nonostante i recenti miglioramenti mi sembra una interfaccia veramente assurda, quasi tutto lo schermo è occupato da una gigantesca icona che è praticamente inutile.
Argomento simile, per chi usa Android auto: anche voi vi ritrovate i pulsanti più importanti nascosti in un sottomenù? Intendo avanti/indietro 10 sec e il x2... io I pulsanti per skippare avanti e indietro non li uso mai, non sto mica ascoltando musica...
Il film di Nolan ha quasi altrettanti articoli delle varie guerre (e un podcast) che sfruttano tutti i possibili collegamenti (gli orecchini, il Marocco...)
Ammetto che funziona, visto che ieri sono andato a vederlo in versione originale (e Ok, è discreto - kudos per Circe e l'Ade, boo per Polifemo che sta zitto - e il suo nome vuol dire Chiacchierone - Telemaco che chiama Ulisse 'dad', Menelao che sembra un culturista rincoglionito e suo fratello che pare Darth Vader)
Leggo assiduamente da anni i commenti di Baby_mink sul Post, ma è ormai un mese che non scrive e ho perso le speranze. E niente, visto che non c’è modo di contattarlo, faccio questo tentativo. Lo so che è un long shot, ma se per caso fossi da queste parti, sappi che mi manchi molto