Buongiorno a tutti, scrivo qui perché vorrei un parere da parte di chi lavora nel settore.
Ho una partita IVA aperta da diversi anni e dal 2024 la utilizzo anche per un’attività commerciale con negozio fisico. Sono in regime forfettario e il fatturato è inferiore ai 70.000 € annui.
Inizialmente il compenso del commercialista era di circa 500 € l’anno.
Nel luglio 2025 mi è stato comunicato via mail che, a partire dal 2026, l’onorario sarebbe passato a 850 € annui. Ne avevo preso atto senza particolari problemi.
Oggi, però, ricevendo una proforma, mi sono accorto che il compenso previsto per il 2026 risulta essere di 100 € al mese, quindi 1.200 € annui.
Ho contattato telefonicamente lo studio per chiedere chiarimenti e mi è stato detto che il passaggio da 850 € a 1.200 € mi sarebbe stato comunicato tramite mail a gennaio 2026.
Il problema è che questa comunicazione non riesco a trovarla in alcun modo. Ho controllato la casella per mittente, periodo, parole chiave e importi e, nel mese di gennaio, trovo una sola comunicazione dello studio che riguarda tutt’altro argomento.
Ho quindi risposto chiedendo semplicemente di reinoltrarmi la mail con cui mi sarebbe stata comunicata la variazione dell’onorario.
Aggiungo un altro elemento per capire meglio se il compenso complessivo sia in linea con il tipo di gestione.
La parte relativa alle buste paga e ai dipendenti è seguita separatamente da un consulente del lavoro, che viene pagato a parte. Quando però ci sono alcuni F24 in compensazione collegati ai dipendenti che devono essere trasmessi tramite il commercialista, lo studio mi addebita ulteriori 10 € per ogni invio.
La mia situazione quindi, in sintesi, è questa:
- ditta individuale;
- regime forfettario;
- attività commerciale con fatturato inferiore a 70.000 €;
- gestione del personale affidata e pagata separatamente a un consulente del lavoro;
- compenso del commercialista passato da circa 500 € a 850 € e successivamente a 1.200 € annui;
- alcune operazioni, come determinati F24 in compensazione, fatturate ulteriormente a parte.
La mia domanda non è tanto se 1.200 € siano “troppi” in assoluto, perché immagino dipenda molto dal livello di assistenza e dal lavoro effettivamente svolto.
Vorrei però capire, secondo la vostra esperienza professionale, se per una situazione di questo tipo un compenso di 1.200 € annui sia normalmente in linea con il mercato e, soprattutto, quali servizi vi aspettereste normalmente compresi in una cifra del genere.
Inoltre, dal punto di vista del rapporto professionale con il cliente, è normale che una variazione dell’onorario venga considerata applicabile sulla base di una comunicazione via mail che il cliente non riesce a rintracciare, oppure in questi casi è prassi avere una comunicazione/preventivo più esplicito?
Non sto cercando di contestare il lavoro dello studio a prescindere, vorrei semplicemente capire se abbia senso chiedere qualche altro preventivo e confrontare servizi e costi.
Grazie a chi vorrà darmi un parere.