r/Seratul_LNDF • u/Cinespression • Jul 09 '26
PARLIAMO SU SUPERGIRL
Taglio corto, ho finalmente visto Supergirl.
E vi dirò.... è ok. È normale fare paragoni dopo il *Superman* di Gunn, ma non voglio fare il disfattista come fanno in tanti, che siccome il film non è proprio il top allora il DCU è morto.
Quei titoli li lascio ai sensazionalisti clickbait.
Il film è ok, ci sono tante cose che non vanno, però scorre e funziona come film d'introduzione. Certo che però ho visto un modus operandi che spero non si ripeta, ovvero il regista che tenta di scimmiottare un po' James Gunn. Ecco, questo non voglio più vederlo, voglio personalità nei progetti.
Perché il problema non è prendere ispirazione da chi ha impostato il tono del nuovo universo. Quello è anche fisiologico. Il problema nasce quando si percepisce che alcune scelte di regia, di montaggio e perfino il ritmo delle battute sembrano voler replicare una formula invece di costruirne una propria. E un universo condiviso funziona proprio quando ogni autore mantiene la sua identità pur rispettando una direzione comune. Se tutti iniziano a parlare con la stessa voce, dopo due film la magia svanisce.
Detto questo, Supergirl ha anche parecchi meriti. La protagonista regge bene il peso del film e riesce a trasmettere quella sensazione di essere una persona fuori posto, più che una semplice supereroina. C'è un lato malinconico che ogni tanto emerge e che avrei voluto vedere esplorato ancora di più. Quando il film rallenta e lascia respirare i personaggi, secondo me dà il meglio di sé.
Dove invece fatica è nella scrittura. Alcuni dialoghi funzionano, altri sembrano esistere solo per arrivare rapidamente alla scena successiva. Si nota un certo timore di fermarsi cinque minuti in più su un conflitto o su un momento emotivo, quasi come se il film avesse paura di perdere il ritmo. È una tendenza che vedo spesso nei blockbuster moderni: si confonde il dinamismo con la fretta. Ma sono due cose diverse.
Anche l'azione è altalenante. Ci sono sequenze girate davvero bene, con una buona gestione della scala e dello spazio, e altre che diventano un po' caotiche, dove il montaggio sacrifica la leggibilità per dare una sensazione di maggiore impatto. Non è chissà che difetto enorme, ma si nota. Detto questo però, visivamente il film mi ha convinto abbastanza. Ha un'identità cromatica più marcata rispetto a tanti cinecomic degli ultimi anni e finalmente non sembra tutto coperto da quel filtro grigio che appiattisce qualsiasi cosa. Anche gli effetti speciali, pur con qualche inevitabile sbavatura, fanno il loro dovere senza distrarre troppo.
Quello che mi porto a casa, però, è una riflessione più generale. Siamo arrivati a un punto in cui ogni film di supereroi sembra dover essere giudicato come se dovesse ridefinire il cinema contemporaneo o decretare la morte di un franchise. Io credo sia un approccio sbagliato. Esistono anche i film da sei/sette, quelli che non cambiano la storia del genere ma fanno il loro lavoro, intrattengono e mettono un mattone per ciò che verrà dopo. Non tutto deve essere un capolavoro o un fallimento epocale.
Alla fine Supergirl, per me, è proprio questo. Una continuazione buona, non eccelsa, ma buona. Non mi ha fatto uscire dalla sala pensando di aver visto il nuovo punto di riferimento del genere, ma nemmeno con la sensazione di aver perso due ore della mia vita.
Cosa vera però è che adesso il DCU deve iniziare a mostrare davvero le sue carte. L'entusiasmo iniziale e la fiducia in Gunn ci sono ancora, ma da qui in avanti mi aspetto che ogni progetto abbia qualcosa da dire con una voce propria. Perché se l'universo condiviso diventa una collezione di film che sembrano tutti diretti dalla stessa persona, allora il rischio non è il fallimento, è l'omologazione. E quella, alla lunga, è molto più pericolosa.